ali mojtaba khamenei

AL FUNERALE DI ALI KHAMENEI IL GRANDE ASSENTE E’ IL FIGLIO MOJTABA - DA QUANDO È STATO PROCLAMATO GUIDA SUPREMA L’8 MARZO, DOPO ESSERE STATO FERITO NELLO STESSO COMPLESSO DEL PADRE, NON SI È MAI MOSTRATO IN PUBBLICO, NON SI È MAI SENTITA LA SUA VOCE - PER CHI È CONTRO IL REGIME, L’ASSENZA È LA PROVA CHE MOJTABA È MORTO O MALATO; PER ALTRI È IL SEGNALE CHE, FORSE, NON È DAVVERO LUI A GUIDARE LA REPUBBLICA ISLAMICA - IL REGIME NON RIESCE A MOSTRARE UNITÀ: ALLE CELEBRAZIONI MANCANO ANCHE TUTTI E TRE I PRESIDENTI VIVENTI (KHATAMI, AHMADINEJAD, ROUHANI) E LA FAMIGLIA DI KHOMEINI HA LASCIATO LA CERIMONIA IN SEGNO DI PROTESTA (MENTRE PASSAVANO DAVANTI ALLA BARA DAGLI ALTOPARLANTI È PARTITO UN VERSETTO CORANICO)

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Estratto dell’articolo di Greta Privitera per il “Corriere della Sera”

 

MOJTABA KHAMENEI - PRIMO DISCORSO

Mostafa, Masoud e Meysam Khamenei fissano i sei uomini che, a passo lento, sollevano la bara del padre e la portano fuori dalla Grande Moschea dell’Imam Khomeini. È il terzo giorno del lutto pubblico […] La bara di Ali Khamenei viene sistemata sul palco. […] Oltre ai tre figli, tra gli altri, sono stati avvistati il presidente Masoud Pezeshkian, il presidente del Parlamento Mohammad Ghalibaf e il generale Ahmad Vahidi, capo dei Guardiani della Rivoluzione […]

 

iraniani pro regime 2

Ma è l’assenza a definire il quadro. Mojtaba Khamenei, il nuovo leader supremo, ancora non c’è. […] Da quando è stato proclamato Guida suprema l’8 marzo, dopo essere stato ferito nello stesso complesso del padre, non si è mai mostrato in pubblico, non si è mai sentita la sua voce. Si dice che abbia chiesto di guidare la preghiera del 9 luglio a Mashhad, ultima tappa del tour del dolore, ma che gli abbiano negato il permesso per «questioni di sicurezza».

manifestazione a sostegno di mojtaba khamenei a teheran foto lapresse 15

 

Ma è una spiegazione che non convince tutti. Persino Tasnim, l’agenzia vicina ai pasdaran, manda in onda la risposta di una donna: «Cosa posso dire? Non lo so… Ci aspettavamo tutti che si presentasse almeno al funerale di suo padre». Per chi è contro il regime, l’assenza è la prova che il successore è morto o gravemente malato; per altri è il segnale che, forse, non è davvero lui a guidare la Repubblica islamica. In una piramide pensata con l’ayatollah al vertice, l’ombra sul vertice è crisi profonda.

 

Il regime, nota lo storico Arash Azizi, cerca di proiettare resilienza e continuità, ma non riesce a mostrare unità. Alle celebrazioni mancano anche tutti e tre i presidenti viventi — Khatami, Ahmadinejad, Rouhani. E, racconta Azizi, che la famiglia di Khomeini, fondatore della Repubblica islamica, oggi vicina ai riformisti, è stata umiliata: «Mentre passavano davanti alla bara dagli altoparlanti è partito un versetto coranico (il 95 della Sura An-Nisa, le donne, ndr. ) che li ha derisi: hanno lasciato la cerimonia in segno di protesta».[…]

manifestazione a sostegno di mojtaba khamenei a teheran foto lapresse 14