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Francesco Salvatore per “la Repubblica - Roma”
Conflitti di interesse nel consiglio di amministrazione, incoerenze nella gestione e il timore che beni preziosi possano sparire chissà dove. Fermi tutti. Fate luce sulla Fondazione Museo Alberto Sordi. A denunciare la vicenda con un esposto dettagliato alla prefettura sono i 37 nipoti e pronipoti di quarto e quinto grado di Sordi che hanno impugnato il testamento stilato nel 2011 dalla sorella del grande attore, Aurelia.
Obiettivo è chiedere di vigilare sul cda della fondazione designata ad ereditare tutti i beni di Sordi, ed evitare che i lasciti milionari possano essere dissipati mentre è ancora in corso una battaglia giudiziaria. Che ci sia preoccupazione, e l' idea di un raggiro ai danni di Aurelia ben più ampio di quello scoperchiato dall' indagine penale, era già scritto nell' impugnativa del testamento che ha dato vita al contenzioso civile fra parenti e fondazione.
carlo e luca verdone con aurelia sordi
Quanto denunciato ora dai parenti di Sordi, invece, riguarda una serie di decisioni prese dal giorno di costituzione della Fondazione, che a loro non sono andate giù. Scelte opache che riguardano componenti autorevoli del cda come l' attore Carlo Verdone, il broker Giovambattista Faralli, autore di un esposto che ha dato il via all' inchiesta, e il factotum Arturo Artadi, non più nel cda ma pur sempre fra i soci fondatori.
L' ultima, che ha spinto i parenti a chiedere ai propri legali l' intervento del prefetto - autorità che si occupa della vigilanza sulle fondazioni private - è spuntata nell' ultima udienza del processo penale: la Fondazione ha ricontrattualizzato alcuni domestici che si occupavano della villa alle Terme di Caracalla, imputati per il raggiro di Aurelia, pur costituendosi parte civile contro di loro. In più, ha rinunciato in sede sindacale, per il pregresso, "a qualsiasi pretesa inerente od occasionata dal rapporto di lavoro". Come dire, lamentano i parenti, "che la costituzione di parte civile in caso di condanna sarà in concreto inutile".
Ma non è tutto. Una delle segnalazioni riguarda il conflitto di interesse in seno all' attore Carlo Verdone. Il fratello Luca nell' estate 2015 ha assunto un incarico per organizzare una rassegna cinematografica in onore di Sordi. A votare la delibera nel gennaio precedente c' era anche Carlo, che aveva dato garanzie sulla sua idoneità per professionalità e rete di conoscenze.
A Faralli, invece, è il doppio incarico di gestore degli investimenti di casa Sordi, già con Alberto, e di membro del cda a destare "gravi dubbi". Il professionista non è stato sfiorato dall' indagine penale ma nell' impugnativa del testamento la sua figura non è indenne da critiche. Pur consapevole, il cda ne ha rinnovato l' incarico. Infine Arturo Artadi. L' ex factotum di casa Sordi è imputato per aver fatto parte del raggiro da 2 milioni di euro ai danni di Aurelia. Anche a lui, in passato allontanato dalla villa su ordine del gip, è stato offerto un nuovo contratto di lavoro. Ha rifiutato: le condizioni economiche non erano di suo gradimento.
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