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LA GERMANIA VA IN PEZZI. E SONO CAZZI AMARI PER TUTTA L’EUROPA – L’AMBASCIATORE ETTORE SEQUI: “LE ELEZIONI REGIONALI DI SETTEMBRE NEI LANDER ORIENTALI SARANNO UN TEST DECISIVO PER MERZ. IL CANCELLIERE TENTA DI CONTENERE L'AFD SPOSTANDOSI A DESTRA SU IMMIGRAZIONE E SICUREZZA, MA NON RIESCE A FERMARNE LA CRESCITA. LA QUESTIONE TEDESCA NON È SOLO SE MERZ RILANCERÀ IL PIL O FERMERÀ L'AFD. È SE LA GERMANIA RICOSTRUIRÀ COMPETITIVITÀ, SICUREZZA E CONSENSO DEMOCRATICO. L'EUROPA HA BISOGNO DI BERLINO PERCHÉ NESSUN ALTRO PAESE POSSIEDE QUELLA COMBINAZIONE DI MASSA INDUSTRIALE, CAPACITÀ FINANZIARIA E CENTRALITÀ GEOGRAFICA…”
Estratto dell’articolo di Ettore Sequi per “La Stampa”
Le regionali di settembre nei Länder orientali saranno un test decisivo per Merz. La posta va oltre la Germania: la forza tedesca è condizione necessaria, ma non sufficiente, della solidità europea. Se Berlino perde industria, sicurezza e coesione democratica, l'Europa perde massa economica e autonomia strategica.
A un'Europa forte serve una Germania forte. Non ha la forza militare e nucleare francese né la posizione strategica polacca ma dispone di massa industriale e finanziaria necessaria a trasformare la propria forza economica in capacità politica europea.
[...] La filiera tedesca è il sistema nervoso dell'industria europea: se si inceppano Wolfsburg o Stoccarda, la scossa arriva alle imprese italiane e francesi e rischia di trascinare l'economia continentale.
Merz ha tentato di rovesciare quella formula: dalla geopolitica dell'illusione alla geopolitica della necessità. Più difesa, investimenti, protezione industriale, riduzione delle dipendenze. La terapia d'urto arriva mentre la Germania perde fiducia ed è stretta fra tre paure: angoscia economica, panico per sicurezza e immigrazione, incertezza sul futuro. Paure che si alimentano a vicenda.
[...] Per decenni le democrazie europee hanno costruito consenso promettendo crescita e mobilità sociale. Oggi, nella policrisi permanente, promettono gestione delle crisi e sicurezza. Per questo l'AfD non è soltanto più a destra della Cdu: rappresenta una diversa idea di società, Stato, sovranità e rapporto con l'Europa. Il suo successo nasce dalla crisi del centro, non dalla sola forza della destra.
Il problema di Merz è qui. La Cdu tenta di contenere l'AfD spostandosi a destra su immigrazione e sicurezza, ma non riesce a fermarne la crescita. La Germania tenta di chiudere l'immigrazione irregolare senza rinunciare a quella necessaria all'economia: invecchia e perde forza lavoro, mentre l'elettorato chiede controllo. Ogni stretta di Berlino aumenta però la pressione sui Paesi di primo approdo.
FRIEDRICH MERZ - VOLODYMYR ZELENSKY - KEIR STARMER - EMMANUEL MACRON
Nel contempo, la Germania deve finanziare la trasformazione economica, riarmarsi, sostenere l'Ucraina, ridurre la dipendenza energetica, affrontare la Cina e difendere l'industria. Deve spendere di più mentre deve diventare più efficiente: economia e geopolitica si sovrappongono.
Alla Ue, Berlino chiede difesa commerciale, flessibilità sugli aiuti di Stato e revisione delle politiche ambientali. La domanda è inevitabile: sta costruendo una politica industriale europea o sta europeizzando la propria? Se prevale la prima logica, Berlino torna motore europeo; se prevale la seconda, alimenta la competizione fra interessi nazionali. Il rischio è un derby europeo fra nazioni sovrane proprio quando servirebbe più Europa.
La questione tedesca non è solo se Merz rilancerà il PIL o fermerà l'AfD. È se la Germania ricostruirà competitività, sicurezza e consenso democratico. L'Europa ha bisogno di Berlino perché nessun altro Paese possiede quella combinazione di massa industriale, capacità finanziaria e centralità geografica. Ma la Germania deve assumere più responsabilità proprio quando ha meno margine. Questo è il paradosso tedesco e qui si decide il futuro europeo.
Berlino può tornare a essere decisiva per l'autonomia europea. Se fallisce, l'Europa rischia massa senza strategia, industria senza competitività, sicurezza senza autonomia.
Jean Monnet diceva che si accetta il cambiamento quando ci si trova di fronte alla necessità, e si riconosce la necessità quando arriva una crisi.
friedrich merz manfred weber ursula von der leyen markus soder
L'Europa si è costruita così, attraverso le crisi e le loro soluzioni. Ma servono anche leadership capaci di assumere la responsabilità del cambiamento. Oggi questa responsabilità passa anche da Berlino.
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