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UN GRANDE CLASSICO DEGLI AMERICANI: ARRIVANO, FANNO CASINO E POI SE NE VANNO LASCIANDO SOLO PROBLEMI – IL PENTAGONO STA VALUTANDO UN POSSIBILE TAGLIO DELLA PRESENZA MILITARE USA IN MEDIO ORIENTE: TRA LE IPOTESI C’È ANCHE QUELLA DI RIDURRE I SOLDATI DI STANZA DEL GOLFO PERSICO, DOPO GLI ATTACCHI IRANIANI CHE HANNO DANNEGGIATO LE GRANDI BASI STATUNITENSI – BELLA STRONZATA: LASCIANO IL GOLFO IN MANO AL REGIME IRANIANO, REGALANDO AGLI AYATOLLAH IL DOMINIO (CON TANTI SALUTI AGLI ALLEATI: ISRAELE, ARABIA SAUDITA ED EMIRATI…)
DONALD TRUMP IN VERSIONE AYATOLLAH
IRAN: WP, PENTAGONO VALUTA TAGLIO PRESENZA IN M.O. POST-GUERRA
(AGI) - Roma, 18 ago. - Il Pentagono sta valutando una possibile revisione della presenza militare americana in Medio Oriente, compresa l'ipotesi di ridurre le truppe dispiegate nel Golfo Persico dopo i ripetuti attacchi iraniani che negli ultimi mesi hanno danneggiato le grandi basi statunitensi nella regione.
Lo riporta in esclusiva il Washington Post citando otto persone, tra funzionari e altre fonti a conoscenza delle valutazioni in corso. Uno dei principali aspetti allo studio del dipartimento della Difesa e' proprio l'eventuale arretramento delle forze dal Golfo, dove si trovano alcune delle installazioni americane piu' grandi e permanenti del Medio Oriente.
I danni provocati dagli attacchi iraniani stanno offrendo al Pentagono l'occasione per ripensare una presenza militare consolidata da decenni e il dipartimento ha gia' indicato che le basi potrebbero non essere ricostruite nella stessa configurazione precedente al conflitto. L'analisi e' guidata dall'ufficio politico del Pentagono, mentre anche lo Stato maggiore congiunto e il Centcom stanno studiando la questione.
Il segretario alla Difesa Pete Hegseth non ha ancora ordinato una revisione formale della postura militare americana nella regione. Un alto funzionario del Pentagono ha definito le valutazioni in corso una forma di "pianificazione prudente" che potrebbe orientare le future decisioni sulla ricostruzione delle installazioni danneggiate.
"Dovranno essere prese delle decisioni su alcune di queste questioni", ha affermato il funzionario. Il Centcom dispone normalmente di circa 40 mila militari distribuiti in quasi 20 siti, lungo un arco di circa 2.400 chilometri dalla Giordania all'Oman. Dall'inizio dell'anno Washington ha rafforzato massicciamente la presenza nella regione con navi da guerra, caccia, sistemi di difesa aerea e altre risorse militari, sia per proteggere le proprie forze sia per condurre oltre 13 mila attacchi contro l'Iran.
murale contro donald trump a teheran
Le principali basi permanenti americane in Medio Oriente si trovano nel Golfo Persico. Il Bahrein ospita il quartier generale della Quinta Flotta, mentre Paesi come il Kuwait accolgono importanti assetti dell'esercito e dell'aeronautica statunitensi. Un'eventuale riduzione della presenza americana potrebbe avere conseguenze anche per gli alleati del Golfo, che da decenni fanno affidamento sulle forze statunitensi per la propria difesa.
DONALD TRUMP IN VERSIONE AYATOLLAH
Sostituire questa protezione attraverso capacita' nazionali o nuove partnership con altre potenze potrebbe richiedere mesi o anni. La questione potrebbe inoltre riaccendere il confronto interno all'amministrazione tra chi sostiene il mantenimento di un forte impegno militare all'estero e chi ritiene che il Pentagono debba ridurre alcuni impegni di sicurezza per concentrarsi maggiormente sulla difesa del territorio americano e sulla deterrenza nei confronti di avversari piu' potenti, come la Cina.
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