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SE MI ACCUSI NON VALE – JULIO IGLESIAS CHIEDE L’ARCHIVIAZIONE DELL’INDAGINE APERTA NEI SUOI CONFRONTI PER PRESUNTE AGGRESSIONI SESSUALI AI DANNI DI DUE EX DIPENDENTI DEL CANTANTE – PER L’AVVOCATO DELL’82ENNE (LO STESSO DI CRISTIANO RONALDO), I TRIBUNALI SPAGNOLI NON AVREBBERO ALCUNA GIURISDIZIONE SUI FATTI DENUNCIATI, AVVENUTI NEL 2021 NELLA REPUBBLICA DOMINICANA E ALLE BAHAMAS – OLTRE ALLA RICHIESTA DI CHIUDERE IL CASO, I LEGALI DI IGLESIAS SOSTENGONO CHE L’INCHIESTA ABBIA CAUSATO “DANNI REPUTAZIONALE GRAVI E IRREVERSIBILI” AL CANTANTE...

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Da www.leggo.it

 

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Julio Iglesias chiede di chiudere il caso. Il celebre cantante spagnolo, 82 anni, ha presentato un’istanza formale per l’archiviazione dell’indagine aperta nei suoi confronti per presunte aggressioni sessuali, contestando in modo netto la competenza della magistratura spagnola.

 

Secondo quanto emerge da un atto depositato lunedì 19 gennaio presso l’Audiencia Nacional di Madrid, e visionato dai media iberici, la difesa dell’artista sostiene che i tribunali spagnoli non abbiano alcuna giurisdizione sui fatti denunciati, che sarebbero avvenuti nel 2021 nella Repubblica Dominicana e alle Bahamas. Luoghi in cui, secondo l’impianto difensivo, le presunte vittime avrebbero dovuto presentare eventuali denunce.

 

Le accuse arrivano da due ex collaboratrici, che affermano di aver subito abusi mentre lavoravano per Iglesias. Il cantante ha sempre respinto ogni addebito. Nel documento di 15 pagine, indirizzato al procuratore capo dell’Audiencia Nacional, l’avvocato Javier Choclán – noto per aver assistito numerosi personaggi pubblici, tra cui Cristiano Ronaldo – definisce «non ammissibile» il protrarsi di un’indagine da parte di un’autorità giudiziaria che, a suo dire, sarebbe «notoriamente priva di competenza». Oltre all’archiviazione, la difesa chiede di poter accedere immediatamente agli atti e di partecipare attivamente al procedimento.

 

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Un passaggio centrale dell’istanza riguarda il cosiddetto danno reputazionale: secondo Choclán, la diffusione mediatica del contenuto delle denunce, alimentata da indiscrezioni e interviste, avrebbe trasformato il caso in un processo pubblico prima ancora di qualsiasi valutazione giudiziaria formale, con conseguenze pesanti sull’immagine internazionale dell’artista.

 

Nel mirino anche l’ipotesi che le denuncianti possano essere ascoltate come testimoni protetti. Una scelta che la difesa definisce «processualmente anomala», sostenendo che l’esposizione volontaria sui media renderebbe incompatibile la tutela dell’anonimato nei confronti dell’indagato.

 

L’avvocato insiste inoltre sulla necessità che Julio Iglesias possa essere presente durante eventuali dichiarazioni delle accusatrici, rivendicando il diritto a una difesa immediata e senza ritardi, considerata essenziale per dimostrare quella che viene definita la «falsità» delle accuse.

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Nel documento si fa infine riferimento alla possibilità di ulteriori azioni legali da parte del cantante per tutelare i propri diritti, denunciando quello che viene descritto come un uso strumentale del procedimento penale e una pressione mediatica tale da causare un danno personale e professionale «difficilmente riparabile», in assenza di una decisione giudiziaria definitiva.

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