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FOLLOW THE MONEY – NELL’INCHIESTA SULL’ATTENTATO A SIGFRIDO RANUCCI GLI INQUIRENTI VOGLIONO FARE LUCE SUL GIRO DI DENARO DI VALTER LAVITOLA, INDAGATO COME PRESUNTO MANDANTE, E SUI SUOI RAPPORTI CON GLI IMPRENDITORI PER IL BUSINESS DEL “CARBON CREDIT” CHE STAVA PORTANDO AVANTI IN AFRICA. IL FACCENDIARE AVEVA ALTRI AFFARI IN BALLO? DA QUESTA PISTA I PM SPERANO DI INDIVIDUARE UN MOVENTE PER L’AZIONE DINAMITARDA – PELLEGRINO D’AVINO, UNO DEI QUATTRO ARRESTATI COME ESECUTORI MATERIALI DELL’ATTENTATO, INTERROGATO IN CARCERE HA CONFERMATO DI CONOSCERE GOMES CLESIO TAVARES, IL FACTORUM DI LAVITOLA INDAGATO, MA HA NEGATO DI CONOSCERE SIA LAVITOLA CHE RANUCCI – LE INTERCETTAZIONI DI UN ALTRO DEI BOMBAROLI, SAVERIO MUTONE: “MAL CHE VADA ME LI VADO A FARE QUESTI 30 ANNI”

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LAVITOLA, SI INDAGA SUI FINANZIAMENTI E I RAPPORTI CON GLI IMPRENDITORI

Estratto dell’articolo di Ilaria Sacchettoni per il “Corriere della Sera”

 

VALTER LAVITOLA

Una foto – rintracciabile su Tik Tok– ritrae Pellegrino D’Avino in compagnia del «collega» Antonio Passariello e, più rilevante ancora, del factotum di Valter Lavitola, Gomes Clesio Tavares. Così, dal carcere di Rebibbia, D’Avino ha dovuto, ieri, confermare perlomeno una circostanza: la familiarità con l’uomo di Lavitola, suo «collega» nei lavoretti di vigilanza e servizio di sicurezza per locali e cerimonie private in Campania.

 

[…]  «Non conosco Sigfrido Ranucci, non sapevo neppure fosse un giornalista» ha ripetuto, tra l’altro, accanto al suo avvocato, Antonio Falconieri.

 

L’inchiesta sull’attentato esplosivo al conduttore di Report , Sigfrido Ranucci, si concentra sugli arrestati per consolidare le prove e intanto marcia verso ulteriori acquisizioni. I carabinieri del Nucleo Investigativo, coordinati dal pm antimafia Edoardo De Santis, sono alle prese con un nuovo traguardo.

 

Gomes Clesio Tavares con Antonio Passariello e Pellegrino DAvino - 22 luglio 2024 tiktok

Ricostruire l’intero patrimonio di Lavitola, al di là di quello che è risultato il suo principale interesse, quel Carbon Credit «di moda» fra imprese e soggetti privati che vogliano accreditarsi come amici dell’ambiente.

 

Si punta, ora, al salto di qualità investigativo. Profilare il patrimonio del faccendiere, indagato in qualità di mandante della bomba a Ranucci, consente di stabilire tre circostanze.

 

Prima di tutto su quali fondi potesse contare Lavitola, quindi se vi furono significativi prelievi in contanti nei giorni immediatamente precedenti al blitz esplosivo (tali da collegarlo senza ombra di dubbio all’episodio). E infine, più in generale, se il mondo delle imprese lo abbia finanziato e a che titolo. Solo Carbon Credit? O altro?

 

Gli investigatori sono ancora a caccia di un movente plausibile sull’attentato di Pomezia del 16 ottobre scorso. I silenzi degli indagati rappresentano una difficoltà oggettiva, assieme alla irreperibilità del factotum Clesio Tavares, rientrato in Camerun dopo l’attentato e determinato a far perdere le sue tracce. […]

 

 

ATTENTATO RANUCCI, ARRESTATO INTERCETTATO 'MAL CHE VADA MI FACCIO 30 ANNI'

savierio mutone - arrestato per la bomba a casa di sigfrido ranucci

(ANSA) - ROMA, 15 LUG - "Mal che vada me li vado a fare questi 30 anni". E' quanto afferma uno dei componenti della banda che secondo i pm di Roma ha compiuto l'attentato al giornalista Sigfrido Ranucci il 16 ottobre scorso.

 

L'intercettazione - citata in una informativa dei carabinieri depositata dalla Procura in vista dell'udienza del Riesame - risale al 12 marzo scorso. A parlare è Saverio Mutone, 41 enne, raggiunto nelle scorse settimane dalla misura cautelare emessa dal gip su richiesta dei pm della Dda di Roma.

 

In base a quanto emerge dall'informativa Mutone era preoccupato dell'evoluzione dell'indagine tanto da cercare su google, tra il 6 e l'8 marzo, le parole "Ranucci bomba" e "Ranucci indagine".   Riferendosi all'intercettazione gli investigatori scrivono che "tale esternazione, pur inserita in un contesto dialogico allusivo, lasciava trasparire - scrivono i carabinieri - la piena consapevolezza da parte dell'indagato della gravità dei fatti cui si stava facendo riferimento e della possibile rilevanza penale delle condotte poste in essere dal gruppo criminale evocando una prospettiva detentiva particolarmente lunga.

 

Una simile rappresentazione soggettiva risultava difficilmente compatibile con vicende di minore gravità e appariva invece senza dubbio derivante dalla consapevolezza del coinvolgimento nei fatti per cui si procede".

 

L'INDAGATO AI PM, 'NON CONOSCO NÈ LAVITOLA NÈ RANUCCI'

lavitola ranucci

(ANSA) - "Non so chi sia Valter Lavitola e non conosco Sigfrido Ranucci, non sapevo fosse un giornalista". Ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere, Pellegrino D'Avino, un componente della banda che secondo l'accusa ha organizzato l'attentato al conduttore di Report, ma ha deciso davanti ai pm titolari dell'indagine di fare dichiarazioni spontanee. Il suo racconto, in base a quanto si apprende, si è concentrato sostanzialmente sulla figura di Gomes Clesio Tavares, il factotum di Lavitola, che avrebbe svolto un ruolo di intermediario nel pianificare l'azione dinamitarda del 16 ottobre scorso.

 

GOMES CLESIO TAVARES

L'indagato davanti ai magistrati della Dda non ha negato il suo rapporto con il cittadino camerunense che da qualche mese è tornato in patria. "Io e Gomes ci conosciamo da tempo - ha spiegato D'Avino alla presenza del suo difensore, l'avvocato Antonio Falconieri -, in passato abbiamo lavorato insieme. Ci siamo occupati di sicurezza per alcuni locali o eventi in Campania".

 

D'Avino si sarebbe limitato a ribadire il suo rapporto di amicizia con l'indagato senza fornire elementi su quel nome, Corrado, che in alcune intercettazioni viene citato. Nella vicenda, comunque, secondo l'impianto accusatorio, la figura di D'Avino non è per nulla secondaria.

 

È lui, l'unico della banda, ad avere tenuto i rapporti con Gomes che nelle intercettazioni era definito "quello".    E proprio dalle intercettazioni finite nelle carte dell'inchiesta emergono nuovi particolari dell'attentato.

 

Walter Lavitola nel suo ristorante Cefalu 21

"Noi stavamo da due, tre ore lì…" afferma uno dei componenti della banda. "Mal che vada me li vado a fare questi 30 anni" dice in un'altra telefonata riportata in un'informativa dei Carabinieri Saverio Mutone, un altro dei quattro arrestati.

 

Mutone era preoccupato dell'evoluzione dell'indagine tanto da cercare su Google, tra il 6 e l'8 marzo, le parole "Ranucci bomba" e "Ranucci indagine". Riferendosi all'intercettazione gli investigatori scrivono che "tale esternazione, pur inserita in un contesto dialogico allusivo, lasciava trasparire la piena consapevolezza da parte dell'indagato della gravità dei fatti cui si stava facendo riferimento e della possibile rilevanza penale delle condotte poste in essere dal gruppo criminale, evocando una prospettiva detentiva particolarmente lunga".

 

pellegrino davino - arrestato per la bomba a casa di sigfrido ranucci

Negli atti depositati al Riesame c'è anche una conversazione intercettata tra Mutone e D'Avino, ritenuta dagli inquirenti significativa per ricostruire i fatti. D'Avino rivendica la consegna di una somma di denaro a Mutone: "Domani mattina, sotto casa tua, ti ritiri i mille euro. Io la mattina, senza che mi chiamassi, ti ho portato i mille euro fin dentro al letto". E Mutone replica confermando ripetutamente: "È vero... è vero... è vero".

 

Pur in assenza di un riferimento esplicito all'attentato contro Ranucci, gli investigatori ritengono che la conversazione si riferisca proprio all'episodio. E anche l'importo citato nel dialogo, pari a mille euro, sarebbe compatibile con un compenso riconducibile a una partecipazione attiva all'azione criminale.   

 

VALTER LAVITOLA AL TG1

Il difensore di D'Avino, dopo l'interrogatorio svolto a Rebibbia, ha confermato di avere fatto ricorso al Riesame. "Il nostro obiettivo - spiega Falconieri - è quello di far cadere l'aggravante del metodo mafioso. Già l'inchiesta iniziale è stata in qualche modo aggiustata visto che il gip ha fatto cadere l'accusa di strage". Intanto sono già all'attenzione dei pm di piazzale Clodio le denunce presentate da Ranucci e dalle redazione di Report in cui si ipotizzano i reati di diffamazione aggravata e rivelazione del segreto di ufficio e del segreto investigativo.

VALTER LAVITOLAgomes clesio tavares I QUATTRO INDAGATI FINITI AGLI ARRESTI CON L'ACCUSA DI AVERE MESSO LA BOMBA A CASA DI SIGFRIDO RANUCCIantonio passariello - arrestato per la bomba a casa di sigfrido ranucciVALTER LAVITOLA