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LAVITOLA HA MESSO IL SUO ZAMPONE DENTRO “REPORT”? – I PM CHE INDAGANO SULLA BOMBA A SIGFRIDO RANUCCI VOGLIONO CAPIRE SE IL FACCENDIERE ABBIA MESSO BOCCA NELLA GESTIONE DEL PROGRAMMA DI RAITRE DA PARTE DEL SUO EX CONDUTTORE – UN’INFORMATIVA DEI CARABINIERI DEL 30 LUGLIO 2026 CONTIENE DIVERSI SCAMBI DI MESSAGGI TRA L’OSTE DEL CEFALÙ DEL CEFALÙ E IL GIORNALISTA IN CUI I DUE SI CONFRONTAVANO PROPRIO SU “REPORT” – IL FARO DEI MAGISTRATI È SU ALCUNI SERVIZI REALIZZATI DAGLI INVIARTI DELLA TRASMISSIONE MA MAI ANDATI IN ONDA. PERCHÉ? CI FU QUALCHE PRESSSIONE O INDICAZIONE DA VALTERINO? – RANUCCI ERA ARRIVA PERFINO A INOLTRARE A LAVITOLA IL CONTENUTO DI UNA COMUNICAZIONE DEL DIRETTORE DELL’APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI
Estratto dell’articolo di Fabio Amendolara per “La Verità”
sigfrido ranucci e valter lavitola
«È certo, perché emerso in plurime intercettazioni, che Lavitola abbia continuato a manipolare la persona offesa». Questa valutazione degli inquirenti, che La Verità aveva anticipato il 2 settembre, ora sembra incastrarsi con un’informativa dei carabinieri datata 30 luglio 2026. Conterrebbe plurimi scambi di messaggi tra l’oste del Cefalù Valter Lavitola e l’ex conduttore di Report, nonché vittima dell’attentato organizzato dal primo, Sigfrido Ranucci.
Dalle indiscrezioni emerse pare che i due si siano confrontati su alcuni servizi di Report. L’attenzione degli investigatori sarebbe caduta anche su quelli non andati in onda. E l’informativa è finita in Procura, sulla scrivania del pm Edoardo De Santis. [...]
Quell’informativa del 30 luglio è stata depositata nei giorni scorsi e messa a disposizione dei difensori di Lavitola in vista del Riesame (la cui decisione è attesa per oggi). [...]
Ma ciò che già si legge nei provvedimenti consente di comprendere perché gli approfondimenti successivi abbiano portato i carabinieri fino ai servizi di Report mai trasmessi. O, forse, fermati. Gli inviati e gli autori storici possono non conoscere tutto ciò che Ranucci si diceva in privato con Lavitola.
Sanno però quali servizi siano stati realizzati, quali siano arrivati in scaletta e quali, invece, non abbiano mai raggiunto il pubblico. E con molta probabilità i discorsi dell’oste del Cefalù con Sig devono essere caduti sui partiti e sui loro esponenti.
valter lavitola e sigfrido ranucci al cefalu bistrot - foto di aldo torchiaro
[...] Una cosa è certa: Ranucci condivideva con l’amico anche i numeri degli ascolti, le difficoltà interne alla Rai, polemiche sui servizi e informazioni relative alle puntate. Il 29 luglio 2024, per esempio, Ranucci invia a Lavitola i risultati ottenuti da una replica del programma: «Noi ieri in terza replica, partiti dal 2% con olimpiadi e medaglie italiane abbiamo fatto 5,6». Il gip scrive che le preoccupazioni di Ranucci sulla conduzione di Report venivano «costantemente condivise con l’amico Lavitola».
E Ranucci arriva perfino a inoltrare a Lavitola il contenuto di una comunicazione del direttore dell’Approfondimento Rai. Valterino, insomma, non era tenuto fuori dalle vicende interne del programma. Conosceva in anticipo le tensioni sulla puntata, discuteva con il conduttore delle reazioni della Rai e seguiva con interesse il destino professionale dell’amico.
PAOLO CORSINI ARRIVA IN RAI PER INCONTRARE I GIORNALISTI DI REPORT - FOTO LAPRESSE
Ma c’è un episodio ancora più concreto. E riguarda Daniele Autieri, autore dell’inchiesta sul Cantiere navale Vittoria di Adria. Sentito dai carabinieri il 10 luglio 2026, Autieri racconta che fu proprio Ranucci a presentargli Lavitola come possibile fonte, precisando che fu avvisato, però, di prendere «ovviamente con le pinze quello che mi avrebbe detto».
La prudenza c’era. Ma c’era anche l’ingresso nella filiera del programma. Il 12 marzo, circa un mese prima della messa in onda del servizio «Il cantiere dei misteri», Lavitola contatta Autieri. I due si incontrano di persona, perché la fonte sostiene di avere urgenza.
Lavitola propone una teoria: dietro l’attentato contro Ranucci potrebbero esserci i servizi segreti italiani e israeliani, mossi dagli interessi di alcune società israeliane che, secondo lui, fornivano il Cantiere Vittoria. Invia su Telegram quattro nomi. Autieri avvia le verifiche. Scrive al cantiere, che inizialmente nega la presenza di quelle forniture. Successivamente l’ex amministratore delegato conferma che una delle società forniva attrezzature radar.
valter lavitola e sigfrido ranucci al cefalu bistrot - foto di aldo torchiaro
A quel punto Lavitola suggerisce una mossa ulteriore: inviare domande direttamente alle aziende israeliane. Una volta partite le richieste di Report, avrebbe potuto controllare se quelle società si fossero «mosse». Autieri ricostruisce così la proposta: «Lavitola mi ha consigliato di inviare una mail direttamente alle aziende, dicendomi che se l’avessi fatto lui avrebbe poi potuto sapere se queste aziende si fossero «mosse» in qualche modo». Il giornalista si ferma.
Giudica il metodo «irrituale» e decide di non seguire la strada indicata dalla fonte. «Non ho proseguito con gli approfondimenti richiesti da Lavitola […] poiché non mi è piaciuto come modo di procedere». Poi aggiunge: «Lavitola non è per me una fonte così affidabile e non mi sono fidato di lui».
SIGFRIDO RANUCCI A CASALFIUMANESE FA UNA FOTO CON IL SUO SMARTPHONE CON COVER A PORTAFOGLIO
Autieri informa Ranucci del rifiuto: «Guarda, lui mi ha chiesto questa cosa ma io gli ho detto di no». L’episodio documenta il punto esatto raggiunto dal faccendiere. Ranucci lo introduce con un autore di Report, Lavitola offre una pista e prova a suggerire anche una concreta attività giornalistica.
Autieri non si fida e chiude il rapporto. La domanda è se sia andata sempre così. E soprattutto se tra i servizi mai trasmessi ce ne siano altri nati, sviluppati o modificati dopo i tête à tête al Cefalù.
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