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Giordano Stabile per la Stampa
Milizie ostile al legittimo governo di Fayez al-Serraj hanno occupato i ministeri dell’Interno, della Giustizia e dell’Economia dopo scontri con i lealisti vicino alla base Abu Sitta. Non è ancora chiaro a chi facciano riferimento i gruppi armati. L’ipotesi più probabile è che siano manovrati dall’ex primo ministro Khalifa Ghwell, esautorato dopo l’accordo patrocinato dall’Onu in Marocco un anno fa.
L’EX PREMIER GHWELL
A Tripoli agiscono decine di fazioni. Le più potenti, legate alla città di Misurata, appoggiano Al-Serraj ma nelle ultime settimane è cresciuto il malcontento per la scarsità di carburante e gas per il riscaldamento e i tagli all’elettricità. Negli ultimi giorni la capitale è rimasta senza luce fino a 16 ore al giorno. Le milizie ostili al governo hanno approfittato della situazione per guadagnare consensi e tentare il colpo.
IL GENERALE HAFTAR
Un’altra ipotesi è che le milizie siano sobillate dal generale Khalifa Haftar, che controlla tutto l’Est del Paese, gran parte dei pozzi di petrolio e dei terminal petroliferi, e non nasconde le sue ambizioni di voler “unificare” la Libia, cioè conquistare anche Tripoli, con l’appoggio della Russia e dell’Egitto. Haftar, come il presidente egiziano Abdel Fatah al-Sisi, è però totalmente ostile ai Fratelli Musulmani, a cui fanno riferimento la maggior parte dei gruppi armati della capitale e di Misurata.
COLPO DI CODA
La situazione libica sembrava stabilizzata dopo la cacciata dell’Isis da Sirte da parte delle milizie di Misurata, alleate di Al-Serraj e dell’Italia, e dopo l’apertura dell’ambasciata italiana a Tripoli. L’assalto ai ministeri potrebbe essere un colpo di coda dei gruppi ostili ad Al-Serraj
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