LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA…
L’IRAN VUOLE INGOLFARE IL MONDO (MA RISCHIA L’EFFETTO BOOMERANG) – L’ORDINE AGLI HOUTHI DI TENERSI PRONTI A BLOCCARE IL MAR ROSSO È L’ARMA DA FINE DEL MONDO IN MANO AGLI AYATOLLAH: SE VENISSE IMPEDITO IL PASSAGGIO NAVALE DA BAB EL-MANDEB SAREBBERO INTERROTTE CONTEPORANEAMENTE LE DUE PRINCIPALI ROTTE DEL PETROLIO MONDIALE, CON CONSEGUENZE CATASTROFICHE. ANCHE PER LA CINA, PRINCIPALE CLIENTE DEL PETROLIO MONDIALE E VERA BURATTINAIA DEL REGIME DI TEHERAN, A CUI FORNISCE COMPONENTI PER ARMI E MOLTI SOLDI – L’EQUILIBRISMO DELLA GIORDANIA E L’ACCUSA NON CONFERMATA DI UN ATTACCO AMERICANO A UN OSPEDALE …
1 - TEHERAN CHIEDE AIUTO AGLI HOUTHI: «PREPARATEVI A BLOCCARE IL MAR ROSSO»
Estratto dell’articolo di Giusi Fasano per il “Corriere della Sera”
[…] Tanto per capirci: con Hormuz già chiuso, impedire anche il passaggio navale da Bab el-Mandeb vorrebbe dire interrompere contemporaneamente le due principali rotte del petrolio e, più in generale, del commercio mondiale di componenti industriali e prodotti finiti.
E il fatto preoccupante è che proprio gli Houthi hanno già dimostrato di poterlo fare.
Lo fecero nel 2023, causando una crisi gravissima, quando in risposta agli attacchi contro Gaza resero impossibili i transiti lungo quella rotta inducendo compagnie e assicuratori a sospenderli.
TRUMP E LO STRETTO DI HORMUZ - VIGNETTA BY NATANGELO
Difficile che la promessa di oggi sia un bluff, quindi il prossimo passo per definire che cosa accadrà allo Stretto sul Mar Rosso è nelle mani del presidente Usa. Attaccherà davvero le infrastrutture energetiche iraniane?
Fino a ieri mattina il Comando generale ha comunicato di aver attaccato obiettivi militari: centri di comando, sistemi di difesa aerea, postazioni missilistiche... Ma nella notte c’è stata una nuova ondata di attacchi e sapremo in mattinata quali obiettivi sono stati colpiti.
I vertici militari di Washington hanno fatto sapere ieri di aver «disabilitato», una petroliera commerciale che secondo Washington stava provando a forzare il blocco navale imposto ai porti iraniani.
AREA MINATA - STRETTO DI HORMUZ
Non c’è traccia, nei comunicati, di un attacco vicino a un ospedale pediatrico oncologico ad Ahvaz, nell’Iran sud-occidentale.
Secondo il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, i missili Usa hanno «costretto all’evacuazione di emergenza 211 bambini in cura chemioterapica». Baghaei definisce tutto questo «un vile crimine di guerra contro bambini innocenti che lottano coraggiosamente per la propria vita».
2- L'IRAN METTE IN CAMPO GLI HOUTHI "CHIUDIAMO ANCHE IL MAR ROSSO"
Estratto dell’articolo di Fabiana Magrì per "la Stampa"
STRETTO DI HORMUZ - INGORGO DI IMBARCAZIONI - 23 GIUGNO 2026
Scalpitano, gli Houthi, per scendere in campo al fianco di Teheran. Il messaggio di tenersi pronti è stato formalizzato dalla leadership della Repubblica Islamica agli alleati in Yemen.
Che, diligentemente, hanno completato i preparativi: missili e droni sono schierati sugli altipiani yemeniti che sovrastano Hodeida e il Golfo di Aden. Le navi mercantili in transito attraverso Bab el-Mandeb, la porta d'accesso al Mar Rosso, e sulla rotta verso il Canale di Suez sono sotto tiro. L'ultima parola, l'ordine esecutivo di "chiudere" lo stretto, spetta ai rappresentanti dei Pasdaran già in Yemen.
È la nuova minaccia dell'Iran agli Stati Uniti e alla principale rotta marittima alternativa per le esportazioni di petrolio dalla regione, dopo Hormuz.
GOLFO DI ADEN E STRETTO DI BAB EL MANDEB
Con la spada di Damocle incombente sul Mar Rosso, gli Stati Uniti intensificano gli attacchi contro l'Iran, ampliano il raggio degli obiettivi, mirando più a nord e nella provincia di Teheran.
I bombardamenti Usa «con munizioni di precisione» su Bandar Abbas, il principale porto iraniano e centro nevralgico della Marina e dei Pasdaran, sono quotidiani.
Un aereo statunitense spara un missile contro il fumaiolo della petroliera Belma, battente bandiera di Curaçao, diretta verso l'isola di Kharg, terminale iraniano per l'esportazione di petrolio. Ha ignorato il blocco navale ripristinato da Donald Trump e «molteplici avvertimenti», spiega il Comando centrale Usa (Centcom).
re abdullah di giordania e donald trump allo studio ovale
Anche la Repubblica islamica estende i suoi raid contro gli alleati Usa nella regione: Bahrein, Giordania e Kuwait.
«La linea rossa invalicabile – spiega il regime di Teheran – è lo Stretto di Hormuz. In nessuna circostanza e in nessun modo permetteremo all'America di interferirvi».
[…]
3 - COLPIRE AMMAN (UNA POLVERIERA) PER SPEZZARE L’ASSE CON WASHINGTON
Estratto dell’articolo di G.O. per il “Corriere della Sera”
Dinamiche mediorientali. L’Iran ha preso di mira, da giorni, target americani in Giordania ma, allo stesso tempo, hanno precisato che il popolo giordano non è un nemico e lo ha esortato a pretendere la chiusura delle installazioni Usa.
Il ciclo attacchi-rappresaglie ha coinvolto ripetutamente il regno hashemita con i lanci di missili terra-terra da parte dei pasdaran.
Obiettivo la base aerea di Muwaffaq Salti e i depositi di Azraq, parte del dispositivo a disposizione del Pentagono.
CARTELLONE SULLA CHIUSURA DELLO STRETTO DI HORMUZ A TEHERAN
Dall’inizio della guerra gli Stati Uniti hanno schierato qui dozzine di caccia, rifornitori, ricognitori e preziose batterie antimissile.
I giordani hanno intercettato numerosi vettori con i loro apparati svolgendo un ruolo di scudo per il proprio territorio e, in passato, sono diventati una sorta di cuscinetto a favore di Israele nonostante le relazioni siano ai minimi per l’assedio dell’Idf a Gaza.
[…] La Giordania è da sempre uno dei migliori partner di Washington e per questo riceve aiuti consistenti. Una linea dalla quale si è allontanata solo quando l’allora re Hussein si schierò al fianco di Saddam dopo l’invasione del Kuwait. Errore catastrofico. […]
DONALD TRUMP RE ABDULLAH DI GIORDANIA
Il re Abdallah deve mantenere solidi i legami con l’Occidente ma anche pensare a una situazione sociale molto difficile.
E la guerra non aiuta. Inoltre, la disperazione di Gaza è una questione molto sentita dalla popolazione (d’origine palestinese e non solo) per ragioni politiche.
Questo costringe il sovrano a giochi di equilibrio: da un lato ha espresso condanna nei confronti di Israele per le migliaia di vittime, dall’altro ha intensificato i controlli per contrastare i traffici di armi verso lo Stato ebraico. E lo ha fatto perché teme una collaborazione tra estremisti.
[…] L’altro equilibrismo riguarda Teheran.
Amman ha elencato i successi del suo scudo nei confronti della falange di missili-droni iraniani, ha condannato la violazione del proprio spazio nazionale, però ha evitato fino a oggi di alzare i toni nei confronti della Repubblica islamica. Cautela rilevante se si tiene conto della cadenza dei tiri da parte dei pasdaran. Ma come altri leader della regione, il re auspica la soluzione diplomatica perché è consapevole che hanno tutti da perdere .
re abdullah di giordania e donald trump allo studio ovale
STRETTO DI HORMUZ - PETROLIERE
PASSAGGIO DI NAVI PER LO STRETTO DI HORMUZ
attacco in bahrein. 3
stretto di hormuz - petrolio e gas
attacco in bahrein. 2
stretto di hormuz
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