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"I RAGAZZI FERITI AL 'CONTELLATION' SONO RIMASTI SEMINUDI SUL MARCIAPIEDI CON LA PELLE CHE SI STACCAVA PER LE USTIONI" - L'AVVOCATO DI UNA DELLE GIOVANI CHE SI TROVAVA NEL LOCALE DI CRANS-MONTANA DENUNCIA I RITARDI DEI SOCCORSI DOPO L'INCENDIO "I FERITI ERANO SENZA BOMBOLE DI OSSIGENO NÉ COPERTE TERMICHE A UNA TEMPERATURA SOTTOZERO. E' UNA VERGOGNA SULLA QUALE BISOGNA INDAGARE. EMERGONO CHIARE RESPONSABILITÀ DEL COMUNE E DEL CANTONE: COME È POSSIBILE CHE UNA LOCALITÀ COSÌ RINOMATA NON FOSSE ATTREZZATA PER GESTIRE EMERGENZE IN UN PERIODO COME CAPODANNO CON MIGLIAIA DI TURISTI"
CRANS, SOCCORSI NEL MIRINO “FERITI ABBANDONATI PER ORE MANCAVA ANCHE L’OSSIGENO”
Estratto dell’articolo di Stefano Sergi per “la Stampa”
telefonate di soccorso per il rogo di capodanno a le constellation a crans montana
«Quei ragazzi feriti sono rimasti seminudi sul marciapiedi con la pelle che si staccava per le ustioni, avvelenati dalle inalazioni tossiche, senza bombole di ossigeno né coperte termiche a una temperatura sottozero. E' una vergogna sulla quale bisogna indagare. Emergono chiare responsabilità del Comune e del Cantone».
Fabrizio Ventimiglia, avvocato milanese che rappresenta i famigliari di Sofia Donadio ferita nel rogo di Crans-Montana, alza il tono della voce mentre fuma nervosamente sul gelido piazzale della Hes-So, la Scuola di Alta Specializzazione di Sion. Ha appena depositato alla Procura svizzera un'istanza per chiedere indagini mirate sull'intera gestione dell'emergenza nella notte in cui al Constellation sono bruciate le vite di 41 ragazzi, lasciandone altri 120 con ferite nel corpo e nell'anima che non guariranno mai.
«Emerge un contesto di responsabilità che va ben oltre i Moretti (Jacques e la moglie Jessica, proprietari del locale e tra gli indagati, ndr) - aggiunge -. Quello che è successo è inaccettabile». «La gestione dei soccorsi - prosegue il legale - è stata deficitaria e ha comportato un aggravamento delle lesioni riportate dai feriti.
telefonate di soccorso per il rogo di capodanno a le constellation a crans montana
Basti pensare che la nostra assistita ha ricevuto le prime cure specialistiche solo molte ore dopo a Losanna; le sostanze tossiche inalate sono rimaste a lungo nei polmoni rendendo ancora più critica la situazione, così come le ustioni sono state adeguatamente trattate solo nel pomeriggio del 1° gennaio e hanno quindi potuto continuare ad agire, aggravando i danni al tessuto cutaneo».
«Come è possibile - conclude - che una località così rinomata nel mondo non fosse attrezzata per gestire emergenze in un periodo come Capodanno con migliaia di turisti? Come è possibile che mancassero i primi presidi medici, le coperte termiche, le bombole di ossigeno, le ambulanze?».
L'inchiesta si stringe attorno alle autorità di Crans-Montana, Comune in primis, a giudicare da quanto emerge nelle lunghissime giornate di interrogatori degli indagati di fronte a un plotone di oltre 50 avvocati.
[...] Comune e Cantone Vallese avevano indicato una priorità nella ripartenza dei controlli: prima gli ospedali, le strutture sanitarie, le case di riposo e le scuole, poi i locali pubblici. [...]
CRANS, L’EX DIRIGENTE DEL COMUNE: «POCHE RISORSE PER LA SICUREZZA»
Alessandro Fulloni per il “Corriere della Sera”
incendio alla discoteca le constellation crans montana 3
«A causa dei problemi di organico non avevamo risorse per fare i controlli sulla sicurezza dei locali pubblici e avevamo anche problemi con il software per la cui sostituzione abbiamo impiegato molto tempo. Di tutto questo avevamo informato il Comune». Ai pm che lo hanno interrogato per circa 12 ore, ieri lo ha detto Ken Jacquemoud, responsabile della sicurezza del Comune di Crans-Montana dal 2017 al 2024.
L’uomo è una figura chiave nell’inchiesta, tanto da essere finito nel registro degli indagati assieme al suo successore nell’incarico, Christophe Balet, e ai proprietari del Constellation, Jacques e Jessica Moretti. Davanti alla procuratrice aggiunta Catherine Seppey e a una cinquantina di legali, tra difese e parti civili, Jacquemoud ha parlato della mousse insonorizzante, quella che, acquistata dal Corso per pochi spiccioli in un grande magazzino, avrebbe dato il via all’incendio (con 41 morti) una volta raggiunta dalle fiammelle delle «bottiglie scintillanti». «Quella schiuma? Non sapevo fosse pericolosa — ha affermato —. E poi per legge non ero tenuto a controllarla», dato che a lui spettava la verifica «solo sui materiali da costruzione».
telefonate di soccorso per il rogo di capodanno a le constellation a crans montana
Una risposta che è la «fotocopia» di quella data ai pm venerdì da Balet e che ha fatto di nuovo sobbalzare gli avvocati delle vittime: «Ma allora a chi toccava chiarire se la mousse fosse a norma oppure no?».
Jacquemoud — attualmente responsabile della sicurezza nel Comune di Val d’llliez — è finito sotto inchiesta per aver partecipato, nel 2018 e nel 2019, a due ispezioni al Constellation. Quando gli hanno chiesto quale fosse stato l’esito di quei controlli, lui — seduto accanto a David Aïoutz, il legale che lo assiste — ha risposto: «Non ricordo, dovrei riguardare le mie carte».
Però agli atti ci sono i documenti consegnati dallo stesso Comune di Crans in cui Jacquemod sigla, in entrambe le verifiche, una sorta di «tutto a posto» cautelandosi con delle prescrizioni di poco conto che però non è chiaro se siano state fatte. [...]
incendio alla discoteca le constellation crans montana 5
persone davanti al bar le constellation dopo la strage di capodanno 1
incendio alla discoteca le constellation di crans montana 7
incendio alla discoteca le constellation crans montana 1
INCENDIO A LE CONSTELLATION A CRANS MONTANA
jessica e jacques moretti
jacques moretti
incendio a le constellation a crans montana, in svizzera 1
persone davanti al bar le constellation dopo la strage di capodanno 3
fontanelle sullo champagne le constellation crans montana
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