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"GUADAGNO 2.300 EURO NETTI AL MESE LAVORANDO APPENA SEI GIORNI" – LA RIVELAZIONE DI UN AUTISTA DI AMBULANZA IN SPAGNA SCATENA L’INDIGNAZIONE SUI SOCIAL – MOLTI ITALIANI HANNO SUBITO FATTO PARTIRE IL CONFRONTO CON I MISERI SALARI NEL NOSTRO DISGRAZIATO PAESE. MA C’È IL TRUCCO: INTANTO L’UOMO IN QUESTIONE NON È UN AUTISTA “SEMPLICE”, MA UN TECNICO IPER-FORMATO. E SOPRATTUTTO, I SEI GIORNI DI LAVORO AL MESE NON SONO GIORNATE LAVORATIVE ORDINARIE, MA TURNI DA 24 ORE CONSECUTIVE. IL CHE RIBALTA LA QUESTIONE: MA IN CHE CONDIZIONI LAVORANO GLI SPAGNOLI?
Estratto dell’articolo di Luisa Foti per www.lastampa.it
Guadagnare circa 2.300 euro netti al mese lavorando appena sei giorni. È la notizia che nelle ultime ore sta facendo il giro dei social e di numerosi siti d’informazione. Inevitabile il confronto con gli stipendi italiani e l’idea che in Spagna le condizioni di lavoro siano decisamente più favorevoli.
A raccontarlo è Diego Acevedo, tecnico del Samur, il servizio di emergenza medica del Comune di Madrid, durante il popolare podcast spagnolo 17 grados. La ricostruzione, però, merita qualche precisazione. Non perché la cifra sia falsa, ma perché, letta senza contesto, rischia di restituire un’immagine parziale del lavoro svolto.
Il primo elemento riguarda la mansione: Diego non è un semplice autista di ambulanza. Come tutti gli operatori del Samur, è un Tecnico delle Emergenze Sanitarie (TES). Questo significa che, oltre a guidare il mezzo, è formato per assistere il paziente durante il soccorso e il trasporto. All’interno dell’equipaggio i tecnici si alternano tra la guida e l’assistenza sanitaria, senza una distinzione rigida dei ruoli.
“Non ci sono distinzioni, qui siamo tutti tecnici”, ha spiegato l’uomo e confermando che, proprio per questo motivo ci si alterna tra guida – tutti i tecnici sono muniti di patente C, quella per gli autocarri – e cura del paziente.
Anche il dato dei “sei giorni di lavoro al mese” va interpretato correttamente: non si tratta di sei normali giornate lavorative, ma di sei turni da 24 ore consecutive, seguiti da cinque giorni di riposo. In altre parole, il numero di giornate è ridotto perché ciascun turno copre un’intera giornata e una notte.
Tradotto in ore, il monte mensile è di circa 144 ore, a cui possono aggiungersi ulteriori guardie previste nel corso dell’anno. Un carico di lavoro che, nel complesso, è assimilabile a quello di un impiego a tempo pieno.
Lo stesso Diego racconta che, al termine del turno, torna a casa esausto. Nel corso di una guardia possono susseguirsi numerosi interventi, anche molto complessi, e la responsabilità non riguarda soltanto le cure al paziente. La guida dell’ambulanza deve essere particolarmente fluida: frenate, accelerazioni o sterzate improvvise possono incidere sulle condizioni della persona trasportata. Resta invece confermato l’aspetto economico.
Lo stipendio netto di circa 2.300 euro mensili dichiarato dal tecnico madrileno è compatibile con il ruolo svolto nel Samur, un servizio comunale con una propria organizzazione e specifiche indennità. Non si tratta, però, di una retribuzione automaticamente estendibile a tutti gli autisti o ai tecnici delle ambulanze spagnole, che possono essere assunti da enti e aziende con contratti differenti. [...]
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