DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA…
L’ITALIA DELLA MALAGIUSTIZIA - LA STORIA DI GABRIELE COLELLA, ARRESTATO PER UNO STUPRO MAI COMMESSO: CONDANNATO CON SENTENZA DEFINITIVA, È RIUSCITO A FAR RIAPRIRE IL CASO SOLO GRAZIE AL TEST DEL DNA CHE NESSUNO AVEVA FATTO IN 17 ANNI DI PROCESSI - OLTRE AD AVER PASSATO 18 MESI IN CARCERE PIÙ ALTRI 18 AI SERVIZI SOCIALI, È STATO COSTRETTO A VERSARE 40.000 EURO DI RISARCIMENTO ALLA DONNA. HA PERSO IL LAVORO E SI È AMMALATO…
L.D.P. per “La Verità”
La convivente lo denuncia per una violenza sessuale che lui non ha mai commesso. Condannato con sentenza definitiva, è riuscito a far riaprire il caso solo grazie al test del Dna che nessuno aveva fatto in 17 anni di processi. Il caso scoppia nell'agosto 2003. Gabriele Colella allora quarantenne, abruzzese di Lettomanoppello, ha una convivenza difficile che si trascina da tempo, con frequenti liti. Dopo una di queste, la compagna lo denuncia. Agli agenti dice di essere stata costretta con la forza a subire un rapporto sessuale.
L'uomo respinge le accuse, si dichiara innocente ma viene arrestato, rinviato a giudizio e processato. Il tribunale di Chieti lo condanna in primo grado a 6 anni di carcere, nonostante il referto del pronto soccorso non evidenziasse lesioni compatibili con la violenza sessuale. In secondo grado la Corte d'appello dell'Aquila riduce la pena a 3 anni e 10 mesi. Ma la Cassazione ordina di rifare il processo d'appello. L'uomo non si perde d'animo.
Nel giugno 2011 cambia difensore. Il nuovo avvocato scopre che nelle ultime righe del referto di pronto soccorso stilato per la denuncia si parla di tamponi vaginali effettuati sulla signora che non erano stati considerati. Da una perizia emerge che nelle parti intime della donna erano in effetti presenti tracce di Dna maschile, ma non appartenevano a Gabriele Colella.
C'era stato quindi un rapporto sessuale con un altro uomo: un elemento già disponibile quando fu celebrato il primo processo ma mai acquisito e valutato dai giudici. L'assoluzione arriva a dicembre 2018. La convivente ricorre in appello, ma la Cassazione conferma definitivamente l'innocenza dell'uomo. È il gennaio 2020: dall'inizio della vicenda sono passati 17 anni. Intanto Colella è precipitato in un baratro psicologico ed economico.
gabriele colella ai Fatti Vostri
Oltre ad aver passato 18 mesi in carcere più altri 18 ai servizi sociali, è stato costretto a versare 40.000 euro di risarcimento alla donna. Ha perso il lavoro e si è ammalato. Mentre era recluso, 15 giorni prima della scarcerazione la madre è stata investita e uccisa da un'auto. Le guardie penitenziarie lo hanno portato al funerale su un blindato con 3 poliziotti di scorta, ma sono arrivati a cerimonia conclusa da un'ora.
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