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CON L'IA TUTTI POSSONO DIVENTARE BIO-TERRORISTI! - LA VIROLOGA ILARIA CAPUA E L'UTILIZZO DELL'INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER SVILUPPARE ARMI BATTERIOLOGICHE: "PUÒ ESSERE RIVOLTA CONTRO DI NOI, COMBINANDO DUE PROPRIETÀ: L’ALTA LETALITÀ E L’ALTA CONTAGIOSITÀ. UN FATTORE DI MOLTIPLICAZIONE DEL RISCHIO È LA CADUTA DELLE BARRIERE DELLA LOGISTICA E DELL’ABILITÀ MANUALE. LE TECNOLOGIE SONO SEMPRE PIÙ ACCESSIBILI E CHI PROGETTA NON DEVE PIÙ NECESSARIAMENTE SAPER ESEGUIRE: PUÒ ORDINARE LE SUB-UNITÀ DA ASSEMBLARE PER IL DISEGNO CRIMINALE E VEDERSELE RECAPITATE PER POSTA. IL RISULTATO È CHE I POTENZIALI BIOTERRORISTI POTREBBERO ESSERE MOLTI DI PIÙ, DISLOCATI IN CHISSÀ QUALE ANGOLO DEL MONDO E DIFFICILI DA DA FERMARE..."

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Estratto dell'articolo di Ilaria Capua per il “Corriere della Sera”

 

guerra batteriologica - virus

Era il gennaio 2012, quasi quindici anni fa. Nel mondo della virologia, accadde una cosa più unica che rara. Con altri trentotto ricercatori annunciammo su Science e su Nature una pausa volontaria degli esperimenti che rendevano l’H5N1, il virus dell’influenza aviaria, potenzialmente più pericoloso perché trasmissibile da uomo a uomo. Erano i cosiddetti studi di «gain of function», cioè di acquisizione di funzione:

 

si modifica un virus in laboratorio per capire come si innesca una pandemia per prepararsi meglio ad affrontarla. Allora ci facemmo una domanda: e se quella metodologia sperimentale finisse nelle mani sbagliate? La moratoria doveva inizialmente durare sessanta giorni ma durò un anno. [...]

ilaria capua

 

Da allora i tempi sono molto cambiati. Ci sono guerre ostinate che ci sembrano senza limiti e a loro sostegno è arrivata l’intelligenza artificiale che ha stravolto gli scenari bellici e non solo. Lo dice forte e chiaro il recente rapporto della Commissione Lancet sulle minacce globali alla salute nel XXI secolo, che ha classificato e quantificato centinaia di rischi per la salute dell’umanità da qui al 2100.

 

guerra batteriologica - virus

Il dato più allarmante del rapporto è che due di queste minacce hanno un potenziale di estinzione per l’umanità. Una è la guerra nucleare. L’altra l’uso malevolo dell’intelligenza artificiale che comprende lo sviluppo di armi biologiche. E, secondo le nostre stime, quest’ultimo è un danno in larga parte evitabile.

 

Ma perché, quando si parla di bioterrorismo, l’intelligenza artificiale è così pericolosa? Gli strumenti di progettazione biologica basati sull’IA sono usati per accelerare la ricerca di nuovi farmaci e di nuovi vaccini: e lo stanno facendo. Il punto è che la stessa capacità — disegnare a tavolino microrganismi mai visti prima, scegliendone le caratteristiche — può essere rivolta contro di noi, combinando due proprietà che in natura raramente coesistono nello stesso agente patogeno: l’alta letalità e l’alta contagiosità.

guerra batteriologica - virus

 

Un fattore di moltiplicazione del rischio è la caduta delle barriere della logistica e dell’abilità manuale. Le tecnologie sono sempre più accessibili e, grazie alla diffusione di procedure automatizzate e di servizi su commissione, chi progetta non deve più necessariamente saper eseguire: può ordinare le subunità da assemblare per il disegno criminale e vedersele recapitate per posta.

 

Il risultato è che i potenziali bioterroristi non sono più poche decine di persone identificabili, come nel 2012. Potrebbero essere molti di più, dislocati in chissà quale angolo del mondo e difficili da intercettare e da fermare. E poi lo sappiamo: la tecnologia corre più veloce di qualsiasi comitato etico, sempre ammesso che in quella parte del mondo un comitato etico ci sia.

 

ILARIA CAPUA 1

[...] Oltre ad una necessaria autoregolamentazione almeno in questo campo, servono regole condivise a livello internazionale e limiti invalicabili di legge all’accesso agli strumenti di progettazione biologica. Non possiamo più esimerci dall’implementazione di controlli obbligatori su chi sintetizza materiale genetico su ordinazione e da una sorveglianza permanente delle minacce. [...]

guerra batteriologica - virus