DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI…
DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…
DAGOREPORT
ROBERT FRANCIS PREVOST - PAPA LEONE XIV - FOTO LAPRESSE
'Azz, come ruggisce Papa Leone. In barba alla Curia dei suoi detrattori, che soffrono il suo riservato pragmatismo rispetto alla dirompenza tutta "chiacchiere e distintivo" del predecessore Papa Francesco, Prevost sa come difendere la dottrina cattolica dai suoi nemici. E sa farlo con franchezza, autorevolezza e, quando serve, coraggio.
L'ultimo esempio. Al dominicano fr. Thomas Joseph White, rettore dell’Angelicum, la Pontificia università San Tommaso d’Aquino di Roma, dove, in origine, avrebbero dovuto essere ospitate le conferenze di Peter Thiel nella Capitale, il pontefice avrebbe risposto con un “vaffa” che è risuonato potente anche ben oltre le mura leonine.
THOMAS JOSEPH WHITE - RETTORE ANGELICUM
Di fronte all’ordine del Vaticano, rivelato da Dagospia, di cancellare la prenotazione del "Cavaliere Nero" della tecno-destra americana, White avrebbe fatto presente a Sua Santità di correre il serio rischio di far svanire i ricchi finanziamenti americani alle casse del Vaticano. Detta in soldoni, la risposta di Prevost è stata: “Non me ne frega nulla…”
Un no per niente scontato, visto che gli Stati Uniti sono il primo donatore mondiale della Chiesa cattolica: nel 2024, hanno contribuito per il 25,2% del totale dell’Obolo di San Pietro, con circa 13,7 milioni di euro.
BENEDETTO XVI CON ROBERT PREVOST, FUTURO PAPA LEONE XIV
Gli Usa rappresentano inoltre la lobby più conservatrice all’interno della Chiesa (Peter Thiel è solo la punta di lancia di un gruppo di ricchi finanziatori reazionari che hanno spostato l’asse della Chiesa americana a destra), a differenza, per esempio, dei vescovi tedeschi, notoriamente turbo-progressisti (anche la Germania è tra i primi dieci donatori della Chiesa, sebbene con quote percentuali minori, vale il 2,8% del totale).
Una fronda con cui lo stesso domenicano White sarebbe molto legato, pur senza arrivare alle stramberie estetiche di quella pazzariella di Raymond Burke (tra cappelloni a tesa larga e strascico, somiglia più a Malgioglio che a un cardinale).
palantir alex karp peter thiel donald trump jd vance
White ha ottime relazioni con l’ex arcivescovo di New York, il già trumpiano Timothy Dolan, che Prevost ha subito accompagnato all'uscita rimpiazzandolo con il bergogliano Ronald Hicks, che ha fama di “pastore delle periferie”.
Sempre all’ala conservatrice della chiesa americana fa riferimento anche la Catholic University of America (CUA), che era stata indicata dopo l’Angelicum come sede delle lezioni italiane di Thiel.
L’istituto dei frati domenicani ha a sua volta smentito di essere dietro allo sbarco a Roma del fondatore di Palantir, in compenso ha organizzato, tramite il Cluny Institute, la messa in latino alla basilica di San Giovanni dei Fiorentini, contestuale all’iniziativa, a cui poi alla fine Thiel non ha partecipato (pare che abbia preferito andare in una rinomata palestra del centro a farsi una bella sudata).
angelicum pontificia università san tommaso d aquino
Spiega il teologo Massimo Faggioli, intervistato dal “manifesto”: “È un istituto affiliato alla Catholic University of America di Washington DC, l’università dei vescovi negli Usa. Quindi è possibile che la Cua in quanto tale non fosse stata coinvolta”.
Il rettore dell’Angelicum, Thomas Joseph White, ha a sua volta legami significativi con la Catholic University of America, che ha sede a Washington ed è il suo editore di riferimento negli Usa (con la CUA ha pubblicato due libri, “The Incarnate Lord” (2015), “The Light of Christ” (2017) e la serie in più volumi “Principles of Catholic Theology” (2023-2025).
Inoltre, prima di trasferirsi a Roma, White è stato per dieci anni professore di teologia presso la Dominican House of Studies a Washington, situata proprio di fronte al campus della CUA.
Sebbene sia un'entità indipendente, il Cluny Institute ha inoltre organizzato eventi di alto profilo a Roma in collaborazione con la Pontificia università San Tommaso d’Aquino.
Fa presente ancora Faggioli: “L’Angelicum dei domenicani è diventata negli ultimi anni l’università più influente e intraprendente tra le facoltà pontificie a Roma e questo è avvenuto anche grazie al flusso di donazioni (per cattedre, convegni ecc.) provenienti dagli Stati Uniti.
C’è un progetto teologico e culturale che non si vede oggi nella teologia liberale o di sinistra: già da tempo investivano sulla chiesa del dopo Francesco. Non sapevano che il successore sarebbe stato un americano e un loro ex studente, il che aiuta sempre a consolidare il brand”.
Speranze malriposte, visto che Papa Leone, agostiniano con vent'anni di servizio missionario in Perù prima di assumere incarichi vaticani, si sta dimostrando essere il principale contraltare a Trump e, soprattutto, ai paperoni silicon-vallici che puntano a dominare il mondo con software e intelligenze artificiali.
Domenica scorsa, mentre il gay coniugato Thiel era già sbarcato a Roma con la sua corte di autisti e tuttofare, Papa Leone ha officiato una messa a Ponte Mammolo e ha mandato un messaggino di accoglienza al teorico dell’Anticristo: “Qualcuno pretende di coinvolgere il nome di Dio nella guerra, ma Dio non può essere arruolato dalle tenebre”.
A proposito di Anticristo… ieri era il terzo giorno di conferenze per Peter Thiel. E il terzo giorno, com’è noto… resuscitò (chiedere info a San Tommaso). L’inquietante filosofo con la passione per la cybersicurezza deve aver letto il Dagoreport di ieri, in cui notavamo la sua arroganza e antipatia con i partecipanti.
Oppure è solo merito dell’aria fresca che ha fatto entrare dalle finestre spalancate (nei due giorni precedenti, si sarebbe lamentato del troppo caldo, nonostante a Roma le temperature siano sotto i 15 gradi): a quanto ci riferiscono fonti di qualche invitato, infatti, sarebbe apparso più sciolto, scherzoso, addirittura incline al confronto.
Si sarebbe addirittura fermato, dopo la lezione, a parlare con un capannello di ragazzi incravattati, in cerca di risposte dal loro "messia". La sera, si sarebbe tenuta anche una cena a porte chiuse tra nobili ultra-conservatori nostalgici del Monsignor Marcel Lefebvre (il cui gruppo venne scomunicato per anti-ecumenismo post-Concilio e poi riabilitato da Papa Benedetto XVI) e i soliti seguaci del verbo di Thiel.
Thiel, al terzo giorno romano, ha finalmente tirato fuori la questione Anticristo, attribuendo l’appellativo (pur senza associarlo direttamente) a Xi Jinping, come racconta il bene informato Ilario Lombardo sulla "Stampa" (“Xi Jinping è sessista e razzista. Qualcuno pensa sia la reincarnazione di Hitler”).
Soprattutto, tra una citazione di Star Wars e il solito Sauron del Signore degli anelli (un’ossessione), ha tirato fuori dal cilindro un evergreen dei catto-conservatori: Ratzinger, colui appunto che tolse la scomunica ai lefebviani).
Thiel avrebbe definito Benedetto XVI “il più grande pensatore cristiano degli ultimi cento anni”. Il papa del discorso di Ratisbona, a detta del fondatore di Palantir, avrebbe avvisato l’umanità che l'Anticristo non si paleserà alla fine dei tempi... è già tra noi e lo è sempre stato. Olè!
Un pistolotto che a molti presenti è sembrato un po’ superficiale, forse frutto di una ricerca su ChatGpt e AI Mode più che di ore a sgobbare sui libri di filosofia del Novecento, tra Girard e Leo Strauss, che pure Thiel compulsa da anni.
donald trump prega circondato da pastori 7
Ps. “La Verità” oggi prova a strumentalizzare una frase del presidente della Conferenza episcopale italiana, Matteo Zuppi. il capo della Cei ha detto: "Il Papa è purtroppo inascoltato.
Ed è preoccupante che specialmente i cristiani non lo prendano sul serio, non lo sostengano pubblicamente, ancor più nelle scelte”. Per il quotidiano diretto da Belpietro, è la prova di una spaccatura tra Zuppi e l’agostiniano Leone.
Ma tirare per la tonaca il cardinale di Bologna, romano di nascita e di approccio (legato alla Comunità di Sant’Egidio) significa sbagliare mirino: come dimostra la vicenda Thiel, la vera spaccatura non è (più) nella Curia romana, ma tra Roma e Washington.
Tra la Chiesa ufficiale e quella americana, alimentata dai miliardi, dall’esoterismo di Thiel e dal messianismo Maga-trumpiano.
striscione contro peter thiel a roma
THOMAS JOSEPH WHITE - RETTORE ANGELICUM
peter thiel 3
barbara carfagna a palazzo taverna per la conferenza di peter thiel
peter thiel 4
striscione al colosseo per l arrivo a roma di peter thiel
PETER THIEL DA RAGAZZO
PETER THIEL DA BAMBINO
donald trump prega circondato da pastori 6
papa leone giro in papa mobile prima della messa di intronizzazione
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