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ENERGIA CANAGLIA! – L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE HA SEMPRE PIÙ “FAME” ED È UN PROBLEMA PER TUTTI NOI – LA DOMANDA ENERGTICA DI CHATGPT È SALITA DA 200 MEGAWATT DEL 2023 A 1,9 GIGAWATT DEL 2025 E SI STIMA CHE IN FUTURO POTREBBE RICHIEDERE 30 GW – UNA QUANTITÀ ENORME: BASTI PENSARE CHE OGNI REATTORE DI UNA CENTRALE ATOMICA PRODUCE AL MASSIMO 1,5 GW – IN AMERICA, L’IA STA GIÀ “FREGANDO” L’ENERGIA ALLE COMUNITÀ LOCALI…
Estratto dell’articolo di Massimo Sideri per il “Corriere della Sera”
data center e energia per sostenere l intelligenza artificiale
Nel passaggio tra un anno e l’altro torna sempre utile il Giano bifronte, figura mitologica con due volti, uno rivolto al passato e uno al futuro. Così da una parte vediamo che il 2025 è alle nostre spalle, finito insieme con i forse eccessivi fiumi di inchiostro per ipotizzare una qualche ombra dell’AI sul futuro del lavoro umano.
Dall’altra, prende forma il 2026 di fronte a noi, con un nemico molto più concreto nel breve periodo. L’attore è sempre l’intelligenza artificiale ma il campo di scontro è molto più concreto e misurabile: l’energia.
Prendiamo solo ChatGPT : dagli esordi al 2025 la domanda di energia è salita da 200 megawatts (MW) del 2023 a 1,9 gigawatts (GW) del 2025. La società OpenAI ha opzionato per la crescita futura un fabbisogno energetico di 30 GW. Per capirne il peso è sufficiente ricordare che ogni reattore di una centrale atomica produce al massimo 1,5 GW. […] (per inciso parliamo di una bolletta elettrica da 1,5 trilioni...).
Poi ci sono le altre big tech. Non è un caso che Microsoft stia finanziando la riapertura dell’impianto nucleare di Three Mile Island, dove si era consumato il più grande incidente nucleare della storia Usa. […]
CENTRALE NUCLEARE DI THREE MILE ISLAND
Più che un generico timore per un mondo del lavoro post-AI che ha appena iniziato a plasmarsi, con tutte le sue incertezze, qui c’è un vero conflitto già acceso sotto le ceneri: dovremo competere per l’energia con le richieste che arrivano dalla nuova industria dell’AI? Non è fantascienza: già negli Stati Uniti sono state avviate alcune cause da parte di comunità che si sono viste negare l’accesso all’acqua dei fiumi deviata per raffreddare gli energivori e bollenti data center, necessari per addestrare e gestire le nostre richieste ai chatbot. […]
proiezione del consumo di energia dei data center americani per l intelligenza artificiale
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