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MA È L’ARBITRO O UN AGENTE DELLA DOGANA? – IN PROVINCIA DI PADOVA, POCO PRIMA DEL MATCH DI SECONDA CATEGORIA TRA SAN FIDENZIO POLVERARA E IL SAN PRECARIO, IL DIRETTORE DI GARA HA CHIESTO A DUE CALCIATORI EXTRACOMUNITARI DI MOSTRARGLI IL PERMESSO DI SOGGIORNO – LA DENUNCIA DEL PRESIDENTE DEL SAN PRECARIO: “UN EPISODIO AL LIMITE DELL'ASSURDO. IN ROSA ABBIAMO ANCHE UN ALTRO EXTRACOMUNITARIO, MA PER LUI, AL CONTRARIO DEI DUE RAGAZZI NERI, NON È STATO CHIESTO NULLA…”
(ANSA) - Un arbitro chiede il permesso di soggiorno a due giovani calciatori di calcio extracomunitari prima di scendere in campo e scoppia la polemica, coinvolgendo la Figc veneta per un approfondimento sul caso. E' accaduto nel padovano, come riporta Il Gazzettino, dove domenica scorsa si affrontavano la squadra locale, San Fidenzio Polverara e il San Precario, nella tredicesima giornata del campionato di Seconda Categoria del girone M, partita vinta dalla prima per 3 a 2.
Al momento del riconoscimento dei giocatori l'arbitro avrebbe chiesto al dirigente della squadra ospite di mostrargli il permesso di soggiorno dei due giocatori extracomunitari.
"Un episodio al limite dell'assurdo - ha detto il presidente del San Precario, Roberto Mastellaro -. Non so se l'arbitro abbia sbagliato per una sua leggerezza o dove volesse arrivare. Ma l'abbiamo trovato discriminatorio: in 18 anni non mi era mai capitato. In rosa abbiamo anche un altro extracomunitario dal doppio passaporto inglese e slovacco, ma per lui, al contrario dei due ragazzi neri, non è stato chiesto nulla".
La vicenda è stata confermata anche dai dirigenti della squadra di casa: "la richiesta dell'arbitro - ha aggiunto Daniele Trivellato, segretario del Polverara San Fidenzio - mi è sembrata davvero strana". Nel frattempo sono stati informati i dirigenti federali che si sono riservati di svolgere un approfondimento.
"Ho chiesto a Mastellaro- ha spiegato il numero uno della Figc veneta, Giuseppe Ruzza - di scrivermi due righe di quanto accaduto e lasciarmi il tempo per documentarmi e saperne di più". "E' un episodio che devo verificare prima di procedere - ha osservato il presidente Aia Veneto, Tarcisio Serena - , ma nel modo più assoluto nessun permesso di soggiorno deve essere mai richiesto dall'arbitro: non è mica un ufficiale giudiziario. le modalità di riconoscimento per un tesserato sono quattro: il documento d'identità, il tesserino federale, la conoscenza diretta da parte dell'arbitro e la foto del tesserato autenticata dal Comune".
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