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L’INSOLITO CLAN-CLAN ALL’OSPEDALE “SAN GIOVANNI BOSCO” DI NAPOLI – IL CLAN CONTINI TENEVA SOTTO CONTROLLO NUMEROSE ATTIVITÀ DELLA STRUTTURA SANITARIA: GRAZIE ALLE MINACCE, MEDICI COMPIACENTI E FALSI TESTIMONI, GESTIVANO IL BUSINESS DELLE TRUFFE AI DANNI DELLE COMPAGNIE ASSICURATIVE, SIMULANDO INCIDENTI - AD ALCUNI ESPONENTI DEL CLAN E DI ALTRE FAMIGLIE MALAVITOSE SAREBBERO STATI GARANTITI “FAVORI” COME IL RILASCIO DI CERTIFICATI MEDICI FALSI ANCHE PER OTTENERE SCARCERAZIONI – LA POLIZIA HA ARRESTATO 4 PERSONE, TRA CUI UN AVVOCATO CHE GESTIVA LA RICCHEZZA DEL CLAN, INVESTENDO I PROVENTI DELLE TRUFFE E DELLE ATTIVITÀ ILLEGALI IN IMMOBILI, AUTO E QUADRI D'AUTORE…

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1 - OSPEDALE NELLE MANI DEL CLAN, ANCHE AVVOCATO TRA 4 ARRESTATI

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(ANSA) - Grazie alle minacce, ma anche attraverso prestanomi e collusioni con i dirigenti della struttura, il clan Contini teneva sotto controllo numerose attività dell' ospedale San Giovanni Bosco di Napoli: è quanto emerso da un' indagine del nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza e del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Napoli (coordinata dal pm della Dda partenopea Alessandra Converso), che ha portato all' arresto di tre presunti affiliati ai Contini e di un avvocato.

 

Il provvedimento del gip è stato eseguito nei confronti di tre indagati, mentre per il quarto, ritenuto legato al clan, le operazioni sono tuttora in corso. L'avvocato e i tre arrestati, secondo le indagini, avvalendosi di medici compiacenti, falsi testimoni e di perizie mendaci, gestivano il business delle truffe ai danni delle compagnie assicurative, simulando incidenti stradali. Il professionista, inoltre, è accusato anche avere tenuto i contatti tra i detenuti e le loro famiglie: a queste venivano versati gli stipendi della camorra, le cosiddette "mesate".  

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L'indagine, che riguarda fatti inerenti l' anno 2020, documenta la gestione dei servizi di bar, buvette dei distributori automatici presenti in ospedale senza pagare i canoni di locazione all' Asl e sfruttando l'utenza Enel.  

 

Attraverso un'associazione che fornisce il servizio di ambulanza e con la complicità di personale sanitario e parasanitario, di addetti alla vigilanza privata e di dipendenti di altre ditte che operano nel San Giovanni Bosco, usando anche minacce e violenze, sarebbero stati garantiti favori a esponenti del clan e di altri gruppi malavitosi satellite per ricoveri violando le procedure di accesso, rilascio di certificati medici falsi anche per ottenere scarcerazioni e il trasporto illegale di salme in ambulanza anziché tramite servizi funebri autorizzati.   

 

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I reati contestati nell'ordinanza emessa dal gip su richiesta della procura di Napoli sono associazione di tipo mafioso aggravata dal carattere armato, corruzione, falsa testimonianza, false dichiarazioni all'autorità giudiziaria, falsità ideologica in atti pubblici, trasferimento fraudolento di valori, accesso abusivo a sistemi informatici, tentata estorsione, estorsione, usura, riciclaggio e autoriciclaggio.

 

2 - AVVOCATO ARRESTATO, ANCHE QUADRI D'AUTORE PER RICICLARE PROVENTI DELLE TRUFFE

(ANSA) - Gestiva la ricchezza del clan Contini, anche quella accumulata grazie alle truffe alle assicurazioni, investendone i proventi nell' acquisto di immobili, auto e anche quadri d'autore.

 

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La Procura di Napoli e il gip contestano il concorso esterno in associazione mafiosa all' avvocato Salvatore D'Antonio, 51 anni, arrestato oggi nell' ambito delle indagini del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza e del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Napoli sulle infiltrazioni della camorra nell' ospedale San Giovanni Bosco di Napoli.

 

Già altre indagini in passato hanno documentato come la camorra, ma in particolare il clan Contini, avesse messo le mani della struttura ospedaliera partenopea imponendo i propri voleri con minacce e violenze.

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