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Noemi Penna per la Stampa
Laghi salati in un mare di sabbia. Siamo in Libia, nella regione di Fezzan: un territorio fertile e rigoglioso, trasformatosi nei secoli in una distesa di polvere dorata. Eppure sembra impossibile che 200 mila anni fa proprio in quella parte di mondo ci fosse un enorme lago, grande come la Repubblica Ceca.
Il Megafezzan si è prosciugato completamente cinquemila anni fa. Ma le sue tracce non sono del tutto scomparse: le dune del deserto sono infatti intervallate dagli Ubari Lakes, dei piccoli laghi salati circondati dalle palme e da arbusti verdissimi, tanto da sembrare delle oasi nel deserto.
Uno spettacolo davvero affascinante, a partire dal contrasto di colore che offre. Attualmente sono presenti una ventina di specchi d'acqua che resistono al clima torrido del deserto.
Dei miraggi verdi e azzurri, dalle forme più diverse, profondi fra i 7 e i 32 metri, pieni di acqua salata. Non ci sono fiumi che alimentano questi bacini e questa carenza causa l’innalzamento della concentrazione di sali minerali, in misura addirittura superiore a quella dell’acqua del mare.
Il più amato dai turisti è il Gaberoun, l'Ubari Lakes più grande, circondato da alte dune dalle quali alcuni tentano di scendere con gli sci ai piedi, situato nelle vicinanze delle rovine di un antico borgo libico. Tutt'attorno sono presenti altri laghetti, l'uno diverso dall'altro, come l'Umm Al Maa (il suo nome significa Madre dell’acqua), l'Umm al-H’isan (Madre del cavallo) o il piccolo Mavo.
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