DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON…
POVERA ITALIA - NEL NOSTRO PAESE SONO QUASI 6 MILIONI LE PERSONE CHE VIVONO IN CONDIZIONI DI POVERTA’ ASSOLUTA. CIRCA 2 MILIONI E 200 MILA FAMIGLIE NON RIESCONO A PAGARE IL CIBO O L’AFFITTO DI UNA CASA - IL WELFARE (PAROLA CHE NON VA PIU’ DI MODA) NON RIESCE A INTERCETTARE I BISOGNI DI CHI FATICA AD ARRIVARE A FINE MESE. L’ASSEGNO DI INCLUSIONE (ADI) E’ STATO PERCEPITO DA 647 MILA NUCLEI FAMILIARI, CIOE’ MENO DEL 30% DELLE FAMIGLIE IN POVERTA’ ASSOLUTA - PREOCCUPANO I DATI SUI PIU’ GIOVANI: I MINORI IN POVERTA’ SONO 1, 28 MILIONI...
Estratto dall’articolo di Enzo Riboni per il “Corriere della Sera”
Sono 2 milioni e 200 mila (8,4% del totale) le famiglie residenti in Italia in condizione di povertà assoluta, cioè impossibilitate a soddisfare bisogni primari quali il cibo o la casa. Il dato viene dall’ultima rilevazione Istat che quantifica anche il numero di persone coinvolte: 5 milioni e 700 mila (9.8%). In questo quadro, il welfare riesce a contrastare una povertà che negli anni non accenna a diminuire, fornendo sostegni al reddito adeguati?
Il contributo più importante, l’Assegno di inclusione (Adi), viene corrisposto ai nuclei con reddito annuo massimo di 6500 euro, ma a condizione che in famiglia ci sia almeno un membro «non occupabile», cioè minorenni, over 60, oppure ancora persone con disabilità. Ebbene, secondo il monitoraggio Inps, nel mese di dicembre 2025 i nuclei familiari che hanno percepito l’assegno sono stati 647 mila, ovvero meno del 30% delle famiglie in povertà assoluta. Sempre a dicembre la cifra media erogata è stata di 697 euro per nucleo familiare.
Che dire invece dei single e delle famiglie «con occupabili», chi sta cioè nel limbo con figli maggiorenni e adulti sotto ai 60 anni? Potrebbero accedere al Supporto formazione lavoro (Sfl) ma, sempre secondo l’Inps, nel dicembre 2025 i beneficiari che hanno ricevuto il sussidio fisso di 350 euro (erogabile per un massimo di 12 mesi) sono stati pochissimi, almeno rispetto a quel 70% di poveri assoluti che non hanno potuto percepire l’Adi: 84.815, di cui il 63% donne.
«È inaccettabile che si possano sopportare quasi 6 milioni di persone in povertà assoluta e 11 milioni - commenta il Portavoce nazionale dell’Alleanza contro la povertà Antonio Russo - a rischio di diventarlo. Adi e Sfl stanno funzionando poco. Prendendo come misura di riferimento la platea che aveva usufruito del Reddito di cittadinanza, oggi l’Adi intercetta solo il 60% di quell’insieme di persone.
L’inflazione, la guerra, gli stipendi fermi a qualche decennio fa, tutti insieme hanno spinto affinché si creasse un vero e proprio problema strutturale: la povertà non è più un fenomeno, si è strutturalizzata, a fronte di misure di sostegno che non sono diventate strutturali. [...]
Anche i dati Caritas appena pubblicati, forniscono tendenze preoccupanti. Aumentano gli anziani che si rivolgono all’organismo: in dieci anni il numero degli over 65 è aumentato del 191% a fronte di una crescita dell’utenza complessiva del 48%. Il problema abitativo si dilata: 24 mila le persone senza casa incontrate, poi c’è chi ha casa ma arranca su affitti e utenze».
«Il dato più preoccupante di tutti, però - sostiene Leonardo Becchetti, ordinario di Economia politica all’università di Roma Tor Vergata - è quello dei minori in povertà assoluta, pari a 1,28 milioni di individui. La povertà minorile produce effetti cumulativi: incide sulla salute, sull’alimentazione, sulle opportunità educative, sulla socialità, sulla possibilità di sviluppare competenze e quindi sulla mobilità sociale futura.
I sostegni arrivano in modo insufficiente, frammentato e non sempre ai nuclei che ne avrebbero più bisogno. Il rischio è di proteggere alcune categorie formalmente riconosciute come fragili, ma di intercettare male altre situazioni: famiglie numerose e straniere, nuclei monoreddito, lavoratori poveri con figli, famiglie con affitti elevati. Occorre una strategia più integrata: trasferimenti monetari adeguati, servizi per l’infanzia, mensa scolastica, tempo pieno, politiche abitative e sostegno all’occupazione dei genitori, soprattutto delle madri».
Anche guardando agli assegni temporanei pensati non per chi è in povertà ma per chi ha perso il lavoro causa un licenziamento, sorgono problematiche. Le segnala l’ultimo report Inapp che indaga il sussidio Naspi per la disoccupazione: ad oggi lo percepiscono 1,8 milioni di persone.
Anche qui, però, la platea potenziale dei percettori viene intercettata solo parzialmente: il 40% di chi ne avrebbe diritto non richiede il beneficio. La probabilità di non accedere alla prestazione cresce tra le persone con bassi livelli di istruzione ma ancor più tra i lavoratori stranieri. [...]
ITALIANI PIU' POVERI
ITALIANI PIU' POVERI
ITALIANI PIU' POVERI
DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON…
DAGOREPORT- LA DUCETTA È NEI GUAI. VANNACCI STA RISVEGLIANDO L'ANIMA FASCISTA DI UN PEZZO D'ITALIA,…
AVANTI POPOLO, ALLA RISCOSSA! – RICCARDO CHIABERGE: “HA RAGIONE TRUMP, LO SPETTRO DEL COMUNISMO…
DAGOREPORT - CON QUALE FACCIA GIORGIA MELONI SI PRESENTERÀ AL SUMMIT NATO DI ANKARA? CHE FARÀ AL…
DAGOREPORT - ALLA MALCONCIA MELONI NON BASTAVA L'''EMINENZA NERA'' FAZZOLARI: DIAMO IL BENVENUTO…
DAGOREPORT – CON L'ARMATA BRANCA-MELONI TRAVOLTA DAL BOMBASTICO VANNACCI E DA MILLE PROBLEMI…