topless

"PER LA MAGGIOR PARTE DELLE DONNE, IL COSTUME È UN INDUMENTO DA ABOLIRE. L'ESTATE 1977 SARÀ DUNQUE UNA STAGIONE ALL'INSEGNA DEL NUDO?" - LO SCRIVEVA, ALL'EPOCA, LINA SOTIS SUL "CORRIERE DELLA SERA" - GLI ARTICOLI DI FINE ANNI '70 SUL TOPLESS: "AL MARE SENZA IL PEZZO SOPRA O RIMANIAMO IN DUE PEZZI CON IL RISCHIO DI APPARIRE SORPASSATE, PUDIBONDE?" - "UN FATTO È CERTO: IL TOPLESS NON FA PIÙ SCANDALO. E QUESTA È GIÀ UN'OTTIMA COSA. DI SCANDALI IN ITALIA CE NE SONO ABBASTANZA PER NON INVIPERIRSI DAVANTI AD UN SENO NUDO"

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Sì, nei lidi oseremo Ma soltanto a metà

Lina Sotis per il “Corriere della Sera” del 26 maggio 1977, pubblicato da “Sette”

 

lina sotis

Di costumi da bagno la moda ne propone di tutti i tipi: dal tanga, al monokini, allo sgambatissimo, al pezzo unico falso pudico e supersexy, al castigato trasparente per finire al revival anni quaranta-cinquanta.

 

Ma le donne che abbiamo intervistato sono tutte d'accordo, il costume è un indumento da abolire dal proprio guardaroba; è addirittura aggiunge la creatrice di moda Marina Lante della Rovere – una parola da bandire dal vocabolario.

 

L'estate ‘77 sarà dunque una stagione all'insegna del nudo? Per fare una previsione anche se approssimativa di quanto oseranno le italiane al mare, abbiamo chiesto ad una commessa dei grandi magazzini e ad una commessa di Fiorucci quali sono i costumi più venduti in questi giorni.

Topless spiaggia

 

«Le vendite ai grandi magazzini procedono normalmente. Come sempre c'è una grande richiesta di bikini. Ma questo non significa nulla», aggiunge la commessa, «perché anche io mi comprerò un bikini ma poi metterò, polizia permettendo, solo il pezzo di sotto, gli slip». [...]

   

È più “moderno”coprirsi o scoprirsi? Fenomenologia del topless

Leonardo Vergani per il “Corriere della Sera”, 7 luglio 1976, pubblicato da “Sette”

 

Al mare in «topless» oppure no, togliamo la parte superiore del costume da bagno o invece ci teniamo il reggiseno, facciamo del nudismo al cinquanta per cento o rimaniamo in due pezzi con il rischio di apparire sorpassate, pudibonde?

 

SILVANA GIACOBINI - LINA SOTIS - ROBERTO DAGOSTINO - CHIARA BONI

Milioni di giovani donne italiane affrontano questa estate un simile dilemma. La gamma delle soluzioni è infinita. C'è la spavalda che marcia sulla sabbia con il tanga e basta, quella che si decide soltanto se è in barca con gli amici – in questo caso non occorre uno yacht ma basta un modestissimo moscone – colei che elimina il reggiseno solo se è sdraiata, quella che non vorrebbe togliersi un bel nulla, ma si adegua se altre lo fanno.

 

E poi ci sono quelle che, disprezzando il monokini, si presentano in spiaggia con leggerissime tenute arabe, tipo favorita del sultano, lasciando scoperti al sole pochissimi centimetri di pelle. Sono, lontanissimi i tempi in cui poliziotti accaldati erano costretti ad arrancare sugli arenili con in mano un metro da sarto per misurare ciò che era coperto o scoperto. [...]

Topless spiaggia

 

Resta però sospeso l'interrogativo, perché alcune sì e altre no. Perché ragazze in fiore o spose con prole saltano un fosso che, una volta, appariva invalicabile? Il professor Mauro Mancia, docente universitario e psicoanalista, afferma che la donna, nella sua avanzata politica e sociale, tende ad annullare sempre più la distanza che là separa dall'uomo, togliendo valore ad un carattere sessuale secondario come il seno. «Non sappiamo se sul piano profondo essa tenda ad erotizzare il rapporto o a deerotizzarlo, perché ogni caso può esser diverso dall'altro».

 

Topless spiaggia

Nella maggioranza sembra che la tendenza di accorciare il divario con la società maschile sia la molla prevalente, tanto è vero che le ragazze rimangono a torso nudo soprattutto tra amici ed amiche, dove non esiste l'imbarazzo delle occhiate di un qualsiasi guardone, e che a togliersi il reggiseno siano quelle che hanno il seno piccolo, in una inconscia tendenza verso l'androginismo. Quelle con volumetrie più pronunciate paiono meno propense al gesto liberatorio.

 

peggy moffitt primo topless su un giornale femminile womens wear daily ph william claxton

C'è chi è di parere diverso. Il professor Giovanni Caletti, primario dell'ospedale di Mestre e autore del famoso libro Il comportamento sessuale degli italiani, afferma che, sotto sotto, si tratta di un fenomeno che ha radici esibizionistiche, talvolta narcisistiche. Esibizionismo o narcisismo escludono però un richiamo sessuale, sono forme chiuse, autoappaganti.

 

Una donna a seni scoperti non vuol dire una donna disponibile. Anzi, spesso è tutto il contrario. [...] Nessuno naturalmente grida allo scandalo. Uno dei più noti psicoterapeuti italiani – ci chiede di lasciare il suo nome nella penna –afferma che il “topless” fa ormai parte di una ritualità estiva.

 

«C'è il piacere, indiscutibile, di togliersi di dosso la corazza degli abiti invernali, un certo piacere narcisistico, una tendenza alla stravaganza. Ma c'è anche un'enfatizzazione del fenomeno, quasi che colei che si mostra a seno nudo sia più libera, meno complessata delle altre. Il che non è sempre vero. E c'è un aspetto consumistico della sessualità che deve esser segnalato, il sesso come merce da esporre. Tutto ciò ha effetti liberatori fino ad un certo punto, provoca talvolta più problemi di quanti ne risolva. Se per legge fosse obbligatorio mostrarsi sulle spiagge a seno nudo, le ragazze tenderebbero a coprirsi, farebbero di tutto per rimettersi il reggiseno».

TOPLESS DI CHIARA FERRAGNI - FOTO DI CHI

 

C'è un altro aspetto del problema, ed è quello sottolineato dal sociologo. L'eliminazione del tabù, quello che imponeva alle donne di non farsi vedere come mamma le aveva fatte, si rivela paradossalmente un privilegio sociale, crea nuovi tabù, io posso mostrare il seno e tu no, io frequento una spiaggia dove si può prendere il sole integralmente, +

 

tu hai sdraio e ombrellone su una striscia di sabbia che non lo permette, perché saresti l'unica, tu insomma sei diversa da me perché non puoi toglierti la parte superiore del costume, mentre io, quando mi fa comodo, mi tolgo anche la parte inferiore, tu insomma non appartieni ad una categoria sociale o culturale dove queste cose sono ammesse, favorite.  

 

«Il seno scoperto, insomma, diventa spesso un feticcio da esporre soltanto dentro una logica feticistica, la donna rimane schiava di questi schemi. Che lo faccia per moda, per narcisismo, per rompere con le tradizioni, per assomigliare quanto più è possibile all'uomo, poco importa. Certe donne se lo possono permettere; altre, giovani come loro, non possono».

 

ELISABETTA CANALIS TOPLESS 3 FOTO DIVA E DONNA

Vedremo alla fine di questa torrida estate quante italiane avranno optato per il “topless”, equante sono rimaste ferme al reggiseno ben allacciato. Adesso è forse ancora presto per dirlo. Il dilemma però esiste, anche se è piccolo, anche se basta sfilare un gancio per risolverlo. Un fatto è certo: il “topless” non fa più scandalo. E questa è già un'ottima cosa. Di scandali in Italia ce ne sono abbastanza per non inviperirsi davanti ad un seno nudo.

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