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“CON LA METAFORA DELL'8 SETTEMBRE ABBIAMO VESTITO DI INTELLIGENZA LE MISERIE DELL'IDENTITÀ ITALIANA” – FRANCESCO MERLO RISPONDE A UN LETTORE CHE SI INTERROGA SULL’EREDITÀ DELL’ARMISTIZIO DI 83 ANNI FA: “GRAZIE ALLA METAFORA DELL'8 SETTEMBRE ABBIAMO TRUCCATO LE NOSTRE PAURE, LA NOSTRA INSIGNIFICANZA STORICA. E COSÌ SONO DIVENTATE SCIENZA E SAPIENZA ITALIANE: LE ALLEANZE CON IL NEMICO CHE SONO I TRADIMENTI; IL BACIO DI ANDREOTTI A TOTÒ RIINA, LA MAFIA ANTIMAFIA, I TRASFORMISMI COME IL CONTE 1 E IL CONTE 2, L'AFFARE LAVITOLA-RANUCCI E ANCORA I FASCIOCOMUNISTI RIZZO E ALEMANNO, I FINTI PACIFISTI FILORUSSI…”
Da “Posta e risposta” – “la Repubblica”
Caro Merlo, l'armistizio dell'8 settembre 1943 (anche se il generale Castellano firmò il 3) nasce da una trattativa condotta nell'incertezza, dalla convinzione italiana di avere una forza contrattuale che in realtà non esisteva e dal tentativo di tenere aperte più possibilità, fino all'ultimo. Quanto di quella difficoltà a scegliere una direzione, assumendone fino in fondo le conseguenze, appartiene alla nostra identità nazionale?
Andrea Giuseppe Cerra
Risposta di Francesco Merlo
L'8 settembre del 1943 l'Italia, sofferente e insanguinata, davvero si sentiva ed era finalmente liberata. Non avevamo ancora scoperto che nello smarrimento si nasconde la furbizia: quando non si capisce chi sta con chi, si possono meglio recitare tutte le parti in commedia e giocare la carta anche morale della doppia identità.
Voglio dire che grazie alla metafora dell'8 settembre oggi persino ci compiacciamo di somigliare tutti al povero sottotenente Innocenzi (Alberto Sordi in Tutti a casa) che si accorge che i tedeschi gli stanno sparando e telefona atterrito al comandante: «Accade una cosa incredibile: i tedeschi si sono alleati con gli americani!».
Con la metafora dell'8 settembre abbiamo vestito di intelligenza le miserie dell'identità nazionale, abbiamo truccato le nostre paure, abbiamo mascherato la nostra insignificanza storica.
E così sono diventate scienza e sapienza italiane: le alleanze con il nemico che sono i tradimenti; le convergenze parallele, che sono perversioni anche linguistiche; i compromessi storici tra il diavolo e l'acqua santa, il bacio di Andreotti a Totò Riina, la mafia antimafia, gli ossimori, i paradossi, i trasformismi come il Conte 1 e il Conte 2, i brogli, le ambiguità, l'affare Lavitola-Ranucci e ancora i fasciocomunisti Rizzo e Alemanno, i finti pacifisti filorussi, i rossobruni… Dobbiamo tutto all'8 settembre.
8 settembre - Liberazione dal nazifascismo
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