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L’UNICA DITTATURA REALE IN ITALIA È QUELLA DEL CLAN CHE GOVERNA L’EDITORIA – IL DIBATTITO STANTIO SUL “PATENTINO ANTIFASCISTA” ALLA FIERA “PIÙ LIBRI PIÙ LIBERI” È L'ULTIMO ESEMPIO DI COME FUNZIONA LA BOLLA CHE DECIDE LE SORTI DELLA LETTERATURA IN QUESTO DISGRAZIATO PAESE. UN GRUPPO DI PSEUDO-INTELLETTUALI CHE PESCA AUTORI NEL CIRCOLETTO DELL’AUTOFICTION E SI PARLA ADDOSSO AI FESTIVAL – “IL FOGLIO”: “UN LIBRO URGENTE. UNA SCRITTRICE DA RISCOPRIRE. UNA BATTAGLIA NECESSARIA. NULLA DI QUESTO FRASEGGIO APPARTIENE ALLA LETTERATURA. SERVE A RICONOSCERSI COME MEMBRI DEL CLAN ELETTO, ESCLUSIVO E ANTIFASCISTA. COSÌ ELETTO, ESCLUSIVO E ANTIFASCISTA CHE I FESTIVAL PROSPERANO E LE VENDITE DEI LIBRI CROLLANO…”
Estratto dell'articolo di Mariarosa Mancuso per “il Foglio”
più libri più liberi - fiera della piccola e media editoria
Non ci si crede. Stavolta non è un modo di dire. Una fiera del libro intitolata alla libertà – che altro vuol dire, sennò “Più libri più liberi”? – chiede agli editori partecipanti una firma sotto una dichiarazione prestampata. Un impegno a “riconoscere e a condividere i valori antifascisti alla base dell’ordinamento democratico della Costituzione italiana”. Che è “la più bella di tutte”, l’ha detto anche Roberto Benigni – o già vi siete scordati della precedente ondata di passione costituzionale?
Vengono i brividi. Ne consegue – a rigor di logica – che un editore di sani principi e valori antifascisti debba avere in catalogo soltanto libri e scrittori di sani principi e valori antifascisti. […] Un editore di sani principi e valori antifascisti potrebbe avere soltanto libri e autori nati a valle della Costituzione che oggi dovrebbe decidere delle nostre letture.
Chiara Valerio Fabio Del Giudice Annamaria Malato
Viene da pensare che un’idea così possa venire in mente solo a politici inferociti che non han superato la scuola dell’obbligo. Mica a gente che vive tra i libri: li scrive, li presenta, li pubblica, li commenta – davamo per scontato che li leggesse, anche. Ora però questa certezza comincia a vacillare. […]
A una fiera del libro bisognerebbe chiedere altro. L’impegno a eliminare i dibattiti inutili, per esempio – si riconoscono facilmente: son quelli con più bottiglie d’acqua sul tavolo che ascoltatori in sala.
La retorica stantia e da sbadiglio: qualsiasi genuino lettore di libri – anche su kindle, sniffare le pagine non dimostra superiorità intellettuale – vorrebbe levarla di mezzo con il lanciafiamme.
Chi invece la sopporta e anzi la ripropone, non dimostra passione per i libri. E’ solo affezionato alle frasette che consentono di riconoscersi come membri del clan. Un libro urgente. Una scrittrice da riscoprire. Una battaglia necessaria.
Nulla di questo fraseggio appartiene alla letteratura. E se ci tenete a saperlo, neppure alla saggistica. Serve a riconoscersi come membri dell’eletto e esclusivo clan. Da ora: eletto, esclusivo e antifascista. Così eletto, esclusivo e antifascista che i festival prosperano e le vendite dei libri crollano.
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