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MALATI DI PRIMAVERA – MELANIA RIZZOLI: ECCO COME IL CAMBIO DI STAGIONE INFLUISCE SUL NOSTRO BENESSERE. SPOSSATEZZA, NERVOSISMO, LA “SPRING FEVER” È UNA SINDROME VERA E PROPRIA CHE COLPISCE L’86% DELLA POPOLAZIONE. LA PRIMAVERA E L’ESTATE SONO LE STAGIONI PIÙ STRESSANTI, MA NO AGLI ALLARMISMI – CONSOLATEVI CON LA TEMPESTA ORMONALE, CHE CI SPINGE A CERCARE NUOVI STIMOLI SESSUALI…
Melania Rizzoli per Libero Quotidiano
Noi non ce ne accorgiamo, ma il cambio di stagione influisce eccome sul nostro benessere quotidiano con sintomi indefiniti che però si fanno sentire e provocano disagio e fastidio, allarmando i soggetti che ne sono afflitti. Nel mese di aprile il 68% degli italiani ha lamentato stanchezza e spossatezza ingiustificata a fine giornata, il 38% disturbi del sonno e il 24% nervosismo, irritabilità e stati di ansia senza cause provocanti, tutti segnali che la scienza definisce come la sindrome "spring fever", ovvero febbre di primavera, classificata come una vera e propria malattia stagionale, senza rialzo termico e considerata innocua, lieve e passeggera, della durata di circa due settimane.
Il fenomeno ha riguardato l' 86% della nostra popolazione, circa 36 milioni di persone tra i 18 e i 70 anni di età, in prevalenza donne, ma la fotografia di questo ampio fenomeno pare che in realtà abbia coinvolto più di due persone su tre.
La sindrome primaverile sarebbe in pratica la conseguenza del rallentamento di regolazione del naturale ritmo annuale della sonnolenza (aprile dolce dormire) e di alcune variabili connesse allo stato dell' umore, poiché con l' introduzione dell' ora legale ed il prolungamento delle ore di luce disponibile, dalla fine del mese di marzo si cominciano ad abbassare i livelli di secrezione endogena della melatonina, l' ormone del sonno che è strettamente legato al buio, e tale diminuzione è alla base delle difficoltà ad addormentarsi di notte di cui si soffre in questo periodo.
Inoltre il picco stagionale delle allergie, che si registra tipicamente in primavera e che induce all' uso di anti-istaminici, il cui principale effetto collaterale è ipno-inducente la sonnolenza, potrebbe spiegare la tendenza al sopore diurno, la difficoltà ad alzarsi la mattina e il cattivo umore non collegato ad eventi specifici. Dopo un lungo inverno infatti, il tanto atteso rialzo delle temperature, un clima più mite e il maggior numero di ore di luce sono tutti fattori che dovrebbero aumentare le nostre energie e il buonumore, ma quando questo cambio di stagione è molto repentino come accaduto quest' anno, i tempi di assetto di alcuni ormoni e neuromediatori, come appunto la melatonina, la dopamina e la serotonina, sono rallentati, ed il ritmo circadiano che regola il ciclo sonno-veglia stenta di conseguenza a regolarsi.
NO AGLI ALLARMISMI
Nessun allarmismo quindi, perché tali sintomi non sono indicativi di alcuna patologia, sono fisiologici e passeggeri e di solito scompaiono nel giro di due settimane, il periodo cioè di adattamento del nostro organismo al cambio stagionale.
L' influsso della primavera quest' anno sembra aver colpito particolarmente i più giovani, quelli al di sotto dei 24anni, che hanno sofferto di irritabilità (40%) e malumore (37%) rispetto agli adulti, i quali hanno lamentato gli stessi disturbi in percentuali minori ma con un maggiori livelli di stati d' ansia, e molti hanno fatto maggior uso della nutraceutica, ovvero di integratori alimentari e nutrienti che hanno effetti benefici sulla salute, e che hanno sostituito nel tempo i famosi "ricostituenti" di una volta che venivano richiesti dalle mamme per i figli adolescenti.
Inoltre le giornate più lunghe ed il caldo arrivato improvvisamente innalzano i livelli di cortisolo, l' ormone dello stress che viene rilasciato nel flusso sanguigno durante situazioni stressanti, che aiuta a regolare i livelli di zucchero, di sale e di liquidi dell' organismo, e che, oltre ad essere un potente anti-infiammatorio, è anche l' ormone responsabile dell' umore, quello che appunto quando è alto nel sangue fa sentire i soggetti più nervosi del solito e riduce notevolmente le ore di riposo notturno provocando irritabilità.
I livelli di cortisolo infatti sono generalmente più alti al mattino e diminuiscono gradualmente durante il giorno ed in particolare la sera per mantenere il giusto ritmo sonno-veglia, ma in presenza di situazioni faticose le sue fluttuazioni giornaliere si armonizzano con le varie situazioni climatiche, somatiche e sociali, e questo ormone segue anche l' andamento stagionale, tendendo ad aumentare nei mesi più caldi.
LE PIÙ STRESSANTI
Uno studio dell' Università delle Scienze Mediche di Poznan, in Polonia, ha infatti classificato la primavera e l' estate come le stagioni più stressanti dal punto di vista fisico e fisiologico, non solo per il caldo improvviso e fastidioso, ma per colpa degli ormoni dello stress, che in questo periodo raggiungono nel sangue i livelli più alti rispetto al resto dell' anno.
melania rizzoli roberto d agostino
Tale risultato contraddice l' idea che l' inverno, con le sue rigide temperature e le poche ore di luce sia pesante da sopportare per l' organismo, ma in realtà il momento critico del cambio di stagione, con le sollecitazioni a cui è sottoposto l' organismo, non fa che riacutizzare disturbi già preesistenti. In tale contesto infatti, si manifesta spesso anche un noto disturbo affettivo stagionale, il SAD, responsabile dei cambiamenti dell' umore, che porta ad uno squilibrio delle relazioni affettive preesistenti e consolidate, che spesso in questi mesi dell' anno vengono messe in discussione, che stimolano la voglia di cambiamento e provocano la propensione alla ricerca di nuovi stimoli sentimentali, il che spiegherebbe i frequenti nuovi innamoramenti che si sviluppano solitamente in primavera, favoriti soprattutto dalla tempesta ormonale tipica di questo periodo.
alberi in fiore durante la primavera
Insomma, la aumentata luminosità ed il rialzo della temperatura incidono direttamente sulla biochimica cerebrale e sull' attivazione psico-fisiologica di tutte le persone, con effetti altamente soggettivi, ma di fatto con lo sbocciare dei fiori e mentre tutto germoglia attorno, sbocciano anche nuovi amori, perché la primavera sarà anche motivo di stress, ma certamente è la stagione più proficua e romantica per uscire dal guscio, per spogliarsi degli abiti pesanti, per spazzare via le ansie e le tensioni, e liberare l' energia immagazzinata durante l' inverno per dare finalmente sfogo ai sentimenti.
botticelli primavera
primavera a woodburn, oregon, stati uniti
melania rizzoli annamaria bernini
melania rizzoli
melania rizzoli
melania rizzoli
CRUCIANI - MELANIA RIZZOLI
insonnia
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