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Facevano prostituire la figlia 12enne con un amico di famiglia e da uno zio entrambi cinquantenni in cambio di buste piene di prodotti alimentari o ricariche telefoniche. E' maturata in un contesto economico e sociale degradato di Catania la storia scoperta dai carabinieri della compagnia Fontanarossa che hanno arrestato i due uomini che abusavano della minorenne e i genitori della bambina, che sono stati posti ai domiciliari.
Gli 'incontri' avvenivano spesso nella cameretta della piccola, che non poteva ribellarsi alle turpi attenzioni dei due uomini anche perché secondo gli accertamenti dei carabinieri "i genitori agevolavano gli incontri". Le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Marisa Scavo e dal sostituto Francesco Camerano, sono state avviate dopo la denuncia a una stazione dell'Arma di una parente della piccola che ha trovato Sms a sfondo erotici nel cellulare della piccola scoprendo che il destinatario era un adulto. La bambina è stata tolta ai genitori e affidati a dei parenti.
L'ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal Gip Flavia Panzano e ipotizza i reati di concorso in prostituzione minorile e atti sessuali aggravati dall'avere agito contro una ragazza che ha meno di 14 anni. L'amico e lo zio della piccola sono stati condotti in carcere da carabinieri della compagnia Fontanarossa di Catania; la madre e il padre posti agli arresti domiciliari. Domani si terranno gli interrogatori di garanzia davanti al Giudice per le indagini preliminari.
A fare cadere il velo sulla vicenda è stata una familiare delle 12enne che per caso ha notato sul cellulare della piccola Sms e foto dal contenuto erotico che gli arrivavano dai due cinquantenni. La donna ha denunciato quello che aveva scoperto a militari di una stazione dei carabinieri di Catania che, assieme alla compagnia Fontanarossa, hanno avviato le indagini.
Dagli accertamenti dei militari dell'Arma è emerso che l'amico di famiglia e lo zio "approfittando dello stato di indigenza del nucleo familiare della vittima, intrattenevano ripetuti rapporti sessuali con la minorenne, con il benestare dei genitori". Per il Gip "non potevano non sapere". La Procura va oltre ritenendo che "emerge la piena responsabilità dei genitori che spesso favorivano gli incontri che avvenivano prevalentemente nella stanzetta della minorenne". La bambina, in collaborazione con il Tribunale per i minorenni e i servizi sociali, è stata tolta ai genitori e affidata a una parente
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