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IN ITALIA PASSA TUTTO, MA NON LA BUROCRAZIA! – CON IL PNRR L’ITALIA SI ERA IMPEGNATA CON L’UE A SEMPLIFICARE 600 PROCEDURE BUROCRATICHE, CHE ORA COSTANO ALLE IMPRESE CIRCA 80 MILIARDI DI EURO L’ANNO. UN PROGETTO CON UNA DOTAZIONE DI 734 MILIONI DI EURO E UNA TASK FORCE DI MILLE ESPERTI. QUAL È IL BILANCIO A OGGI? RIMANGONO 170 PROCEDURE ANCORA DA “SNELLIRE”, E MANCA UNA LISTA DELLE MISURE PRIORITARIE PRIMA CHE TERMINI IL RECOVERY – IL PROBLEMA È CHE LE VENTIMILA BANCHE DATE PUBBLICHE SPESSO NON COMUNICANO TRA LORO…

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Estratto dell’articolo di Anna Maria Angelone per “la Stampa”

 

PAOLO ZANGRILLO

Sono 170 le procedure ancora da semplificare, in base agli impegni presi dall'Italia, prima della scadenza del Pnnr. Ma il Moloch della burocrazia tricolore sembra inossidabile. Il pesante fardello di oneri e adempimenti per cittadini e imprese è così stratificato da affondare le sue radici al Regno d'Italia.

 

Basti pensare che, solo ad aprile 2025, sono stati finalmente abrogati 30.709 atti pre-repubblicani: regi decreti e provvedimenti luogotenenziali ancora in vigore, benché risalenti addirittura al periodo 1861-1946.

 

i costi della burocrazia in italia - la stampa

Eppure, passato un colpo di spugna su una parte del "corpaccione" normativo, nuove regole lo hanno rinvigorito. Secondo un'elaborazione della Cgia di Mestre su dati The European House - Ambrosetti, solo nell'anno 2024 sono state pubblicate oltre 35 mila pagine di norme, fra leggi e regolamenti.

 

Il costo delle "scartoffie", ça va sans dire, è da capogiro e oscilla, a seconda delle ricerche. Quello a carico delle aziende quantificato in un'audizione parlamentare dal ministro della Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, parla di 43 miliardi di euro all'anno. Ma stime più ampie vanno da 57 miliardi fino a superare i 100 per l'intero sistema, fra tempo perso per le pratiche (moduli e tempi di attesa), costi diretti (marca da bollo e diritti di segreteria) e indiretti (organizzativi, consulenze, assistenza tecnica e amministrativa).

 

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giorgia meloni tommaso foti - foto lapresse

Ciascun cittadino del Belpaese spreca, in media, 250 ore annue per il disbrigo di obblighi amministrativi, fiscali, previdenziali e altre incombenze quotidiane. Tradotto in soldoni: fra i 3 e i 4 mila euro in fumo.

 

Con il Pnnr, l'Italia ha promesso di sburocratizzare l'assetto amministrativo impegnandosi a semplificare 600 procedure entro giugno 2026. Un progetto con una dotazione di 734,2 milioni di euro e una task force di mille esperti a supporto degli enti locali. Quale il bilancio a oggi?

 

L'Osservatorio sui conti pubblici italiani dell'università La Cattolica ha fotografato che, a fine 2024, ne erano state smagrite 261: 160 in materia ambiente ed energia, 23 di edilizia e riqualificazione urbana, 20 di comunicazioni elettroniche e infrastrutture digitali, 58 per l'avvio e la gestione di attività economiche.

 

BUROCRAZIA E TROPPE LEGGI

Il monitoraggio aggiornato del portale "Italia Semplice" ne conteggia (dato al 7 marzo) 430 in 13 diversi settori. Ne restano da attuare, dunque, 170 ma non c'è una lista ufficiale di misure. Anche se l'approccio è stato dare priorità a quanto rallenta investimenti e cantieri. Con quali risultati?

 

Sempre l'Osservatorio burocrazia di Cna, stima che il taglio del peso burocratico potrebbe alleggerire i costi delle imprese di 2 miliardi di euro all'anno e far risparmiare 30-50 ore annue di tempo a ogni azienda. [...]

 

PNRR

Per i cittadini, le pratiche con impatto diretto snellite finora sono 65: di queste, 48 nell'ambito della "cittadinanza digitale", otto per "anagrafe e stato civile" e il resto per altri aspetti della vita. Una corposa parte della semplificazione riguarda l'identità e il domicilio digitale.

 

Ma sono state facilitate anche le procedure per l'Isee, le dichiarazioni dei redditi precompilate e diversi servizi previdenziali (assegno unico per i figli, domanda di Naspi e pensione). È possibile, inoltre, fare comodamente da casa più cose: la migrazione delle anagrafi comunali in un'unica banca dati digitale nazionale consente di scaricare online 15 certificati anagrafici e due elettorali. Ma anche comunicare il cambio residenza o fare un'autocertificazione. Le piattaforme digitali scolastiche consentono ormai di iscrivere gli alunni, versare le tasse, fissare appuntamenti per i colloqui con i docenti.

 

burocrazia 2

Le prossime tappe riguardano la carta d'identità: dal 30 luglio, per chi ha compiuto almeno 70 anni il documento diventa "a vita" mentre, dal 3 agosto, la vecchia tessera cartacea cesserà di esistere pur se valida (ovvero con una scadenza successiva) e andrà sostituita con la nuova Cie.

 

Altra novità rilevante, varata qualche settimana fa, riguarda le urne: si potrà votare direttamente con lo smartphone grazie alla versione digitale della tessera elettorale (ma, per il referendum costituzionale del 22-23 marzo, bisognerà portare ancora la tradizionale tessera cartacea). Tutto bene, dunque? Non proprio.

 

PAOLO ZANGRILLO - FOTO LAPRESSE

Un incaglio decisivo, finché non sarà pienamente operativo l'hub di scambio dati della piattaforma digitale nazionale, è l'interoperabilità delle banche dati pubbliche. Una babele di oltre 20 mila "archivi" diversi, censiti nel catalogo nazionale e utilizzati dalle varie amministrazioni. Ministeri, Regioni, Comuni, agenzie statali, sanità, università, enti previdenziali e affini: tutti sistemi che non si parlano. «Le banche dati sono nate nel tempo e quindi non sono state pensate per dialogare» spiega ancora Capozi di Cna.

 

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burocrazia 1

Secondo i calcoli, fra il 30% e il 40% di informazioni richieste a un cittadino ex novo, sono già in mano alla pubblica amministrazione. In qualche posto, dove nessuno si ricorda che esistono.

PNRR Next Generation EU