gianfranco ravasi

IN MEDIO STAT VIRTUS, IN MEDIOCRE NO – IL CARDINAL RAVASI: “LA ‘MEDIETÀ’ È UN MODELLO SOCIALE VINCENTE, CON BUONA PACE DELL’ESALTAZIONE UFFICIALE DEL MERITO E DELL’ECCELLENZA. È PIÙ FACILE OMOLOGARSI LUNGO UNA LINEA DI MEZZO, CHE SPESSO NON È SEGNO DI EQUILIBRIO MA DI MEDIOCRITÀ. QUEST’ULTIMA È ORGOGLIOSA DI SÉ STESSA, DISPREZZA OGNI IMPEGNO SERIO CHE COSTI SACRIFICIO, SI LASCIA GUIDARE DAL VANTAGGIO IMMEDIATO, DETESTA OGNI SCELTA CHE ESIGA TEMPO ED ENERGIA. È UNA SORTA DI GREMBO RASSICURANTE IN CUI STARE QUIETI SENZA RISCHIARE LE SFIDE DELLA SOCIETÀ; È IL MINIMO CHE SEMPRE PIÙ VIENE CHIESTO A SCUOLA, MA ANCHE NEL LAVORO, PUR DI AVERE TEMPO LIBERO E SFORZO RIDOTTO…”

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Estratto dell'articolo di Gianfranco Ravasi per “il Sole 24 Ore – Domenica”

 

cardinale gianfranco ravasi papa bergoglio

Stanco dell’infinitamente piccolo e dell’infinitamente grande, lo scienziato si dedicò all’infinitamente medio.

 

Sempre graffiante nella sua ironia, Ennio Flaiano (1910-1972), scrittore e giornalista tra i più ascoltati e letti durante la sua vita trascorsa a Roma (era originario di Pescara), ha affidato al suo Diario notturno questa feroce notazione sulla “medietà” che ovviamente non è solo una questione scientifica.

 

Essa, infatti, è soprattutto un modello sociale vincente, con buona pace dell’esaltazione ufficiale del merito e dell’eccellenza. È molto più facile omologarsi lungo una linea di mezzo, che spesso non è segno di equilibrio ma di mediocrità.

gianfranco ravasi

 

Quest’ultima è di solito accompagnata dall’aggettivo latino aurea, perché così la definiva Orazio nei suoi Carmina (II, 10,5).

 

In realtà il poeta si riferiva a una sorta di qualità morale, capace di non lasciarsi attrarre dall’opulenza sfrenata, ma anche attenta a evitare la povertà indecorosa. Da qui è nato l’altro motto latino di ascendenza aristotelica, In medio stat virtus, nella convinzione che il giusto stia nel mezzo, evitando le scelte estreme.

 

cardinale gianfranco ravasi

Diversa è la mediocrità a cui ci riferiamo: è orgogliosa di sé stessa, disprezza ogni impegno serio che costi sacrificio, si lascia guidare dal vantaggio immediato, detesta ogni scelta che esiga donazione di tempo e di energia.

 

È una sorta di grembo rassicurante in cui stare quieti senza rischiare le sfide della società; è il minimo che sempre più viene chiesto a scuola, ma anche nel lavoro, pur di avere tempo libero e sforzo ridotto.

Nelle sue Affinità elettive Goethe annotava: «La mediocrità ha come sua consolazione più grande il pensiero che anche il genio non è immortale».

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