donne destra conservatrici sexy

I DANNI COLLATERALI DELL’IDEOLOGIA WOKE: LA GNOCCA È DIVENTATA “DI DESTRA” – LA SENSUALITÀ FEMMINILE È DIVENTATA UN NUOVO TERRENO DELLE GUERRE CULTURALI AMERICANE: DA SYDNEY SWEENEY, ETICHETTATA COME “NAZISTA” PER LA PUBBLICITÀ DEI JEANS IN CUI PARLA DEI SUOI “GRANDI GENI”, A VICTORIA’S SECRET CHE DOPO ANNI PASSATI A PUNTARE SU DIVERSITÀ E INCLUSIONE HA NUOVAMENTE CAMBIATO TONO, MA ANCHE LE RIVISTE CONSERVATRICI CHE PARLANO DI SESSO E ORGASMI – LE VALCHIRIE DEL METOO E LE TURBO-FEMMINISTE AMERICANE HANNO TRASFORMATO IL PARTITO DEMOCRATICO IN UNA CARICATURA DI SE’ STESSO, MENTRE QUELLO REPUBBLICANO, UN TEMPO “REPRESSIVO” E BACCHETTONE, È DIVENTATO QUELLO PIÙ “SEX POSITIVE…”

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Sintesi dell’articolo di Jennifer Wilson per “The New Yorker”

 

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La lingerie è diventata uno dei terreni più insoliti delle guerre culturali americane. A Stagecoach, il festival country spesso descritto come la versione conservatrice di Coachella, Sydney Sweeney ha promosso SYRN, il suo nuovo marchio di intimo, dopo le polemiche per la campagna American Eagle che celebrava i suoi “ottimi jeans”, giocando in inglese sull’assonanza tra jeans e geni (“genes”).

 

Attorno all’attrice si è costruita una lettura politica della bellezza e della sensualità, fino al punto che le tette, scrive Jennifer Wilson sul “New Yorker”, “in qualche modo erano diventate roba da repubblicani”.

 

[…] Victoria’s Secret, dopo anni passati a puntare su diversità e inclusione, ha nuovamente cambiato tono. La nuova amministratrice delegata Hillary Super ha spiegato che il marchio vuole essere meno “performativo” sulla diversità, perché “essere sexy conta ancora”.

 

Raquel Debono, fondatrice di Make America Hot Again, riassume il nuovo clima in maniera ancora più esplicita: “È la bimbificazione del MAGA. Guardate le facce a Mar-a-Lago, guardate Fox News. Hanno tutti Botox, filler e tette di fuori”.

 

EVIE MAGAZINE

Wilson collega questa trasformazione alla crescita di un conservatorismo più libertino, sviluppatosi anche come reazione a #MeToo. Una parte della destra ha dipinto la sinistra come sessualmente repressiva, rivendicando per sé trasgressione e divertimento. Il messaggio è quello delle parole di Shania Twain citate nell’articolo: “Non ho intenzione di comportarmi in modo politicamente corretto, voglio solo divertirmi”.

 

Un esempio significativo è Evie, rivista fondata da Brittany Hugoboom come una sorta di “Cosmopolitan conservatore”, “femminile, non femminista”. Mescola moda e bellezza, critiche alla contraccezione e ai vaccini, difesa del matrimonio e contenuti sessuali molto espliciti. Nell’edizione dedicata al sesso compare lo slogan: “Numero di partner? Uno. Orgasmi? Innumerevoli”.

 

[…] Questa nuova sex positivity conservatrice convive però con politiche molto più tradizionali. Il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani ha iniziato a ritirare fondi a programmi di prevenzione delle gravidanze adolescenziali, privilegiando un’educazione basata sull’“astinenza fino al matrimonio”. È uno dei paradossi centrali dell’articolo: la destra può mettere in vetrina lingerie, sesso e corpi provocanti continuando a sostenere modelli sessuali restrittivi.

 

METOO

[…]  Secondo Sarah Leonard, direttrice della rivista socialista-femminista “Lux”, il marketing progressista delle aziende ha finito per regalare alla destra una caricatura della sinistra: “È stato carburante per loro e non ha fatto nulla per noi”. Moira Donegan sottolinea invece che #MeToo “non riguardava il desiderio di vedere meno bikini sui cartelloni pubblicitari”: la richiesta era che le molestie sessuali non fossero il prezzo da pagare per partecipare alla vita pubblica. […]

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