andrea stroppa incidente auto mirco garofano

LA PROCURA DI ROMA HA CHIUSO LE INDAGINI SULL’INCIDENTE CAUSATO DA ANDREA STROPPA, UOMO DI MUSK IN ITALIA CHE, A ROMA, INVESTÌ E UCCISE MIRKO GAROFANO - SECONDO I DATI DEL GPS INSTALLATO SULL'AUTO, STROPPA, CHE RISCHIA IL PROCESSO, SFRECCIAVA A UNA VELOCITÀ DI 94 CHILOMETRI ORARI IN UN TRATTO DOVE IL LIMITE È DI 50 - I FATTI CONTESTATI ALL’UOMO DI MUSK RISALGONO ALLO SCORSO 31 GENNAIO - IL MISTERO: IL GIOVANE INFORMATICO È SOTTO SCORTA. COME MAI QUELLA SERA ERA DA SOLO?

Vai all'articolo precedente Vai all'articolo precedente
guarda la fotogallery

Estratto dell'articolo di Andrea Ossino per www.repubblica.it

 

andrea stroppa foto lapresse 1

La corsa oltre i limiti consentiti, poi l’impatto e la morte di un ragazzo che aveva appena compiuto 18 anni: Andrea Stroppa, il volto di Elon Musk in Italia, rischia di dover affrontare un processo per omicidio stradale.

 

La procura di Roma ha infatti concluso le indagini, atto che solitamente precede la richiesta di rinvio a giudizio. Inizialmente Stroppa sembrava estraneo ai fatti contestati, visto che la vittima era passata con il rosso da un attraversamento pedonale.

 

ottavo re di roma - incidente in cui e coinvolto andrea stroppa

Poi la scrupolosità della pm Rita Ceraso ha chiarito un aspetto non secondario: la Smart guidata da Stroppa aveva un dispositivo satellitare. Rivela un dato: l’auto viaggiava a una velocità di 94 chilometri orari in un tratto dove il limite è di 50.

 

[...] I fatti contestati all’uomo di Musk risalgono al 31 gennaio. Mancano 2 ore e 17 minuti al nuovo anno quando, in via Fiorentini – nel quartiere Collatino – Andrea Stroppa impatta contro il diciottenne.

 

«Ho investito una persona, è grave», dice il 32enne nella chiamata registrata dall’Ares. Inutili i tentativi di soccorso. Un testimone conferma: «La Smart di Stroppa non avrebbe potuto evitarlo, io ci sono riuscito per miracolo», dice agli agenti della polizia locale, spiegando che l’impatto sarebbe avvenuto a una velocità compatibile – orientativamente – con i limiti consentiti.

 

andrea stroppa foto lapresse 3

Non era così, il testimone si era sbagliato. O almeno è questo che emerge dal dispositivo satellitare UnipolTech installato sulla Smart dall’Unipol Assicurazioni. Secondo la procura, infatti, Stroppa viaggiava al doppio rispetto al limite consentito.

 

La perizia sulla dinamica dell’incidente voluta dal pm Rita Ceraso ha convinto poi l’accusa a chiudere le indagini. L’ipotesi è che sia avvenuto un «concorso di colpa».

 

Nel mirino degli investigatori, durante le indagini, anche i vetri delle portiere oscurati nella Smart di Stroppa: è vietato. C’è poi un altro aspetto non penalmente rilevante.

 

andrea stroppa

Perché alle 20.50 del 31 gennaio, in via Filippo Fiorentini, Stroppa era da solo? L’informatico è sotto scorta. Lo è da mesi. Da quando, la scorsa primavera, c’è stato un attentato incendiario. C’è anche chi sostiene che una possibile tutela era in discussione anche prima, a gennaio, dopo alcune minacce di morte. Poi non si era concretizzata. Ma il 31 marzo qualcosa è cambiato.

 

È stato preso di mira il Tesla Center di via Serracapriola. Qualcuno ha innescato tre dispositivi incendiari, in tre punti diversi. Sedici auto elettriche sono state distrutte dalle fiamme. La minaccia è stata discussa in prefettura. Da qui la decisione di tutelare l’imprenditore con un servizio di sicurezza.

ANDREA STROPPA ELON MUSK

 

Quando si parla di scorte occorre tenere presente che esistono quattro livelli, a seconda dei rischi valutati dall’Ufficio Centrale Interforze per la Sicurezza Personale, l’Ucis. In sostanza cambia la presenza di più o meno agenti, di macchine blindate. Una regola però resta invariata: la persona da tutelare viene accompagnata dove vuole, non si può lasciare da sola. Sempre. E allora perché quella sera Stroppa era da solo? È uscito senza avvisare gli agenti? [...]

ELON MUSK ANDREA STROPPA