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Alessandro Gonzato per “Libero quotidiano”
VENEZIA - PROGRAMMA MUSLIM OSPITALITY
Nascono a Venezia, nell’ex Serenissima - per secoli ultimo baluardo occidentale della cristianità - i primi alberghi “islamicamente corretti” d’Italia. Precisiamo: non che fino a oggi gli hotel abbiano trattato male gli ospiti arabi che anzi, in tempi di difficoltà per la nostra economia, sono visti sempre più di buon occhio dai titolari delle strutture ricettive, perché portano soldi e business.
Ma lunedì l’associazione veneziana degli albergatori, in collaborazione con Halal Italia, andrà oltre, presentando ufficialmente il progetto della Muslim Hospitality: una certificazione che garantirà in diversi hotel della Laguna un’accoglienza rispettosa al 100% delle tradizioni islamiche.
VENEZIA - PROGRAMMA MUSLIM OSPITALITY
E dunque: camere con indicazione della quibla (la direzione della Mecca verso cui pregare) e relativo tappetino su cui chinarsi; nelle stanze frigo bar colmi di cibi halal (ossia preparati secondo i precetti dell’Islam) e senza bevande alcoliche; palestra riservata esclusivamente alle signore musulmane in determinate ore del giorno.
Oltre a una serie di altri in via di definizione. Il direttore dell’associazione veneziana degli albergatori, Claudio Scarpa, sottolinea «ancora una volta l’attenzione riservata alle differenti culture e religioni. In passato abbiamo realizzato diversi manuali per gli operatori del settore, con l’obiettivo di fornire strumenti utili a comprendere e a rispettare tutti i nostri ospiti». Il concetto di Muslim Hospitality non è stato pensato soltanto per i lussuosi alberghi affacciati sul Canal Grande, ma pure per le strutture più a buon mercato.
L’iniziativa, era inevitabile, sta facendo discutere le poche migliaia di residenti rimasti a vivere stoicamente (per via del costo della vita e spesso della sporcizia) tra calli e campielli. Sennonché agli scettici il presidente degli albergatori veneziani, Vittorio Bonacini, risponde dicendo che semmai ci si dovrebbe stupire di non aver pensato prima a questa formula: «Venezia è sempre stata rispettosa delle tradizioni e dei credo religiosi a ogni livello e noi non facciamo altro che ripercorrere con onore l’arte dell’ospitalità tipica della Repubblica Serenissima».
Sulla laguna a Venezia
yahya pallavicini
Il vicepresidente della comunità islamica italiana, Yahya Pallavicini, aggiunge che «Venezia è storicamente un ponte con l’Oriente e l’Islam. I musulmani che la visitano riconoscono immediatamente una vicinanza con la sua arte e architettura». Insomma, prima i colossi turchi che si comprano a suon di palanche isole e hotel della Laguna, ora gli alberghi “islamicamente corretti”: dell’ultimo baluardo occidentale della cristianità oggi rimane ben poco, ma di fronte ai soldi - agli schei, come si dice da queste parti - non c’è tradizione che tenga.
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