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GLI SPIONI DI PUTIN ERANO ARRIVATI ANCHE IN VATICANO – NELLE INTERCETTAZIONI AGLI ATTI DELL’INCHIESTA SUGLI EX 007 AL SOLDO DEL CREMLINO COMPARE ANCHE UNA PRESUNTA FONTE INTERNA ALLA SANTA SEDE – NELLE CONVERSAZIONI INTERCETTATE, RAOUL GAVINO PIRAS RIVENDICA DI ESSERSI ATTIVATO PER ACQUISIRE CONTATTI ALL'INTERNO DELLA SEGRETERIA DI STATO VATICANA, FACENDO RIFERIMENTO ANCHE A SOMME DI DENARO CHE, A SUO DIRE, SAREBBERO STATE VERSATE COME CONTRIBUTI COLLEGATI ALL'OBOLO DI SAN PIETRO DURANTE IL PONTIFICATO DI PAPA FRANCESCO...“

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Spionaggio per la Russia, spunta una presunta talpa in Vaticano

GAVINO RAOUL PIRAS

(ANSA) - ROMA, 12 LUG - Una presunta fonte interna al Vaticano che avrebbe fornito informazioni riservate da destinare a interlocutori russi emerge dalle intercettazioni finite agli atti dell'inchiesta della Procura di Roma sul presunto sistema di spionaggio che sarebbe stato organizzato da due ex appartenenti ai servizi segreti italiani. Ne scrive oggi 'Il Messaggero'.

  

 Agli arresti domiciliari si trovano Raoul Gavino Piras, 59 anni, e Vincenzo Di Pasquale, coetaneo ed ex collega. Nelle conversazioni intercettate, Piras rivendica il valore delle informazioni raccolte e lamenta di non avere ricevuto compensi adeguati per le attività svolte.

 

In uno dei passaggi riportati negli atti e citati dal quotidiano l'uomo sostiene di essersi attivato per acquisire contatti all'interno della Segreteria di Stato vaticana, facendo riferimento anche a somme di denaro che, a suo dire, sarebbero state versate come contributi collegati all'Obolo di San Pietro durante il pontificato di Papa Francesco. Secondo il racconto dell'indagato, tali iniziative gli avrebbero consentito di ottenere accesso a informazioni d'interesse.

   

PAPA FRANCESCO PUTIN

Gli investigatori stanno verificando l'attendibilità delle dichiarazioni, che al momento potrebbero configurarsi anche come semplici millanterie. Dalle carte emerge tuttavia l'interesse attribuito a presunti segreti vaticani da parte di soggetti stranieri. Nelle intercettazioni, inoltre, Piras racconta a Di Pasquale un episodio che definisce un "precedente storico", attribuito a un ex dirigente del Sisde e ad altri ex appartenenti agli apparati di sicurezza.

 

Secondo questa versione, alcuni soggetti legati alla Cina avrebbero cercato di ottenere la cartella clinica del Pontefice durante un ricovero ospedaliero. L'operazione, che sarebbe stata condotta tramite intermediari, avrebbe fruttato circa 250 mila euro. Anche su questo episodio non risultano al momento riscontri investigativi.