antonio gatani e i fratelli davis e giuseppe pino messina cacciatori

CACCIATORI CHE DIVENTANO PREDE - IN PROVINCIA DI MESSINA, TRE PERSONE (ANTONIO GATANI E I FRATELLI DAVIS E GIUSEPPE PINO) SONO STATE UCCISE DURANTE UNA BATTUTA DI CACCIA AL CINGHIALE - LE INDAGINI SI CONCENTRATO SU UN QUARTO UOMO, AMICO DI GATANI, PRESENTE NEI BOSCHI QUELLA MATTINA: È STATO ASCOLTATO PER ORE IN CASERMA COME PERSONA INFORMATA SUI FATTI - IL MISTERO SUL MOVENTE DEI TRE OMICIDI: GATANI, 82ANNI, NON CONOSCEVA I FRATELLI PINO (DI 44 E 26 ANNI). I TRE ERANO TUTTI INCENSURATI...

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Estratto dell'articolo di Francesco Patanè per “la Repubblica”

 

antonio gatani

Testimone, sospettato o semplice amico di Antonio Gatani, l'ottantaduenne di Patti in provincia di Messina ucciso mercoledì mattina con i fratelli Davis e Giuseppe Pino in un bosco di contrada Caristia a Montagnareale sui Nebrodi. La chiave per risolvere il mistero dei tre cacciatori uccisi è il compagno di battute al cinghiale dell'anziano.

 

I carabinieri e il procuratore di Patti mantengono il più stretto riserbo su questo punto, attendono le tre autopsie che verranno effettuate domani per avere un dato incontrovertibile. Ieri per tutto il giorno i Ris di Messina sono tornati sul luogo del ritrovamento per repertare ogni frammento utile alle indagini.

 

A Patti amici e parenti continuano a ripetere che Antonio Gatani non è andato da solo a caccia: l'amico sarebbe passato a prenderlo intorno alle 6, poi avrebbero fatto tappa nella piccola campagna di Gatani per prendere il cane, indispensabile per stanare i cinghiali.

giuseppe pino

 

L'anziano era originario di Montagnareale, conosceva a memoria i posti. Era sposato e prima di andare in pensione era stato un camionista. Suo figlio Giovanni ha un'officina meccanica a Librizzi a pochi chilometri da Patti. Ieri le uniche parole sono state: «Non usciva mai da solo per andare a caccia» prima di chiudersi in un doloroso silenzio.

 

Il compagno di caccia di Gatani sarebbe stato con lui mercoledì. Una ricostruzione che gli inquirenti non confermano. L'uomo è stato sentito per ore in caserma come persona informata dei fatti. La procura non conferma se è indagato. C'è poi il mistero del cane da caccia ritrovato nell'auto di Gatani. Possibile che l'ottantaduenne non si sia portato il cane nel bosco e l'abbia lasciato in auto? Difficile crederlo.

 

Per questo per amici e parenti qualcuno ce l'ha rimesso. Prende sempre più piede, dunque, la pista di un quarto uomo. Gli esami delle ferite, l'angolazione dei colpi, il tipo di proiettile e gli esami balistici chiariranno quali armi hanno ucciso i tre. I fucili ritrovati accanto ai corpi o altre fatte sparire da un quarto uomo. Rimane un mistero il movente.

 

davis pino

Gatani e i fratelli Pino non si conoscevano e tutti erano incensurati. A San Pier Niceto, il comune dove vive la famiglia Pino, tutti si conoscono e non si spiegano la tragedia. Anche lì in pochi credono che si sia trattato di un incidente. I due fratelli sono incensurati, la famiglia è testimone di Geova. I due sono sposati e lavorano nella ditta edile fondata dal padre.

 

Giuseppe e Davis avevano altri tre fratelli e due sorelle. Mercoledì mattina sono partiti all'alba in due, mentre di solito erano in quattro ad avventurarsi nei boschi per cacciare i cinghiali. Doveva raggiungerli il padre a metà mattina ma a quanto pare già alle 10 i telefoni dei due suonavano a vuoto. [...]