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“JUAN CARLOS È DELUSO DA FELIPE, SI SENTE TRADITO” – SIR PAUL PRESTON, IL BIOGRAFO DEL RE SPAGNOLO SPEDITO IN ESILIO AD ABU DHABI, NON LE MANDA A DIRE AL MANDRILLONE CHE, NONOSTANTE GLI SCANDALI, CONTINUA A VIVERE NEGLI AGI: “SI È LAMENTATO DI ESSERE ‘L’UNICO SPAGNOLO A NON RICEVERE LA PENSIONE’. COME SE FOSSE RIDOTTO IN MISERIA! IL SUO REGNO È ANDATO IN CRISI PER IL DENARO E DONNE. UN RE CHE VIVE NEL LUSSO SPUDORATO, BASATO SULLA CORRUZIONE, È INVISO A UN POPOLO CHE FATICA A SOSTENERE IL CRESCENTE COSTO DELLA VITA. SECONDO, GLI ADULTERI SU SCALA INDUSTRIALE. ERA ESAGERATO, A TRATTI IMBARAZZANTE E...”
Estratto dell’articolo di Enrico Franceschini per www.repubblica.it
RE JUAN CARLOS CON UNA CRAVATTA GIALLA
[...] dal suo dorato esilio ad Abu Dhabi, [...] Juan Carlos di Borbone. L’ex re di Spagna che ha pilotato la transizione pacifica degli equilibri di potere – dal franchismo al peso del parlamento – ha avuto anche un ruolo chiave nello sventare il colpo di Stato pianificato dai nostalgici di Franco.
Nel 2014, tra accuse di corruzione e adulterio, è stato costretto ad abdicare, lasciando il trono al figlio Felipe. Oggi, a 88 anni, JC rimane una delle figure di primo piano del XX secolo, protagonista e testimone della storia. Rileggere la sua vita è anche un modo per guardare a cos’era un tempo la Spagna e a cosa è diventata oggi. Lo spiega uno storico che l’ha conosciuto, ovvero sir Paul Preston, autore della biografia regale definitiva: Downfall of a King (HarperCollins).
libro downfall of a king paul preston
[...]
Oggi come sono i rapporti tra l’ex sovrano e il figlio Felipe?
“Molto freddi. Juan Carlos dà l’impressione di essere rimasto deluso da Felipe e di sentirsi tradito, perché il figlio non lo ha difeso, come si aspettava, dalle accuse di corruzione con tutte le conseguenze che hanno comportato. Una reazione sbagliata, a parere mio, perfino ridicola. Come quando, nel suo memoir, l’ex-re si lamentava di essere “l’unico spagnolo a non ricevere la pensione”... come se fosse ridotto in miseria! Tutti sanno che anche adesso, in esilio, vive nel lusso sfrenato”.
Quali sono le principali differenze caratteriali tra Felipe e Juan Carlos?
“Nonostante tutti i difetti che hanno portato alla sua caduta, Juan Carlos è un uomo estremamente caloroso, amabile e simpatico, almeno lo è stato finché ha rivestito il suo ruolo regale. [...]
Felipe, forse anche per effetto di quello che è capitato al padre, è l’esatto contrario: freddo, rigido, formale. In un certo senso, i due sovrani rappresentano l’opposto di quello che abbiamo avuto nel Regno Unito: la regina Elisabetta, fredda, formale, fedele al protocollo, ha avuto un successore come Carlo, re assai più estroverso. Qualcuno dice anche troppo”.
Facciamo un lungo passo indietro: mezzo secolo fa cosa spinse Juan Carlos, erede designato del franchismo, a sostenere il passaggio dalla dittatura alla democrazia?
“Per certi versi la sua decisione fu sorprendente. Francisco Franco, che lo aveva allevato come il proprio erede, sarebbe stato il primo a sorprendersi: era sicuro che, con Juan Carlos, la dittatura franchista sarebbe proseguita sotto il manto della monarchia. Non è che Juan Carlos fosse cresciuto con un’ardente fede democratica. Ma sapeva ascoltare e vari fattori influirono sulla sua storica scelta.
juan carlos e francisco franco
Pesarono i consigli della moglie, Sofia, la cui famiglia aveva sofferto sotto il franchismo, e che era inoltre molto legata al principe Filippo, il marito della regina Elisabetta, dunque a un riuscito modello di monarchia costituzionale e democratica. Ricevette inoltre molti consigli dagli ambasciatori di Gran Bretagna, Stati Uniti e Germania: gli fecero capire che la scelta democratica era l’unica per modernizzare l’economia e la società spagnola. Documenti di archivio, resi pubblici solo negli ultimi anni, hanno dimostrato che anche Henry Kissinger influì sulla sua decisione, convincendolo che la monarchia spagnola poteva sopravvivere solo legandosi alla democrazia”.
Juan Carlos ebbe davvero un ruolo chiave nello spegnere sul nascere il golpe del colonnello Tejero, nel 1981?
“Assolutamente sì. Il re a quel punto non aveva più alcun dubbio sul fatto che la Spagna andava governata democraticamente dai partiti. Quando qualcuno dei generali nostalgici del franchismo, nei mesi precedenti gli sussurrava le parole “colpo di Stato”, Juan Carlos annuiva facendo credere di essere d’accordo, ma solo perché era abituato a dare ragione all’interlocutore. [...]”.
RE JUAN CARLOS CON UNA CRAVATTA GIALLA
I suoi rapporti con Felipe Gonzales, primo capo del governo socialista?
“C’era grande intesa, si somigliavano molto, entrambi dotati di senso dell’umorismo... due “piacioni”. Appena Gonzales fu rimpiazzato dal conservatore José María Aznar, un collaboratore passò il telefono al re dicendogli: “Maestà, il primo ministro desidera parlarle con urgenza!” . E Juan Carlos, sovrappensiero, prese la cornetta e fece la gaffe: “Felipe carissimo...!”. Aznar, che aveva un caratteraccio, non gliel’ha mai perdonata”.
Juan Carlos era un re popolare: perché il suo regno è andato in crisi?
“Per due motivi: denaro e donne. Primo, la corruzione: un re che vive nel lusso spudorato e basato sulla corruzione è inviso a un popolo che fatica a sostenere il crescente costo della vita. Secondo, gli adulteri su scala industriale. Era esagerato, a tratti imbarazzante. Chi avrebbe potuto sentirsi rappresentato?”
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