proteste iran khamenei

IN IRAN SCOPPIA LA RIVOLUZIONE? – IL REGIME DI KHAMENEI È INDEBOLITO E LE RIVOLTE DI PIAZZA NON PERDONO INTENSITA': ISRAELE HA ANNIENTATO I BURATTINI DI TEHERAN, HEZBOLLAH E HAMAS, E L'AYATOLLAH FATICA A TENERE A BADA LA SITUAZIONE – LE PROTESTE SI ALLARGANO A MACCHIA D’OLIO, ANCHE IN LOCALITÀ CONSIDERATE ROCCAFORTI DELLA TEOCRAZIA E LA REPRESSIONE NON RIESCE AD ARGINARE I MANIFESTANTI CHE URLANO: “MORTE A KHAMENEI” (E INVOCANO L’INTERVENTO DI ISRAELE E IL RITORNO DI REZA PAHLAVI, FIGLIO DELL’ULTIMO SCIÀ) – L’UNICA SPERANZA PER TEHERAN SONO CINA E RUSSIA: SAREBBERO IN ARRIVO AEREI DA MOSCA PIENI DI MERCENARI (MA CON LA GUERRA IN UCRAINA, ANCHE PUTIN NON PUO' IMPEGNARSI TROPPO) – TUTTO È INIZIATO DAL BAZAAR DI TEHERAN, COME NEL 1979; IL BLOCCO DEI CENTRI PETROLIFERI CHIAVE DI QESHM ISLAND E ABADAN SAREBBE L’INIZIO DELLA FINE PER GLI AYATOLLAH - LE "MINACCE" DEL MOSSAD E LA POSSIBILE "SPINTA" AMERICANA

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DAGOREPORT

proteste in iran 1

Questa volta la rivolta in Iran è davvero grossa. Le proteste divampate domenica contro il caro prezzi si sono allargate in diverse città, e non solo a Teheran, arrivando anche in località roccaforti delle milizie Basiji e del corpo delle guardie della rivoluzione.

 

Le manifestazioni continuano a espandersi verso un numero crescente di città e centri urbani, aumentando di intensità con il passare delle ore.

 

In alcune zone, i manifestanti sarebbero riusciti anche a impadronirsi delle armi, e avrebbero preso d’assalto anche stazioni di polizia e arsenali, con le armi finite nelle mani dei manifestanti.

 

Come riporta Pietro Valenti su “Italia Oggi”, le persone hanno inizialmente gridato slogan di condanna sull’economia, per poi invocare la morte di Khamenei e il ritorno in patria di Reza Pahlavi, figlio dell’ultimo Scià di Persia, e l’intervento di Israele per rivoltare il regime.

 

ALI KHAMENEI IN UNA MOSCHEA

L’estensione della rivolta sta mettendo sotto enorme pressione le forze di sicurezza, che risultano estremamente disperse.

 

Finora non sono insorte in modo massiccio né il Belucistan né le aree curde, zone che invece erano state il fulcro delle rivolte dopo la morte di Mahsa Amini nel 2022 (“Donna, Vita, Libertà”) solo tre anni fa e ribollono di rabbia. Insomma, nei prossimi giorni potrebbero esplodere nuove tensioni anche in quelle aree. E quando succederà, per il regime sarà molto difficile mantenere il controllo.

 

SCONTRI DAVANTI ALL UFFICIO DEL GOVERNATORE NELLA PROVINCIA DI FARS IN IRAN

Come risposta al caos, Khamenei sta facendo affluire migliaia di mercenari. Non avendo più a disposizione le milizie di Hezbollah, decimate dagli attacchi israeliani in Libano, stanno arrivando aerei provenienti dalla Russia (che essendo in guerra non ha però un grande bacino di combattenti in surplus, come una volta era la Wagner o i miliziani ceceni).

 

Altro aspetto da tenere in considerazione è il comportamento di Israele. Lo stato ebraico, per bocca del capo del Mossad, David Barnea, qualche giorno fa aveva lanciato un appello ai manifestanti, affermando di essere “presente sul campo” con i suoi agenti: “Scendete insieme nelle strade.

 

 

benjamin netanyahu donald trump mar a lago 2

È giunto il momento, siamo con voi. Non soltanto o a parole”. Nelle ultime ore, da Tel Aviv sarebbe partito un attacco informatico contro l’Iran, che avrebbe disattivato le telecamere di sorveglianza e del traffico

 

E poi ci sono le “coincidenze” e i simbolismi.  Tutto è iniziato nel Bazaar di Teheran.. anche la rivoluzione del 1979, che portò al potere l’ayatollah Khomeini, ebbe origine lì.

 

Secondo alcuni analisti, la rivolta avrebbe “contagiato” anche i due epicentri dell’ideologia rivoluzionaria del regime — Qom, la scuola clericale “razionale” del Velayat-e Faqih, e Mashhad, la scuola mistica mahdista che alleva i vertici delle guardie della rivoluzione, e i centri petroliferi chiave di Qeshm Island e Abadan.

 

ALI KHAMENEI AI FUNERALI DI ISMAIL HANIYEH

Se venissero bloccati quelli, si paralizzerebbe di fatto l’economia, già devastata dalle sanzioni occidentali, creando una situazione simile a quella del porto di Danzica nel 1981 (cruciale per la nascita della democrazia polacca per mano di Solidarnosc di Lech Walesa).

 

SULLE NUOVE PROTESTE IRANIANE

Traduzione di un estratto dal “Wall Street Journal”

 

Ricordate le previsioni di tanti esperti secondo cui un attacco militare contro i siti nucleari iraniani avrebbe spinto gli iraniani a stringersi attorno al loro regime? Potete tranquillamente gettare quella saggezza convenzionale nel cestino.

 

MISSILI DELL IRAN SU ISRAELE

All’alba del 2026, il popolo iraniano è in marcia per protestare, a pochi mesi di distanza dall’attacco congiunto Israele–Stati Uniti.

 

Le proteste sono iniziate tra negozianti e mercanti nel Grande Bazar di Teheran, ma si sono poi estese ad altre città e ad altri gruppi sociali. In particolare si sono uniti gli studenti, con il sostegno di camionisti e autisti di autobus. Le rivendicazioni economiche sono in primo piano, in un contesto di inflazione al 42%, di una valuta che ha perso il 40% del suo valore rispetto al dollaro dalla guerra di giugno, e persino di una carenza di acqua ed energia affidabile.

 

IL MOSSAD INVITA GLI IRANIANI A SCENDERE IN PIAZZA

Le proteste economiche possono facilmente diventare politiche, e l’instabilità è pericolosa per il regime perché la privazione è diffusa. «Morte al dittatore», hanno scandito gli studenti nel nord-ovest del Paese. A Teheran, altri hanno gridato: «Né Gaza né Libano, la mia vita per l’Iran».

 

Il regime ha risposto tipicamente alle proteste con pestaggi, arresti, torture e sparatorie. Ma questa volta la reazione iniziale è stata più cauta, quasi come se avesse compreso il pericolo di una vasta insurrezione antigovernativa.

 

ISMAIL HANIYEH, LEADER DI HAMAS, CON L AYATOLLAH KHAMENEI

Il regime ha silurato il capo della banca centrale, usandolo come capro espiatorio per l’inflazione, e ha messo in vetrina il presidente “riformista” Masoud Pezeshkian con una rara offerta di dialogo. Gli iraniani sanno che il suo potere reale è minimo, mentre l’impopolare Guida Suprema, l’ayatollah Ali Khamenei, è rimasta in silenzio dietro le quinte.

 

Ma con l’espandersi delle proteste, la repressione è tornata, con arresti e persino l’uso di munizioni vere. Almeno cinque manifestanti sono stati uccisi e si moltiplicano le segnalazioni di arresti. L’Iran afferma di aver arrestato 21.000 “sospetti” durante la guerra di giugno, mentre le organizzazioni per i diritti umani hanno documentato un’impennata tra 1.500 e 2.000 esecuzioni da allora, per lo più effettuate in segreto. Questa repressione rende la prosecuzione delle proteste ancora più significativa.

 

proteste in iran 2

Tutto ciò rappresenta un’opportunità per gli Stati Uniti di dimostrare il proprio sostegno al popolo iraniano. Nel 2009 Barack Obama commise l’errore di restare in silenzio mentre il regime schiacciava i manifestanti, perché puntava a un accordo nucleare con l’ayatollah.

 

 Trump potrebbe essere tentato dallo stesso miraggio, ma se l’Iran avesse voluto un accordo avrebbe potuto tornare al tavolo negoziale dopo la guerra. Invece continua a insistere sull’arricchimento interno del combustibile nucleare e sta rapidamente ricostituendo scorte di missili balistici in grado di colpire Israele o basi statunitensi.

 

mahsa amin

Il Dipartimento di Stato sta diffondendo messaggi in farsi verso l’Iran, ma gli iraniani che rischiano la vita meritano un sostegno concreto. Ciò può significare ripristinare l’accesso a internet quando il regime lo interrompe, smascherare i picchiatori del regime e molto altro. Trump può inoltre applicare il Mahsa Amini Act, approvato nel 2024, per ritenere i funzionari responsabili degli abusi sui diritti umani.

 

La cosa più importante è mantenere la pressione economica sul regime. Questo significa applicare le sanzioni petrolifere contro l’Iran con almeno metà del vigore che gli Stati Uniti hanno recentemente mostrato contro il Venezuela. L’Iran è riuscito a eludere le sanzioni al punto che le sue esportazioni di petrolio hanno raggiunto nuovi massimi: due milioni di barili al giorno, venti volte l’obiettivo fissato dagli Stati Uniti. Questo ridicolizza la campagna di “massima pressione” di Trump.

 

iraniano con cartello pro israele

Nulla di tutto ciò significa che il regime sia in pericolo di crollo immediato, anche se le dittature spesso appaiono stabili fino all’istante in cui finiscono. L’ayatollah dipende dalle entrate petrolifere per mantenere fedeli i comandanti e puntati i fucili dei soldati contro il proprio popolo. Se il denaro smette di fluire, le lealtà degli esecutori del regime potrebbero cambiare.

proteste in iran 5

MISSILI DELL IRAN SU ISRAELEresti di un missile iraniano in israele foto lapresse danni provocati dai missili iraniani in israele foto lapresse tel aviv sotto attacco dei missili iraniani 2 foto lapresse LA CATENA DI COMANDO IRANIANA DECIMATA DAGLI ATTACCHI DI ISRAELE danni all centro di arricchimento dell uranio di natanz, in iran , dopo l attacco israeliano. iron dome intercetta missili iraniani sopra tel aviv. raid israeliani contro i lancia missile iraniani LANCIO DI MISSILI IRANIANI VISTO DA UN AEREO 2IL VOLO MAHAN AIR IRM050 UNICO A SORVOLARE L IRAN DURANTE GLI ATTACCHI DI ISRAELE MISSILE IRANIANO COLPISCE TEL AVIVisraeliani nei rifugi durante gli attacchi iraniani 1LANCIO DI MISSILI IRANIANI VISTO DA UN AEREObase aerea iran dopo l attacco di israele

ismail haniyeh con ali khamenei proteste in iran 7manifestanti in iran per mahsa amini 1 2proteste in iran 8manifestanti in iran per mahsa amini 5proteste in iran 1proteste in iran 2proteste in iran 7proteste in iran 3proteste in iran 3proteste in iran 4proteste in iran 5proteste in iran 4proteste in iran 3proteste in iran 2proteste in iran 4proteste in iran 5proteste in iran 6proteste in iran 1