nicolas feraud constellation crans montana

"LA PROCURA? ANCORA NON MI HA CONVOCATO" - NICOLAS FÉRAUD, SINDACO DI CRANS-MONTANA, RIVELA CHE, DOPO UN MESE DALLA STRAGE, GLI INQUIRENTI NON LO HANNO SENTITO IN MERITO AI MANCATI CONTROLLI AL LOCALE "CONSTELLATION" - FÉRAUD AMMETTE LE PROPRIE RESPONSABILITÀ NELLA VICENDA, DATO CHE LO STABILE NON VENIVA ISPEZIONATO DAL 2019: "SONO COLPEVOLE AGLI OCCHI DI MOLTA GENTE. MI ASSUMERÒ QUELLO CHE DOVRÒ ASSUMERMI SE DOVESSI ESSERE INCOLPATO" E POI FRIGNA: "HO RICEVUTO MINACCE DI MORTE, IL TRAUMA MI RIMARRA' A VITA" (LO DICESSE ALLE FAMIGLIE DELLE 40 VITTIME) - IL DIPENDENTE ACCUSATO DAI MORETTI DI AVER SBARRATO L'USCITA DI SICUREZZA SMENTISCE LA VERSIONE DELLA COPPIA: "NON L'HO CHIUSA IO..." 

Vai all'articolo precedente Vai all'articolo precedente
guarda la fotogallery
@tg3rai 13 dicembre scorso, al Le #Constellation di Crans-Montana, il rivestimento acustico del soffitto si stacca al piano interrato. Per questo viene "fissato" per almeno una notte con delle stecche da biliardo. Il video agli atti del fascicolo di indagine, che il #tg3 è in grado di mostrare, racconta molto sulle condizioni materiali del locale a meno di un mese dalla strage di #capodanno. Di Jari Pilati #cransmontana ? suono originale - Tg3 Rai

 

LA DIFESA DEL SINDACO DI CRANS: «UN ERRORE NON SCUSARMI IL PM? NON MI HA CONVOCATO»

Estratto dell'articolo di Alessandro Fulloni per il "Corriere della Sera"

 

Nicolas Féraud

È tornato a parlare 21 giorni dopo quella surreale conferenza stampa in cui — magari «balbettando», per usare una parola apparsa sulla pacata ma rognosa stampa svizzera — proprio non era riuscito a scusarsi per quel rogo che ha fatto 40 vittime. Al massimo, si era detto «profondamente rammaricato» per il fatto che al Constellation «dal 2020 al 2025» non ci fossero stati controlli.

 

Ma ieri, in una lunga intervista con l’agenzia Keystone-ATS , il sindaco Nicolas Féraud, 55 anni, sindaco di Crans-Montana al terzo mandato, iscritto al Partito liberale radicale (lo stesso, di centrodestra, cui appartiene la procuratrice generale Beatrice Pillaud che conduce l’inchiesta) ci ha ripensato: «È stato un errore» non chiedere scusa. Poi ha dato una notizia: «Per il momento — a quasi quattro settimane dalla strage, ndr — non sono stato sentito» dagli inquirenti.

 

cyane panine con le bottiglie con le candele nel bar le constellation 1

«Mi rendo conto di essere diventato l’uomo nel mirino delle critiche insieme ai coniugi Moretti. Sono colpevole agli occhi di molta gente» ha raccontato Féraud, un ex concierge figlio di un farmacista e di una leggenda dello sci elvetico, Renée Colliard, oro olimpico nello slalom ai Giochi di Cortina del 1956 e morta nel 2022 a 89 anni.

 

«L’accusa stabilirà le responsabilità di ognuno, inclusa la mia, e la affronterò. Umanamente, e senza speculare — ha sospirato il sindaco — su quello che dirà la giustizia, sento il peso della responsabilità. Mi assumerò quello che dovrò assumermi se dovessi essere incolpato».

 

Sinora, parlargli è stato impossibile. Trincerato in Comune o chissà dove — tanto che un quotidiano vallese è arrivato a ironizzare a tutta pagina: «Ma che fine ha fatto?» — ha affidato i suoi rapporti con i giornalisti di mezza Europa in fila davanti al suo ufficio a una segretaria che gentilmente non ha fatto altro che ripetere: «Ora non c’è...», «non può riceverla», «mandi una mail».

Nicole Bonvin Clivaz E Nicolas Feraud CRANS MONTANA

 

Quanto ai media italiani, «hanno un altro modo di fare il loro lavoro rispetto a quelli svizzeri. Ciò che mi ha davvero colpito è stato quando dei cronisti hanno affermato che ho accettato bustarelle. Si è messa in discussione la mia integrità, quando ho scelto di fare politica in maniera onesta». E ancora: «Ho ricevuto minacce di morte», «le carenze emerse? Non me le spiego», «i controlli? Non ne so abbastanza a quanto pare», «il trauma? Mi rimarrà a vita», «ho iniziato una terapia presso uno psicologo, durerà a lungo». [...]

 

QUANDO MORETTI DISSE "I PANNELLI CEDONO TENETELI SU COME POTETE"

Estratto dell'articolo di Giampaolo Visetti per "la Repubblica"

 

pannelli si staccano dal soffitto del constellation 3

A metà dicembre i pannelli fonoassorbenti, innesco della strage di Capodanno, già cadevano dal soffitto del seminterrato del Constellation. Il locale ha appena riaperto, Jacques Moretti in quei giorni è assente. Viene informato via smartphone dal suo nuovo barista francese, Gaston, a cui ordina di provare a riattaccarli «in qualche modo».

 

È lui a suggerire di incollarli, tenendoli poi puntellati contro il soffitto con pacchi di tovaglioli e stecche da biliardo, posizionate sugli sgabelli del bar. Sa che nel locale da «almeno dieci anni» gli spettacoli con le bottiglie scintillanti sono la regola. Ha appena acquistato candele luminose più lunghe per le feste: conosce il pericolo di un incendio. Per la procura di Sion è la prima prova, contenuta in video ora agli atti, della consapevolezza di Jacques del potenziale rischio di un rogo lasciato correre a clienti e dipendenti.

 

«Gaetan — dice Moretti riferendosi alle stecche — prova toglierne una e vedi se la schiuma cade o no, perché ho usato una colla che non conosco. Se si stacca dovremo lasciare i puntelli lì purtroppo». Seguono altri messaggi, poi un nuovo video. «Ok ne metteremo altri — dice Moretti annunciando la necessità di aggiungere pannelli fonoassorbenti — sembra niente male, togliete le stecche per favore». [...]

 

pannelli si staccano dal soffitto del constellation 1

Punta il dito contro David Vocat, capo dei di vigili del fuoco. «Ha fatto controlli sulla sicurezza antincendio nel 2018 e nel 2019 — dice — ma da lui non sono arrivate osservazioni». Stesso trattamento riservato al responsabile comunale dei collaudi, mai effettuati dopo la ristrutturazione del 2015: il nuovo Constel viene inaugurato senza alcun test.

 

«Avevo invitato il capo — dice Jacques — mi ha detto che sarebbe passato lungo l'inverno: mai più visto». Assieme a Jessica, nei verbali, Moretti scarica ogni responsabilità della strage. Figura cruciale il cameriere Adrien, accusato di aver sbarrato l'uscita di servizio, usata per emergenza, chiudendo il chiavistello montato a due metri d'altezza. «Il nostro chef al Vieux Chalet — assicura Jessica — mi ha detto che è tornato precipitosamente in Francia perché si sentiva in colpa».

 

Il diretto interessato smentisce: «Dovevo passare con il secchiello del ghiaccio — dice — ma quella porta era già chiusa». Giallo anche su video interni e telecamere di sorveglianza esterne.

cyane panine con le bottiglie con le candele nel bar le constellation 2

 

Il circuito privato del Constellation risulta disattivato all'improvviso all'1.23 della notte di Capodanno: cinque minuti prima del rogo. Solo i coniugi Moretti potevano accedere al sistema da remoto, controllando il loro locale via cellulare. Stesso buco nelle immagini delle telecamere comunali, due proprio all'esterno del Constellation. Le riprese tra mezzanotte e le sei del mattino risultano cancellate a metà gennaio. Reset automatico, in situazioni normali: in caso di criticità la legge impone invece di conservarle per cento giorni. Municipio e procura si rimpallano la colpa del mancato salvataggio.

 

Il film del massacro è così nei cellulari di testimoni, vittime e feriti: centinaia di video, al vaglio dei magistrati. Tra le immagini, la conferma dei rilievi dei tecnici della polizia criminale dell'Istituto forense di Zurigo. La notte del massacro, il Constellation era una sorta di arsenale: oltre cento candele luminose, botti, sacchi di petardi e lanciarazzi. Tutto custodito nell'ufficio di Jessica.

PORTA DI SERVIZIO BLOCCATA - LE CONSTELLATION

 

«Non so da dove siano arrivati — dice Jacques — forse li ha introdotti di nascosto qualche cliente». Dalla procura filtra irritazione anche per la sua scarcerazione, decisa venerdì scorso dal tribunale delle misure coercitive. Lunedì 19 la procuratrice Béatrice Pilloud, nella bufera per il ritardo dell'arresto motivato dal pericolo di fuga, aveva espresso il suo parere negativo. Opposizione motivata: l'interrogatorio del detenuto «non è terminato, ma solo sospeso perché Moretti si è detto stanco ed esaurito». Risultato: Jacques è tornato libero, con obbligo di firma e senza passaporto, dietro il versamento di una cauzione da 200 mila franchi sul conto di uno dei suoi difensori.

i ragazzi filmano le fiamme al locale le constellation di crans montanajessica e jacques morettipersone davanti al bar le constellation dopo la strage di capodanno 4jacques moretti