giuseppe valditara smartphone cellulare telefonino classe scuola

I SOLITI PROVVEDIMENTI ALL’ITALIANA: TRA POCHI GIORNI INIZIANO LE SCUOLE, MA NESSUNO SA COME IMPEDIRE AGLI STUDENTI DELLE SUPERIORI DI USARE IL CELLULARE - I PRESIDI SI STANNO ATTREZZANDO COME POSSONO: CHI PENSA A SCATOLE, CHI A SACCHE APPESE AI MURI, MA RIMANE IL PROBLEMA DELLA RESPONSABILITÀ IN CASO DI FURTI. E POI CI SONO DIRIGENTI SCOLASTICI PIÙ REALISTICI: NON IMPORTA DOVE SIA IL CELLULARE DELLO STUDENTE, MA SE IL RAGAZZO VIENE BECCATO PIÙ VOLTE CON LO SMARTPHONE RISCHIA LA SOSPENSIONE - UN PROVVEDIMENTO CHE FA IMBUFALIRE I PISCHELLI CHE…

Vai all'articolo precedente Vai all'articolo precedente
guarda la fotogallery

Estratto dell’articolo di Gianna Fregonara per il “Corriere della Sera”

 

SMARTPHONE IN CLASSE

[…] si fa presto a dire togliamo i telefonini ai ragazzi: in molte scuole si tratta di controllarne e conservarne tra i mille e i millecinquecento ogni mattina, quanti sono gli studenti.

 

La circolare del ministro Valditara che introduce il divieto assoluto (non si può usare neppure per esigenze didattiche) non prevede che i cellulari vengano requisiti e chiusi in scatole, tasche appese alle pareti o armadietti ma che le scuole riscrivano i propri regolamenti e in autonomia trovino la modalità migliore per garantire che non ci siano smartphone nelle mani degli studenti durante le lezioni e per tutto il tempo della permanenza a scuola.

GIUSEPPE VALDITARA

 

Ognuno si sta organizzando come crede e come può, magari copiando quello che si fa alle medie dove perlopiù i telefonini restano in una scatola sulla cattedra. Il liceo Buonarroti di Monfalcone ha già pubblicato il suo regolamento: divieto assoluto anche durante gli intervalli, i progetti pomeridiani e le gite scolastiche (non è chiaro come si gestirà l’ansia dei genitori durante i viaggi dei figli).

 

L’Istituto tecnico Ferraris-Pancaldo di Savona ha previsto armadietti con chiave da usare su base volontaria, previo contributo annuale di 15 euro: chi non vuole depositare il denaro e lo smartphone, deve lasciare quest’ultimo a casa. Altrimenti scatta la sanzione disciplinare.

SMARTPHONE IN CLASSE

 

Al Liceo Salvemini di Bari la preside li farà depositare nella cassettina con possibilità di utilizzo solo su autorizzazione e sanzioni progressive per chi bara. Ma ritirare gli smartphone la mattina comporta qualche scocciatura organizzativa e qualche rischio: chi è responsabile se il cellulare scompare — rubato, scambiato, perso — o lo si ritrova rotto? E gli scherzi? Siamo pur sempre in presenza di adolescenti. Gli armadietti singoli occupano spazio, poi costano: chi ha fatto i conti parla di una spesa di 70-80 mila euro per una scuola di 1.500 studenti.

 

SMARTPHONE IN CLASSE

Meglio le tasche da appendere alla parete, ma non si possono chiudere.

Per molti il divieto di Valditara non comporterà modifiche logistiche ma maggiore rigidità nelle sanzioni disciplinari: il telefonino deve restare spento, a casa o nello zaino, chi viene beccato a trasgredire verrà punito. Si tratta di «sanzioni formative», come recitano le circolari, ma in pratica si arriverà alla sospensione per i casi di ripetuta violazione.

 

Allo scientifico Volta di Milano la dirigente Patrizia Cocchi non ha ancora deciso: ma di mettere armadietti o altro non se ne parla. Gli studenti non dovranno farsi trovare con il cellulare in mano, che sia a casa o spento nello zaino non è affare della scuola. Ma chi lo usa, rischia la sospensione […]

giuseppe valditara - foto lapresse

 

Quanto alle sanzioni c’è da chiedersi se funzioneranno, o se finirà come con il divieto messo dal ministro Fioroni nel 2007, che a poco a poco è caduto nel dimenticatoio. Il Codacons già a giugno era intervenuto per chiedere sanzioni alle scuole e per invitare i genitori alla delazione dei presidi che non applicheranno la nuova regola.

 

Chi ha provato a usare la mano dura negli anni scorsi, non sempre ha avuto grande fortuna. Allo scientifico Majorana di Latina nel 2022 sono arrivate le forze dell’ordine per riportare la calma dopo lo scontro tra i genitori di un’alunna e la preside che chiedeva di depositare gli smartphone.

 

SMARTPHONE IN CLASSE

Un anno e mezzo fa all’Itis Marconi di Padova trecento studenti hanno scioperato dopo che la preside aveva deciso di togliere i cellulari ai ragazzi. Contro l’uso delle cassettine con lucchetto si era schierata anche Azione studentesca, il movimento più a destra nelle scuole: «È inconcepibile — aveva spiegato uno dei leader, Lorenzo Moro — che ci trattino come bambini a cui va tolto il gioco». […]