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LA GENERAZIONE CHE NON VEDE UN FUTURO SPENDE COME SE NON CI FOSSE UN DOMANI – I PISCHELLI DELLA GENERAZIONE Z HANNO UNA PROPENSIONE AL CONSUMO PIÙ ALTA DI QUALSIASI ALTRA GENERAZIONE, AL PUNTO CHE UNO SU DUE ARRIVA A CONTRARRE DEBITI CON BANCHE O FAMILIARI – A SPINGERE I GIOVANI AD APRIRE IL PORTAFOGLI, LA “PRESSIONE” ESERCITATA DALLO STILE DI VITA EXTRALUSSO OSTENTATO DAGLI INFLUENCER, MA ANCHE I MOLTISSIMI ABBONAMENTI CHE SOTTOSCRIVONO (PIATTAFORME STREAMING, PALESTRE, SERVIZI DI GAMING) – SOLO UNA PARTE MINIMA METTE I SOLDI DA PARTE PER ACQUISTARE CASE O AUTO…
Estratto dell’articolo di Giovanni Turi per “la Stampa”
Italia popolo di risparmiatori. Un detto non proprio nelle corde della Gen Z. Le ragazze e i ragazzi nati tra la seconda metà degli anni Novanta e i primi dieci anni del 2000 hanno una propensione al consumo più alta di qualunque altra generazione. Spendono gran parte dei soldi che hanno in tasca. E mostrano una gestione poco parsimoniosa del denaro.
Al punto che uno su due arriva a contrarre debiti con leggerezza, senza consistenze sui conti corrente. Tutti elementi che, messi in fila, espongono un bacino pari a circa il 15% della popolazione italiana in condizioni di fragilità finanziaria, anche alla luce di redditi medi inferiori rispetto a nonni e genitori e ingressi tardivi nel mondo del lavoro.
A dare uno spaccato è lo European Consumer Payment Report 2025 di Intrum, multinazionale svedese specializzata nella gestione del credito. Delle 20 mila interviste condotte in venti Paesi europei, quelle ai giovani italiani meritano attenzione: uno su due sostiene di acquistare d'impulso prodotti sponsorizzati sui social network molto più di due anni fa. Il 45% dichiara di aver contratto debiti per aver faticato a tenere il passo con gli acquisti.
Su quest'ultimo punto, si sovrappone un altro dato del rapporto. E cioè che il 39% si è indebitato per rispondere alla «pressione esercitata dal confronto con lo stile di vita mostrato dagli influencer».
Sono tutti trend che trovano agganci nell'indagine sui bilanci delle famiglie italiane di Banca d'Italia. A fronte di redditi medi annui di 33.371 euro - superiori solo a quelli degli over 65 -, la propensione al consumo degli under 35 è la più alta di tutte, pari al 73,8%. Alle loro spalle ci sono le fasce di età 35-44 anni (72,6%) e 45-54 anni (69,9%).
Poi c'è il fronte debiti. Per la Gen Z e una fetta di Millennials, il 16,7% di questa voce finisce in acquisto di immobili. Il sogno del mattone è il principale incentivo al risparmio per i più giovani, chiarisce l'indagine sul risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani 2025 di Intesa Sanpaolo e Centro
Einaudi. Eppure, come sottolinea la mappa al credito elaborata da Mister Credit e Crif, l'accesso ai mutui per la casa resta assai complesso per i 18-30enni. I quali richiedono soprattutto prestiti personali. Lo confermano le rilevazioni di Bankitalia: il grosso del loro indebitamento (28,3%) è «per ragioni familiari e professionali». L'11,5% tende all'acquisto di beni - sia durevoli come auto o smartphone sia non durevoli tipo il cibo -. A margine, un altro numero salta all'occhio: il 2,6% dei debiti nei confronti di amici e/o parenti, che rappresenta il dato più elevato tra tutte le generazioni.
A incidere, fra i vari motivi elencati dal rapporto European Consumer Payment, spiccano anche due fenomeni in continua crescita: la sottoscrizione di abbonamenti streaming, fitness, gaming, che alla fine del mese superano i 100 euro e l'uso di strumenti di pagamento digitalizzati come carte revolving o il Buy Now Pay Later (Bnpl) come copertura delle spese quotidiane.
[…] «Indebitarsi è diventato più semplice - afferma Enrico Risso, amministratore delegato di Intrum Italy -. Ormai con un pochi clic, è possibile accedere a un finanziamento tramite app di ogni genere.
Senza un'adeguata consapevolezza, i più giovani sono soggetti a ricadute pesanti». Il debito non è mai gratuito. E anche Banca d'Italia ha lanciato l'allarme sul fenomeno del Bnpl, la cui platea di utilizzatori è esplosa dal 4% del 2022 a quasi il 30% del 2025. «Questa forma di finanziamento sta progressivamente coinvolgendo fasce finanziariamente più fragili, con un reddito medio-basso e già indebitate», è il monito. […]
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