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TELEMELONI PREPARA LA RIVOLUZIONE PER IL SANREMO “ELETTORALE” – GIUSEPPE CANDELA: “IL MONDO MUSICALE AVREBBE CHIESTO E OTTENUTO LA POSSIBILITÀ DI SCEGLIERE IL VINCITORE DELL'EUROVISION CON UNA GARA PARALLELA A SANREMO. A RAPPRESENTARE L'ITALIA NELLA COMPETIZIONE EUROPEA NON SAREBBE, DUNQUE, IL VINCITORE DEL FESTIVAL MA IL VINCITORE DELLA QUARTA SERATA, FINORA DEDICATA ALLE COVER” – “TIMORI ANCHE SULL'ESITO PER IL SISTEMA DI VOTO: DA TEMPO UNA PARTE SIGNIFICATIVA DELLA SALA STAMPA CHIEDE LA CREAZIONE DI UNA "ACADEMY" CON UN NUMERO RIDOTTO DI GIORNALISTI ED ESPERTI. UN SISTEMA CHE È STATO BOCCIATO PIÙ VOLTE DAI DIRETTORI ARTISTICI PRECEDENTI PERCHÉ…”
Giuseppe Candela per Dagospia
carlo conti stefano de martino
"Sanremo 2027 sarà il Festival più blindato degli ultimi vent'anni", lo dice a voce bassa un dirigente del servizio pubblico consapevole dell'onda interna e del clima che accompagna la kermesse.
Non solo perché blindato e intoccabile è Stefano De Martino, il Pube de Oro stimato da Fratelli d'Italia (molti ricordano l'endorsment del ministro del Turismo Gianmarco Mazzi), ma perché la kermesse si svolgerà molto probabilmente nel pieno della campagna elettorale delle prossime elezioni politiche e TeleMeloni non intende sbagliare quello che potrebbe essere il suo "ultimo" Festival.
Vi avevamo svelato l'arrivo di De Martino al Festival, il ruolo musicale di Fabrizio Ferraguzzo, i nomi del regista (Luigi Antonini) e dello scenografo (Marco Calzavara). Oggi a tener banco ai piani alti di Viale Mazzini e tra gli addetti ai livori è il tema Eurovision su spinta della Fimi e delle case discografiche.
giorgia meloni rai cavallo viale mazzini
"Vogliono spartirsi Eurovision, vogliono avere due vincitori", confida una fonte beninformata. Non ci sarebbe ancora l'ufficialità ma il mondo musicale avrebbe chiesto e ottenuto la possibilità di scegliere il vincitore dell'Eurovision con una gara parallela. Come? Collocando al venerdì sera, serata finora dedicata alle cover, la serata Eurovision.
A rappresentare l'Italia nella competizione europea non sarebbe, dunque, il vincitore del Festival ma il vincitore della quarta serata. Una serata che prevederebbe la riproposizione delle performance ma con taglio "eurovisivo", con l'aggiunta di una scena differente, un balletto e così via.
Operazione che richiederebbe ovviamente costi superiori, se è vero che la Rai è ai piedi di De Martino è anche vero che sui conti bisogna pur ragionare. Considerando anche che il Teatro Ariston ha un palco piccolo e limitato, cosa che non permetterebbe di proporre performance in linea con gli standard dell'Eurovision.
È un modo per avere due vincitori, dicevamo, e convincere più artisti a partecipare al Festival con percorsi diversi e "garantiti".
sal da vinci all eurovision foto lapresse.
Per fare un esempio, le case discografiche sarebbero disposte a far partecipare Annalisa, un nome a caso, magari interessata a un mercato europeo, che in caso di non vittoria (dove aver già perso contro Angelina Mango da favorita) potrebbe garantirsi comunque l'accesso all'Eurovision vincendo la quarta serata. La mossa dei discografici verrebbe annunciata come una "rivoluzione" voluta dalla Rai e dalla direzione artistica ma convincerebbe poco gli esperti di Eurovision.
In primis perché "squadra che vince non si cambia": l'Italia da dieci anni è in top ten, ha portato a casa ottimi piazzamenti e pure una vittoria. In secundis perché sarebbe come se per il calcio si giocassero due campionati: uno per lo scudetto e uno per le qualificazioni in Champions.
Timori anche sull'esito per il sistema di voto che potrebbe restare lo stesso degli ultimi anni (mix stampa televoto ecc) ma da tempo una parte significativa della Sala Stampa chiede la creazione di una "Academy" con un numero ridotto di giornalisti ed esperti.
Un sistema che è stato bocciato più volte dai direttori artistici precedenti perché molti giornalisti, soprattutto musicali, sono legati professionalmente a società di comunicazione, gruppi radiofonici e televisivi.
In un grande incastro di conflitti di interessi si ritroverebbero in pochi a decidere tutto. In cambio della "rivoluzione" Eurovision, le case discografiche, dopo aver "sabotato" l'ultima edizione di Carlo Conti, sarebbero disposte a riportare alcuni big sul palco dell'Ariston.
Intanto si lavora per riportare in palinsesto il Festival nelle prime due settimane di febbraio, dopo il cambio di collocazione che ha danneggiato l'ultimo Festival. Sanremo 2027, più blindato di così?
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