roberto guerrino jahwar kadir

"NON VOLEVO UCCIDERLO. IN QUEL MOMENTO MI SONO SENTITO USATO..." - L'ASSURDO RACCONTO DI JAHWAR KADIR, IL 19ENNE MAROCCHINO CHE HA UCCISO L'INTERPRETE ROBERTO GUERRINO DURANTE UN INCONTRO SESSUALE: IL RAGAZZO FACEVA L'ESCORT PER SOLDI E SI SENTIVA...USATO? - KADIR SOSTIENE DI ESSERE FIDANZATO CON UNA RAGAZZA: HA QUALCHE PRECEDENTE E LAVORA COME PIZZAIOLO GUADAGNANDO 500 EURO AL MESE (IN NERO): PER ARROTONDARE HA INIZIATO A PROSTITUIRSI - ALL'APPUNTAMENTO CON GUERRINO, KADIR ERA ANDATO CON UN AMICO 17ENNE, RIMASTO A FARE DA PALO FUORI DALL'ABITAZIONE: "RICORDO DI AVERLO PRESO A PUGNI, NON SI È CONSUMATO ALCUN RAPPORTO" - PER IL PM, LA VERSIONE DEL RAGAZZO NON COMBACIA CON I RISULTATI DELL'AUTOPSIA: LA VITTIMA È STATA COLPITA CON UNA VIOLENZA SPROPOSITATA, ANCHE CON UNA STATUETTA DI BUDDHA...

Vai all'articolo precedente Vai all'articolo precedente
guarda la fotogallery

Estratto dell’articolo di Carmine R. Guarino, Massimo Pisa per www.repubblica.it

JAHWAR KADIR

 

Lo hanno acciuffato lunedì sera sulla banchina della stazione di Melzo, in spalla uno zaino con i panni puliti appena chiesti a un amico, nella mano la mano della fidanzata Honey: “Andavamo a Bergamo a casa di un’amica al lago — minimizza lei — una vacanza di quattro giorni”.

 

In casa, i carabinieri della compagnia Duomo e della squadra Omicidi del Nucleo investigativo le troveranno un iPad, regalato dal fidanzato Jahwar Kadir, ultimo pezzo della refurtiva portata via da casa di Roberto Guerrino, il traduttore simultaneo 60enne (un luminare nel suo campo, fece da interprete al presidente Sergio Mattarella e ai reali d’Inghilterra) trovato cadavere nella sua casa di via Oxilia lo scorso 13 giugno con il cranio fracassato da un pestello e una statuetta di buddha della sua collezione.

 

roberto pietro guerrino 1

Per quel delitto gli investigatori coordinati dal pm Carlo Scalas hanno fermato proprio il 19enne marocchino nato a Treviglio, qualche precedente e un lavoro da pizzaiolo in nero da 500 euro scarsi al mese, che aveva pensato di arrotondare con incontri a pagamento.

 

Da Guerrino, la sera del 12 giugno, Jahwar Kadir era andato accompagnato da un amico 17enne, rimasto a fare da “palo” in cortile: la sua posizione da indagato a piede libero è al vaglio della Procura dei minori.

carabinieri a casa di roberto pietro guerrino

 

Mentre il 19enne, interrogato nel carcere di San Vittore dal gip Sofia Mancini, che ha convalidato il fermo per omicidio volontario e rapina, ha confessato: "Ammetto il fatto, non è stato volontario”, ha detto tra le lacrime, rivelando di aver portato via 150 euro in contanti, due cellulari, un paio di cuffie, un pc e il tablet regalato alla fidanzata.

 

Le telecamere di zona hanno filmato la fuga dei due ragazzi attraverso il metrò preso alla fermata Rovereto e poi in treno fino a Melzo, nell’hinterland est di Milano. “Ho guardato la partita”, racconta Jahwar Kadir, tradito inoltre da un’impronta palmare intrisa di sangue e stampata su un mobile in legno della sala: secondo i Ris di Parma coincide per 31 minuzie con la sua.

roberto pietro guerrino 3

 

“Ricordo di averlo preso a pugni, non si è consumato alcun rapporto — ha proseguito il giovane tra i singhiozzi, assistito dall’avvocato Bruno Locoratolo — l’ho picchiato ma non volevo che morisse, non era mia intenzione». Insiste sul rimorso. “Non volevo ucciderlo, me ne pento ogni giorno. In quel momento mi sono sentito usato”.

 

Nei dieci giorni tra il delitto e il fermo, però, Jahwar Kadir era già scappato in treno, attraversando l’Italia oltre lo stretto di Messina: il 19 giugno una pattuglia dei carabinieri lo aveva sorpreso a dormire in auto a Patti e da lì era risalito fino a Melzo.

ROBERTO PIETRO GUERRINO

 

Intercettato, aveva spiegato a un amico: “Ho cambiato posizione, zio". Ma, sospettando di essere intercettato (“Non facciamo sapere i c... miei alla gente, fra’”) non aveva rivelato altro ("Tu vai tra’, ti vengo a trovare io”), lasciando intuire qualcosa: “Giù in realtà ho trovato un sacco di persone fra’ — proseguiva — hai presente com’è fatta l’Italia, hai presente il tacco? Ok, all’inizio del tacco, quasi in mezzo”. [...]