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IN QUESTO MONDO DI… HATERS – LA SINDACA DI LECCE, ADRIANA POLI BORTONE, HA DENUNCIATO 76 “LEONI DA TASTIERA” CHE L’HANNO INSULTATA SUI SOCIAL DOPO CHE LA POLITICA DI FDI AVEVA SUBITO UN FURTO NELLA SUA VILLA – SUI 76 HATERS, OLTRE ALLO SPETTRO DI UN PROCESSO, INCOMBE UNA RICHIESTA RISARCITORIA “IN VIA DI QUANTIFICAZIONE, MA NON INFERIORE AI 500MILA EURO PER I DANNI SUBÌTI” – C’È CHI HA DEFINITO LA POLI BORTONE UNA “LADRA” E CHI HA COMMENTATO IL FURTO “COME UNA BELLA NOTIZIA”. E C’È CHI HA RISPOLVERATO IL VENTENNIO FASCISTA, CHIEDENDOSI SE I LADRI “AVESSERO TROVATO L’ORO DI DONGO”…
Estratto dell’articolo di Francesco Oliva per www.repubblica.it
Le hanno dato della “ladra” commentando il furto in casa subìto “come una bella notizia”. C’è chi ha rispolverato il ventennio fascista chiedendosi se i ladri “avessero trovato l’oro di Dongo”. Per chi, lasciando un messaggio sul web credeva di fare dell’ironia o della satira politica, dovrà ora fare i conti con una denuncia che, in calce, arreca la firma della sindaca di Lecce, Adriana Poli Bortone.
Sono settantasei gli haters denunciati e sui quali oltre allo spettro di un processo incombe una richiesta risarcitoria “in via di quantificazione, ma non inferiore ai 500mila euro per i danni subìti”.
Dall’annuncio in conferenza, la sindaca Poli è passata alle vie di fatto depositando in procura [...] una corposa denuncia in cui compaiono i nomi di chi - indistintamente uomini e donne – l’avrebbero insultata, offesa e diffamata con alcuni commenti lasciati in calce ai post, soprattutto di giornali ed emittenti televisive, dopo il furto subìto nella villa di famiglia il 28 giugno scorso.
FURTO NELLA VILLA DI LECCE DI ADRIANA POLI BORTONE
Da quel giorno, nei confronti della ex ministra si è scatenato sul web, e in particolare su Facebook e Instagram, “un vero e proprio, quanto inspiegabile, linciaggio morale” come viene riportato nell’atto che Repubblica ha potuto visionare.
Espressioni del tipo: “Tranquilla tanta ti riprenderai tutto con gli interessi, basta aggiungere qualche parcheggio in più a pagamento”; “Fuoco amico”; “In pratica è come violare una piramide per rubare gli oggetti della mummia”; “Se succedeva a lei, sai quanto le fregava alla tua sindaca”; “Camerati di cella di Alemanno”; “Lupin o Robin Hood?”.
FURTO NELLA VILLA DI LECCE DI ADRIANA POLI BORTONE
Commenti ritenuti “gravemente diffamatori, specialmente nei confronti di una persona che, come la senatrice ricopre la carica pubblica di sindaco della città di Lecce, in precedenza per due mandati consecutivi, e che ha un curriculum personale e politico di assoluto livello, sia personale, che politico”.
E per corroborare la maxi richiesta risarcitoria annessa alla denuncia nei confronti di un esercito di odiatori balza un ulteriore passaggio per elevare lo spessore della sindaca: “prima donna in Italia a ricoprire il ruolo di Ministro della Repubblica Italiana; numerose volte onorevole e senatore della Repubblica; deputato europeo; promulgatrice di numerose leggi, e altro”.
Adriana poli bortone tatuaggio
Per aumentare il carico delle accuse, nella denuncia si ipotizza non soltanto il reato di diffamazione aggravata (una prassi ormai consolidata per i commenti che circolano sul web) ma anche l’apologia al reato.
Che, a dire della Poli, si configurerebbe per alcune espressioni del tipo: “Finalmente hanno capito dove andare a rubare”; “Finalmente una bella notizia”; “Hanno fatto bene a rubare in casa dei ladri/e! Un grande plauso!!!”; “Bravi, avete fatto bene”;
FURTO NELLA VILLA DI LECCE DI ADRIANA POLI BORTONE
“Bravi ai ladri finalmente hanno capito dove trovare i soldi fatevi tutte le case dei politici che diventate milionari come loro. Poi chi ruba e viene derubato non è reato”. Commenti, che per la sindaca rappresenterebbero “una vera e propria istigazione a delinquere, nel caso di specie a effettuare un furto aggravato con scasso”.
adriana poli bortone almirante
adriana poli bortone 45
FURTO NELLA VILLA DI LECCE DI ADRIANA POLI BORTONE
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