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"IL 'NO' A SALVINI AL VIMINALE? PROBABILMENTE SU SPINTA DEL COLLE" - È LA TESI DI CLAUDIO BORGHI, IL LEGHISTA NO-VAX E NO-EURO, CHE TIRA IN BALLO MATTARELLA E LO ACCUSA: "È STATA UNA TERRIBILE INGIUSTIZIA" - "SALVINI È VICEPREMIER COME TAJANI, CHE È ANCHE MINISTRO DEGLI ESTERI. NON GLI È STATO CONCESSO PERCHÉ ERA SOTTO PROCESSO, MA UNA VOLTA ASSOLTO SAREBBE DOVUTO ISTANTANEAMENTE ANDARE AL VIMINALE..."

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BORGHI (LEGA), IL NO A SALVINI AL VIMINALE PROBABILMENTE SU SPINTA DEL COLLE

MATTEO SALVINI E CLAUDIO BORGHI

(ANSA) - ROMA, 07 LUG - "Salvini sarebbe dovuto diventare ministro dell'Interno all'inizio della legislatura; non gli è stato concesso perché era sotto processo, ma una volta assolto sarebbe dovuto istantaneamente andare al Viminale".

 

"C'è stata un'ingiustizia di fondo: è vicepremier come Tajani che è anche ministro degli Esteri e Salvini sarebbe dovuto andare all'Interno. Non gli è stato dato per una terribile ingiustizia". "A quanto mi risulta e a quanto si dice, probabilmente gli è stato negato su spinta della presidenza della Repubblica". Così il senatore della Lega Claudio Borghi a L'Aria che tira su La7.

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