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OCCIDENTE, SVEGLIATI: QUANDO I RUSSI SONO IN DIFFICOLTA', ARRIVANO CINESI - UN MISTERIOSO IMPRENDITORE CINESE AVREBBE AIUTATO ECONOMICAMENTE LA FATTORIA DELL’AIOLA, GRANDE TENUTA VITIVINICOLA IN CRISI DI FATTURATO E RITENUTA VICINA ALL’EX PRESIDENTE DELLA FEDERAZIONE RUSSA, DIMITRIJ MEDVEDEV - E TRA I PRODUTTORI TOSCANI DA TEMPO CIRCOLAVA UNA VOCE: “I CINESI HANNO FATTO UN MEGA-ORDINE ALL’AIOLA”

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Estratto dell’articolo di Mario Gerevini per www.corriere.it

 

Un misterioso imprenditore cinese è andato in soccorso della Fattoria dell’Aiola, grande tenuta vitivinicola del Chianti e uno dei più controversi investimenti russi in Italia. L’azienda toscana, in crisi finanziaria e di fatturato, sarebbe riconducibile, secondo varie inchieste giornalistiche, all’ex presidente della Federazione russa e attuale vicepresidente del Consiglio di sicurezza, Dmitrij Medvedev, attraverso finanziarie cipriote e amici prestanome. La società ha sempre negato qualsiasi rapporto con Medvedev.

dmitrij medvedev vladimir putin

 

La conferma alle voci tranchant che circolavano da tempo tra i produttori toscani («I cinesi hanno fatto un mega-ordine all’Aiola»; «Medvedev ha trovato i soldi in Cina» ) viene da alcuni documenti societari che, dopo anni di buio e reticenza contabile, danno conto sia delle difficoltà che dell’ossigeno commerciale e finanziario arrivato dalla Repubblica Popolare.

 

Cioè «l’’accordo raggiunto - leggiamo - con un distributore del mercato cinese per un corrispettivo di € 1.200.000 nell'arco temporale di due anni (2025 e 2026) con l'erogazione di significativi anticipi finanziari su future forniture”. Anticipi finanziari già incassati, dunque, ma economicamente l’accordo ha i suoi effetti nel 2026 «quando sono previste le prime consegne».

Fattoria dell'Aiola Chianti

 

Passo decisivo se si considera che nel 2024 (ultimo bilancio disponibile) l’azienda senese, che i russi hanno rilevato nel 2012 dalla famiglia del banchiere e politico liberale Giovanni Malagodi, ha realizzato in totale un fatturato di 500mila euro (-42% sul 2023) con 400mila di perdita. Sostanzialmente grazie al salvagente cinese la tenuta di Castelnuovo Berardenga ha già venduto due anni di produzione dei suoi vini, cioè soprattutto Chianti Docg di fascia medio alta. Meno Mosca e più Pechino con un contratto che «contribuirà in maniera decisiva - secondo i manager dell’Aiola - a rilanciare l’attività e a riportare la gestione in equilibrio».

dmitrij medvedev

 

Se i vini dell’Aiola sono riconosciuti a livello internazionale per la loro qualità ed eleganza, a preoccupare sono i numeri dei bilanci. I soci, ovvero Ilya Eliseev, ex compagno di università di Medvedev e la finanziaria cipriota Dockell Limited, sono i principali creditori e garantiscono supporto finanziario «nonostante la difficile situazione politica e le reciproche restrizioni introdotte nel campo delle transazioni di cambio tra Russia e Ue». [...]

 

I bilanci 2023 e 2024, cioè quelli che hanno subito maggiormente i contraccolpi della guerra in Ucraina, sono stati approvati solo quest’anno. Ma anche il 2025 è finito in «rosso chianti». Dal 2020 in poi il “buco” è salito a 3,3 milioni a certificare una crisi profonda per un’azienda che è tenuta in piedi anche dai finanziamenti erogati dai soci ma ha perso buona parte dei ricavi storici. L’Aiola, gestita dalla cittadina russa Svetlana Kuskova, ha sempre esportato centinaia di casse di vino verso Mosca. [...]

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