luca sacchi

IL GIALLO DI NARCOROMA – SULL’OMICIDIO DI LUCA SACCHI C’È L’OMBRA DEI CALABRESI IMPIANTATI A SAN BASILIO E IN AFFARI CON LE AGENZIE DEL CRIMINE DI TOR BELLA MONACA – A FINIRE NEL MIRINO DELLA PROCURA C’È  PAOLO PIRINO, IL 21ENNE AMICO DELLA VITTIMA, CONDANNATO A 3 ANNI PER DROGA QUANDO ERA MINORENNE. TRA LE SUE AMICIZIE E QUELLE DI DEL GROSSO FIGURANO RAMPOLLI DI PEZZI PESANTI DELLE NDRINE DI PLATÌ – LA FIGURA CHIAVE RIMANE QUELLA DI ANASTASIA: TESTIMONI RACCONTANO DI AVERLA VISTA…

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Alessia Marani e Camilla Mozzetti per "Il Messaggero"

 

anastasiya kylemnyk. luca sacchi

L'ombra dei clan calabresi impiantati a San Basilio e in affari con le agenzie del crimine di Tor Bella Monaca pronte a offrire armi e a scambiarsi appoggi e favori se necessario, sono nel mirino degli investigatori che indagano sul traffico di stupefacenti che ha portato alla morte di Luca Sacchi, il personal trainer 24enne dell'Appio Latino, freddato la sera del 23 ottobre con un colpo di revolver alla testa.

 

luca sacchi festeggiato da anastasiya

Sotto la lente della Procura c'è il profilo di Paolo Pirino, il 21enne che guidava la Smart usata per raggiungere Sacchi e la sua fidanzata Anastasia Kylemnik davanti al pub di via Bartoloni. Il ragazzo nonostante la giovane età era già stato condannato a 3 anni per droga quando era minorenne.

 

Tra le sue amicizie e quelle di Del Grosso figurano rampolli di pezzi pesanti delle ndrine di Platì trasferiti tra i lotti di Sanba. Nuove leve che vivono come fossero in una serie tv, scimmiottando gangster di livello e intonando i neomelodici che tanto piacciono alla mala, ma meno educate secondo i codici antichi delle cosche e più spregiudicate.

valerio del grosso

 

SALTO DI QUALITÀ

Un giro nel quale sarebbe finito anche Del Grosso che a San Basilio fino a poco tempo fa era fidanzato con Valeria, la mamma del suo bambino nato da pochi mesi. Valerio che ha confessato agli agenti di polizia che lo hanno arrestato di avere iniziato a consumare droga quando aveva 13 anni, non si sarebbe limitato a comprarla, ma sarebbe entrato sempre più a stretto contatto con fornitori e corrieri.

 

paolo pirino

E per questo sarebbe riuscito a entrare in possesso di un revolver: per lui un salto di qualità. Su queste frequentazioni hanno acceso un faro i carabinieri del Nucleo Investigativo che, intanto, stanno incrociando tabulati e celle telefoniche agganciate da tutti i protagonisti della vicenda, per capire fino a dove si estendesse la rete dei contatti.

 

LA CANCELLATA

anastasia fidanzata di luca sacchi

Per questo gli interrogatori dei due giovani di Casal Monastero saranno decisivi per chiarire i misteri sulla compravendita di marijuana tramutata, all'improvviso, in rapina e sfociata nell'omicidio di Sacchi. Pirino appare il più navigato dei due. Quando è in fuga, va a nascondersi dalla nonna a Torpignattara, più esattamente nei locali lavatoio, chiusi da una enorme cancellata bianca rialzata da una rete metallica. Ne ha le chiavi come un piccolo boss pronto alla latitanza.

valerio del grosso

 

Nel palazzone sulla Prenestina in tanti lo ricordano: «Ha un fratello e una sorella gemelli, la mamma è una brava donna, non pensavamo si mettesse in un guaio simile». Ora dovrà spiegare i suoi contatti con i clan. Le indagini non si concentrano solo sul 23 ottobre. Anzi, puntano indietro nel tempo. Testimoni avrebbero visto la Smart girare anche giorni prima all'Appio Latino e la macchina era stata noleggiata il 14 ottobre.

 

le foto di pirino

Tra Giovanni Princi, un amico di vecchia data di Sacchi, con precedenti per droga, e Valerio Rispoli - l'emissario mandato con Simone Piromalli da Del Grosso a sincerarsi che il gruppo dell'Appio avesse i soldi per concludere l'affare - già nei giorni precedenti, c'erano stati contatti per la trattativa sulla marijuana. E Rispoli avrebbe attivato Del Grosso per reperirla.

paolo pirino

 

CONTI IN SOSPESO

Secondo quanto ricostruito nell'ordinanza di arresto dei due 21enni, Rispoli e Piromalli hanno incontrato alle 21.30 Princi e una donna (Anastasia) che mostrano loro uno zainetto con mazzette da 20 e 50 euro. Insomma, Del Grosso voleva essere sicuro che ci fosse il denaro. Perché? Non si fidava? Forse c'erano stati già altri affari con Princi non andati a buon fine?

 

Del Grosso, avuta la conferma del denaro, sarebbe andato a prendere l'erba per portarla alla comitiva dell'Appio. A quanto pare, però, i fornitori non gliel'avrebbero data. Non l'avevano o non ritenevano l'affare affidabile a prescindere? Resta da capire se l'idea di tornare indietro per rapinare i soldi e basta, sia di Del Grosso e Pirino o se l'abbiano escogitata con i fornitori magari intenzionati a ripianare conti in sospeso.

 

luca sacchi con la fidanzata

Di sicuro i due sono andati ben equipaggiati, armati di mazza da baseball e revolver. Probabilmente sapevano che Sacchi, un colosso di muscoli alto 1,90, avrebbe difeso la sua fidanzata e i suoi amici. Infine il giallo dei soldi: a Casal Monastero, Del Grosso, ha raccontato che nello zaino non c'erano più e di avere trovato solo una trentina di euro. Vero o falso? Di fatto sono spariti.

 

Marco De Risi e Alessia Marani per "Il Messaggero"

 

LUCA SACCHI

«Qualcuno ha mentito su come sono andate le cose quella maledetta sera». Quando papà Alfonso Sacchi pronuncia queste parole, pur non nominandoli, si riferisce a due persone precise: la fidanzata del figlio, Anastasia, e l'amico Giovanni Princi. Erano loro due che, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, alle 21,30 circa del 23 ottobre, un'ora e mezza prima del delitto, hanno incontrato gli emissari di Valerio Del Grosso (lo chef pasticcere di Casal Monastero che ha sparato al personal trainer) inviati in via Latina, a ridosso del parco della Caffarella, per sincerarsi che avessero i soldi necessari all'acquisto della droga.

 

il papà di luca sacchi

Non sarà solo Princi a dovere spiegare se e quali rapporti abbia avuto con i pusher arrivati da oltre il Gra, ma anche Anastasia, il cui racconto fatto a caldo ai primi soccorritori davanti al pub di via Bartoloni e poi ripetuto nella nottata anche ai carabinieri negli uffici del Nucleo Investigativo, appare lacunoso e non convincente. In settimana prenderanno il via i primi interrogatori di tutti i personaggi coinvolti e dei testimoni della compravendita di droga, poi tramutata in rapina e sfociata nel delitto.

luca sacchi copia

 

IL GELO

Anastasia, sui cui rapporti con la famiglia Sacchi, nel frattempo, è calato il gelo («non l'abbiamo più vista dal pomeriggio di sabato 26») dovrà dire al pm Nadia Plastina perché ha raccontato di essere stata vittima di una rapina avvenuta «in maniera immotivata e all'improvviso» da parte di «due sconosciuti sbucati alle nostre spalle all'improvviso», sottolineando con tono stupito che «dentro lo zaino c'erano solo pochi euro».

 

La ragazza, che ha studiato al liceo classico e lavora saltuariamente come baby sitter (e non è indagata), ha poi detto di essere stata «colpita dietro la testa con una mazza, ho visto tutto nero e non ricordo più niente».

 

anastasiya kylemnyk

Dichiarazioni che non avrebbero fatto minimamente accenno a quanto avvenuto precedentemente, né alle botte ricevute da Luca sul cui corpo, in sede di autopsia, sono stati riscontrati più lividi soprattutto sugli arti superiori e sull'avambraccio destro, compatibili con quelli sferrati da una mazza da baseball, segno che il ragazzo si è difeso da un pestaggio prima di soccombere alla revolverata scoccata a due metri di distanza.

 

anastasiya kylemnyk

DOV'ERA LA RAGAZZA?

Un ex medico militare ucraino che abita al secondo piano di un palazzo che si affaccia proprio sul punto in cui Sacchi è stato ucciso, giura di avere guardato sotto subito dopo udito lo sparo e di avere visto Luca sanguinante e riverso in terra, da solo, senza ricevere soccorsi, almeno per un minuto, un minuto e mezzo.

 

«Ho visto una ragazza accorrere solo dopo, dal parco verso l'incrocio con via Mommsen e buttarsi su di lui urlando - afferma - e sono sicuro di non avere sentito nessuno urlare prima, nessuno schiamazzo riconducibile a una rissa». La telecamera del negozio di tatuaggi riprende la Smart con Del Grosso e Pirino a bordo fare un primo giro imboccando contromano via Inghirami e poi via Ciccotti per tornare su via Bartoloni, subito dopo un altro giro, uguale: la Smart si accosta in seconda fila e passano sì e no 30 secondi prima di rivederla andare via.

anastasiya kylemnyk

 

Del Grosso e Pirino, quindi, non scendono su via Bartoloni dopo essere arrivati da via Latina, perciò come fanno a sbucare alle spalle di Nastja e Luca? E perché la ragazza, stando al testimone, era lontana da Luca? Anastasia ha raccontato che lei e Luca fino a poco prima erano seduti su una panchina e che si stavano muovendo per andare al pub.

 

È la stessa panchina su cui con Giovanni Princi ha mostrato lo zaino con le mazzette da 20 e 50 euro agli emissari di Del Grosso? E che fine hanno fatto i soldi mai contati e mai quantificati finora? Del Grosso, di ritorno a Casal Monastero, avrebbe messo in giro la voce che nello zaino rapinato c'erano solo 30 euro. Anche lei sostiene che ci fossero pochi euro. Allora i soldi visti da Rispoli e Piromalli dove sono finiti?

anastasiya kylemnyk

 

Intanto, ieri, i Sacchi hanno voluto commentare per voce dei loro legali Paolo Salice e Armida Decina le parole della mamma di Del Grosso che ha denunciato il figlio per l'omicidio commesso: «Apprezziamo il suo coraggio, ma niente e nessuno potrà farci riabbracciare il nostro Luca. Chiediamo soltanto sia fatta Giustizia».

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