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“SONO SERENISSIMO, VOGLIO GIUSTIZIA” – GIANNI DI VITA, MARITO E PADRE DELLE DUE DONNE MORTE AVVELENATE DALLA RICINA A DICEMBRE, È STATO ASCOLTATO PIÙ VOLTE IN QUESTURA: L’UOMO NON È INDAGATO E HA CONSEGNATO AGLI INVESTIGATORI COMPUTER E HARD DISK – GLI ESPERTI AVREBBERO TROVATO TRACCE DEL VELENO IN ALCUNI DEI 131 REPERTI PRELEVATI DALLA CASA DELLA FAMIGLIA DI PIETRACATELLA – LE CONTRADDIZIONI DI GIANNI DI VITA SULLA CENA DEL 23 DICEMBRE, DOVE ANTONELLA DI IELSI E SARA DI VITA AVREBBERO INGERITO IL VELENO: INIZIALMENTE DISSE DI NON RICORDARE COSA AVESSERO MANGIATO, POI PARLÒ CON UNA PSICOLOGA DI UNA "GIARDINIERA" FATTA IN CASA, MA IN SEGUITO....

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1 - GIALLO DELLA RICINA, I «VUOTI DI MEMORIA» E LE CONTRADDIZIONI DI GIANNI DI VITA (CHE TUTTO IL PAESE DIFENDE)

Estratto dell’articolo di Alessandro Fulloni per www.corriere.it

 

gianni di vita 3

«Sono serenissimo». Ai giornalisti che lo incalzano, Gianni Di Vita lo ripete un paio di volte, allungando il passo quando, verso le 13, esce dalla questura di Campobasso. Qualcuno gli chiede: «Vuole giustizia?». Lui riesce a sorridere e risponde: «Eh, vedete un po’ voi»...». Poi tira dritto, entra in auto dove lo aspetta un amico e s’allontana.

 

Ricompare sei ore dopo per consegnare due computer agli investigatori e poi riparte per Pietracatella dove è tornato a stabilirsi con Alice, la primogenita. Per un certo periodo entrambi erano stati ospiti di Laura, la cugina di Gianni (ascoltata almeno sei volte), proprio di fronte alla palazzina dei Di Vita, in via del Risorgimento. […]

 

Di Pietracatella, Gianni è stato stimato sindaco dal 2006 al 2014. Sempre con il Pd, rivestendo per un periodo anche la carica di tesoriere regionale.

 

la famiglia di vita

[…] Forse per questo, per via di queste «pressioni lavorative», raccontò a una psicologa dello Spallanzani (l’ospedale specializzato in malattie infettive) dove venne ricoverato, in via precauzionale, subito dopo la morte di Antonella e Sara, «da circa 15 anni, a fasi alterne», era «in cura presso uno psichiatra — si legge nella relazione — per problematiche relative all’ansia».

 

[…] E quando gli fu chiesto se avessero mangiato qualcosa che poteva aver fatto male, la risposta fu: «L’unico giorno che abbiamo cenato insieme solo io, Antonella e Sara, senza l’altra figlia Alice, è stato a cena il 23 dicembre ma non ricordo assolutamente cosa abbiamo mangiato, aveva preparato mia moglie».

 

Però con la psicologa dello Spallanzani che lo ascoltò tra il 30 dicembre e il 7 gennaio, fu più preciso, tanto da associare quei sintomi, tra cui il vomito, «insorti in contemporanea alla moglie e alla secondogenita, alla consumazione di un pasto condiviso la sera del 23 comprendente una giardiniera di produzione domestica».

 

ricina

Ma ancora davanti alla Mobile, stavolta siamo all’8 gennaio, fece un passo indietro: «Non ricordo assolutamente nulla di quello che è stato portato in tavola» in quel 23. Mesi dopo, incalzato dagli agenti proprio su quelle apparenti contraddizioni, tornò però a parlare di «giardiniera», insaccati e cozze. A Pietracatella, borgo arroccato a circa 600 metri sulla valle del Tappino, tutti lo difendono a spada tratta. «Associarlo a quel che è successo? No, inimmaginabile» assicura un’amica cara. […]

 

 

2  - PIETRACATELLA, L’OMICIDIO DELLA RICINA E IL VELENO NEL CIBO E NEGLI OGGETTI

Estratto dell’articolo di Ettore Ambrosi per www.open.online

 

gianni di vita 1

Tre blitz a sorpresa e nessun indagato. Il giallo della ricina di Pietracatella è ancora tale anche se gli inquirenti, è evidente, puntano su Gianni Di Vita, che non è indagato ma rimane la figura centrale dietro l’omicidio di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita. Dalla loro morte sono passati nove mesi. Ma gli inquirenti attendono una risposta dal Robert Koch Institute di Berlino.

 

Secondo La Stampa gli esperti avrebbero individuato tracce di ricina in qualcuno dei 131 reperti (residui di cibo, contenitori, oggetti) portati via dalla palazzina in cui viveva la famiglia Di Vita e, in un altro piano, l’anziana madre del commercialista. Da qui la necessità delle perquisizioni di ieri.

 

L’INDAGINE SULLA RICINA

Di Vita ieri ha guidato gli agenti della squadra mobile e dello Sco nei suoi uffici di ccommercialista. Poi è tornato in questura per consegnare spontaneamente un hard disk. […] Intanto resta in piedi l’inchiesta per omicidio colposo che coinvolge cinque medici che avevano in cura le due donne. […]

 

LA BORSA

antonella di ielsi e sara di vita

Alla fine si è saputo che dai due uffici e dell’abitazione sono stati portati via documenti, materiale digitale e una borsa di Antonella Di Ielsi con dentro effetti personali. «La magistratura ha inteso dare seguito alle attività di ricerca della prova attraverso le perquisizioni di alcuni vani e immobili a disposizione dell’intera famiglia Di Vita e non del solo Gianni», afferma l’avvocato di Di Vita, Vittorino Facciolla. «Lo scopo -è quello di accertare attraverso la perquisizione una serie di attività che avrebbero potuto porre in essere Antonella, Sara, Gianni o Alice».

antonella di ielsi

 

Infine Facciolla ribadisce la «piena collaborazione» con gli investigatori. «Tutto ciò che serve alla ricerca della verità ci lascia tranquilli – chiosa -, non abbiamo la preoccupazione di dover rincorrere la notizia o giungere a facili conclusioni. Il nostro atteggiamento è sempre quello avuto dal primo momento: essere collaborativi mettendo a disposizione tutto quello che ci viene chiesto. Cosi stiamo facendo e così continueremo a fare».

ALICE E GIANNI DI VITAgianni di vita 2antonella di ielsi con il marito gianni di vita e le figlie

sara di vita