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INTER-NAPOLI E’ ANCHE LA SFIDA TRA CHIVU E CONTE, DUE CHE NON SI SONO MAI AMATI – “IO NON PIANGO MAI”, IL TECNICO NERAZZURRO HA DATO DEL PIANGINA A “ANDONIO” CHE HA REPLICATO SENZA MAI NOMINARE IL RIVALE: “MAI CHIESTO AI MIEI PRESIDENTI DI FARE I PAPÀ AI GIOCATORI” - ESPULSI ALLA PRIMA SFIDA DA AVVERSARI A MAGGIO, TRA I DUE ALLENATORI CI SONO STATI MESI DI SCONTRI, VELENI E POLEMICHE FINO ALLA FRASE TOMBALE DI CHIVU: “NON M'INTERESSA QUELLO CHE DICE CONTE. SI PUÒ GIOCARE A CALCIO SENZA MESCOLARLO CON QUALCOSA CHE MANDA CATTIVO ODORE”
Maurizio Crosetti per “la Repubblica” - Estratti
Quando uno juventino incrocia un interista, gli stracci volano fino a Napoli. La premessa di Inter-Napoli, in qualche modo anche Chivu contro Conte, è nell'anagrafe genetica dei protagonisti e mescola cronaca stretta e storia piccola. La tensione è nel sangue, così come nelle lacrime che scendono metaforicamente a ogni lamentela, a ogni mugugno.
«Io non piango mai», dice Chivu.
«Io non ho mai chiesto ai miei presidenti di fare i papà ai giocatori», dice Conte. Parlarsi senza nominarsi.
Antonio Conte è un bianconero errante, Cristian Chivu un nerazzurro militante. Non è tutto, però qualcosa spiega. Quando a maggio Chivu aveva un'altra maglia addosso, quella del Parma, e Conte a Parma si stava giocando uno scudetto, l'elettricità portò all'espulsione di entrambi. L'allenatore del Napoli litigò con un collaboratore di quello del Parma.
La fregatura dei labiali ha mostrato anche i virgolettati non proprio entusiasmanti tra Conte, ancora lui, e Lautaro, e qui siamo a ottobre. Frasi brutte. «Lautaro è un ottimo giocatore, come uomo invece non ho fatto in tempo a conoscerlo», spiegò Conte, il suo modo di dire che invece lo aveva conosciuto eccome, e non proprio stimato.
ANTONIO CONTE CHIVU INTER NAPOLI
Le tempeste di un campionato parecchio isterico, compresi i pasticci arbitrali più o meno recenti e sempre urticanti (auguri a chi verrà scelto per dirigere domenica a San Siro, pare che il favorito sia Doveri, cognome perfetto che giocatori e allenatori dovrebbero considerare e possibilmente incarnare in prima persona) non aiutano ad accostare una sfida forse decisiva: quattro punti in più per l'Inter, troppe battute a vuoto per il Napoli. «Ma Inter, Milan e Juventus sono diverse dalle altre per struttura», aveva detto quel tattico dialettico di Antonio.
«Abile comunicatore, però la squadra favorita è proprio la sua», gli aveva risposto Beppe Marotta, colui che secondo Conte verrebbe chiamato a fare da padre putativo (San Giuseppe? Beppe?) ai nerazzurri.
Sia come sia, Chivu non è caduto nella trappola: «Non m'interessa quello che dice Conte. Si può giocare a calcio senza mescolarlo con qualcosa che manda cattivo odore, è solo calcio, è uno spettacolo, i tifosi vanno rispettati. Chi vuol fare casino faccia pure, ma io no. Vogliamo lavorare sodo e basta». Al che, Conte: «Chivu non commenta quello che ho detto? Giusto, fa bene, anche perché non mi sembra di avere detto chissà che».
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