DAGOREPORT - COME MAI I CAMERATI VIA DELLA SCROFA HANNO MESSO SU UNA SCENEGGIATA PER SPUTTANARE LA…
“MIA MADRE MI HA CARICATA IN MACCHINA, MI HA PORTATA IN GIRO NELLE ZONE PIÙ MALFAMATE DELLA CITTÀ E MI HA DETTO: ‘QUI CI SARÀ QUALCUNO CHE TI STUPRERÀ’” – L’INCUBO VISSUTO PER ANNI DA UN 20ENNE DI TORINO CHE HA DENUNCIATO I GENITORI CHE NON ACCETTAVANO LA SUA IDENTITÀ SESSUALE E LA SUA VOLONTA' DI AVVIARE UNA TRANSIZIONE E DIVENTARE UNA RAGAZZA: “MIO PADRE MI HA PICCHIATO CON IL MANICO DELLA SCOPA SULLA SCHIENA FINO A FARMI USCIRE IL SANGUE. MENTRE MI PICCHIAVA MI RIPETEVA: ‘TU SEI LA DISGRAZIA DELLA NOSTRA FAMIGLIA’. ME NE SONO ANDATA DI CASA E LO HANNO MINACCIATO DI TOGLIERMI LA RESIDENZA ANAGRAFICA COSÌ AVREI PERSO L'ASSISTENZA SANITARIA...”
Estratto dell’articolo di Elisa Sola per "la Stampa"
Quattro mesi dopo essere scappata di casa. Quattro mesi dopo avere trovato rifugio nell'alloggio di un'associazione e avere iniziato la transizione, è entrata in un commissariato di polizia: «Voglio denunciare i miei genitori».
L'hanno registrata con il nome che ancora figura all'anagrafe, quello di un maschio. Ma lei, che oggi ha più di vent'anni, si sente femmina da quando ne ha 13. [...]
ha chiesto aiuto a un gruppo di agenti in servizio il 5 agosto 2025. «Sono qui perché la mia famiglia non ha mai accettato la mia identità di genere e il mio orientamento sessuale. Sono anni che subisco maltrattamenti. Quando sono iniziati avevo solo 13 anni. Mia madre ha scoperto tutto da sola. Senza che io le dicessi nulla. Non mi sentivo come un maschio ordinario. Quella sera ero in cameretta. Stavo guardando un video dove c'erano una ragazza trans e un maschio. Mia mamma mi ha vista che lo guardavo.
Mi ha presa con forza e caricata in macchina. Mi ha portata in giro nelle zone più malfamate della città e mi ha detto: Qui ci sarà qualcuno che ti stuprerà».
Sono due genitori di 53 e 44 anni. Hanno in mano un foglio. Non capiscono.
C'è scritto: «maltrattamenti». [...] All'avvocata che li difende, Beatrice Manera, dicono: «Non abbiamo mai maltrattato nostro figlio». Hanno chiesto di farsi interrogare. Lo chiamano «figlio». Ma lei è una femmina.
Nel capo di imputazione c'è scritto: «In concorso tra loro, con condotta abituale consistita in violenze fisiche e psicologiche, maltrattavano la figlia convivente determinando in lei uno stato di umiliazione psico fisica e di timore per la propria incolumità fisica. In particolare, non accettavano il suo orientamento sessuale e la sua volontà di intraprendere il percorso di cambiamento di identità di genere, vessandola e discriminandola fin da quando aveva 13 anni, tanto da indurla, nel mese di aprile del 2025 ad allontanarsi da casa». [...] « mi hanno sempre controllata», ha spiegato la ragazza ai poliziotti. «Mia madre di notte entrava in camera mia di nascosto e mi prendeva il telefono. Spiava cosa scrivevo. Le chat. I video. I social».
Poi è arrivata la pandemia. E la convivenza forzata ha complicato tutto. «Un giorno eravamo tutti in giardino, io e i miei fratelli, mia madre e mio padre. Lui mi disse: togliti la maglietta così prendi il sole. Io risposi di no. Aveva capito che non mi sarei mai spogliata. Con il manico di una scopa mi ha colpita sulla schiena fino a farmi venire il sangue sulle ferite. Mentre mi picchiava diceva una frase che mi ha ripetuto molte altre volte: Tu sei la disgrazia della nostra famiglia».
Passano i mesi. E lei, quasi maggiorenne, inizia a pensare a come salvarsi. «Cercavo sul web come funziona la transizione uomo donna. A come fare per andare via da casa. La pressione e i maltrattamenti erano diventati insostenibili. Resistevo solo per i miei fratelli. Non volevo lasciarli. Ho capito che la prima cosa da fare era cercare supporto. Così ho chiesto un colloquio con lo psicologo della scuola».
È l'inizio della rinascita. Il primo passo. «Lo psicologo mi ha messa in contatto con una terapeuta, che a sua volta mi ha mandata all'associazione Quore. Mi hanno accolta e ospitata in una struttura. Mi hanno dato supporto psicologico. Vivo con loro da quattro mesi e mi sento rigenerata». I rapporti con i genitori non migliorano. Anzi.
«Non hanno accettato nemmeno questa mia scelta.
Quando mia madre mi ha scoperta con le valigie in mano ha cercato di fermarmi.
L'ho vista molto provata. Non la vedo da mesi. Ogni tanto mi scrive come sto, dove sono. Ha provato a entrare nel mio rifugio. Ho chiamato la polizia. Avevo paura di essere aggredita. Mi ha minacciata, con mio padre, di togliermi la residenza anagrafica così avrei perso l'assistenza sanitaria. L'ultima violenza è stata chiedermi di firmare un atto in cui io rinuncio a subentrare ai miei genitori nella tutela dei miei fratelli nel caso in cui muoiano». Lei non l'ha firmato. Ed è andata alla polizia.
DAGOREPORT - COME MAI I CAMERATI VIA DELLA SCROFA HANNO MESSO SU UNA SCENEGGIATA PER SPUTTANARE LA…
FLASH! – L’INCAZZATURA DI MELONI CON ROBERTO CINGOLANI? FOLLOW THE MONEY! L’IRRITAZIONE DELLA…
FLASH! – ARICICCIA ''LO STALLONE DI SUBIACO''! COSA INTENDE FRANCESCO LOLLOBRIGIDA QUANDO, OSPITE…
DAGOREPORT – COSA DIRÀ DONALD TRUMP NEL DISCORSO DI STANOTTE? LE CANCELLERIE EUROPEE PREPARANO…
DAGOREPORT – CHI SI ASPETTAVA UNA REAZIONE FURIOSA DI TRUMP AL “NO” ITALIANO ALL’ATTERRAGGIO DI DUE…
DAGOREPORT - IL “NON POSSUMUS” DI GIORGIA MELONI ALL’ATTERRAGGIO DEGLI AEREI STATUNITENSI ALLA BASE…