angela merkel ulrich siegmund alice weidel

PER ANGELA MERKEL È SEMPRE COLPA DEGLI ALTRI – L’EX CANCELLIERA, CHE HA (MAL)GOVERNATO LA GERMANIA PER 16 ANNI, FRIGNA PER IL SUCCESSO DI AFD (“MI SANGUINA IL CUORE”) SENZA FARE UNO STRACCIO DI AUTOCRITICA – PERFINO IL “CORRIERE DELLA SERA” LO RICONOSCE: “ANCORA UNA VOLTA NON SEMBRA NUTRIRE NEANCHE IL PIÙ PICCOLO DUBBIO CHE ANCHE LEI PORTI UNA GRANDE RESPONSABILITÀ NELL’ASCESA DI AFD. FU CORAGGIOSA, CERTO, NELL’ESTATE DEL 2015, QUANDO NON CHIUSE LE FRONTIERE ACCOGLIENDO OLTRE UN MILIONE DI PROFUGHI SIRIANI. MA È UNA VERITÀ EVIDENTE CHE QUELLA DECISIONE, MAL PREPARATA, MAL SPIEGATA E MAL ESEGUITA, ABBIA RESO INCERTA E INSICURA LA GERMANIA PROFONDA, APRENDO IL VARCO ALLA RETORICA XENOFOBA, ANTISLAMICA E ULTRANAZIONALISTA DI AFD, CHE DA QUEL MOMENTO NON HA MAI SMESSO DI CRESCERE…”

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1. IL CUORE FERITO DI ANGELA (SENZA UN FILO DI AUTOCRITICA)

Estratto dell’articolo di Paolo Valentino per il “Corriere della Sera”

 

angela merkel birra

È sbigottita, Angela Merkel, dal travolgente successo elettorale di AfD in Sassonia-Anhalt. L’ex cancelliera lo definisce «semplicemente scioccante».

 

Lei, che per sedici anni condusse la Cdu di vittoria in vittoria, è costretta oggi ad assistere alla sua più grave sconfitta, con un crollo di oltre la metà dei consensi: «Come membro del partito, mi sanguina il cuore», dice Merkel, parlando alla Fiera digitale organizzata da Deutsche Telekom a Colonia. «Si tratta — aggiunge — di una frattura, una vera e propria frattura che stiamo vivendo nella storia della Repubblica federale».

ANGELA MERKEL E IL SUO RITRATTO

 

[…] Sono parole vere e sincere quelle di Merkel. Ma ancora una volta l’ex cancelliera non fa un solo accenno autocritico, non sembra nutrire neanche il più piccolo dubbio che anche lei, per oltre tre lustri dominatrice incontrastata della politica tedesca, porti una grande responsabilità nell’ascesa di Alternative für Deutschland.

 

Fu coraggiosa, certo, nell’estate del 2015, quando non chiuse le frontiere accogliendo oltre un milione di profughi siriani giunti dalla rotta balcanica. Ma è ormai una verità evidente che quella decisione — mal preparata, mal spiegata e mal eseguita — abbia reso incerta e insicura la Germania profonda, aprendo il varco alla retorica xenofoba, antislamica e ultranazionalista di AfD, che da quel momento non ha mai smesso di crescere .

 

2. AFD HA SPEZZATO IL CUORE A «MUTTI» MERKEL

POPOLO AFD

Estratto dell’articolo di Giorgio Gandola per “La Verità”

 

Il «muro di fuoco» era una crêpe bruciata ma quando se ne sono accorti era tardi. Il Brandmauer inventato da Friedrich Merz come barriera tagliafuoco per annichilire Afd in Sassonia, in realtà ha finito per carbonizzare la Cdu e gli altri partiti tradizionali.

 

Pessima idea, mai piaciuta a quella volpe in pensione di Angela Merkel, che ieri ha deciso di rompere il silenzio per aggiungersi al pianto greco delle élite. «Da membro del partito ho il cuore a pezzi». Poi parte il siluro a Friedrich Merz: «La faccenda del muro come cordone sanitario contro l’estrema destra non l’ho inventata io e non mi è mai piaciuta.

 

Alice weidel Ulrich Siegmund - afd

Non è mai questo che convince la gente». L’80% alle urne è la controprova. Alla fiera Digital X di Colonia l’ex kanzlerin non si sottrae all’analisi. «Mi si spezza il cuore a vedere la Cdu regionale al 17,2% e la destra al 43,8%.

 

Quando ho visto i primi sondaggi ero scioccata. L’ottimo risultato di Afd rappresenta un momento cruciale nella storia della repubblica federale. Se devo dire cosa voglio per questo paese, voglio che vengano fissati obiettivi concreti. In particolare due: chiarezza sulla riforma delle pensioni e altrettanta chiarezza sul fatto che la cooperazione con Alternative für Deutschland è impossibile».

friedrich merz dopo la vittoria di afd in sassonia anhalt foto lapresse.

 

Nessuna visione retrospettiva, nessun accenno a un dato di fatto: il partito di Alice Weidel è uscito dall’uovo proprio in risposta alla politica suicida di Merkel sui migranti, imposta prima al Bundestag e poi ai vassalli di Bruxelles.

 

Quel milione di siriani (spacciati per ingegneri) importati nel 2015 furono il primo colpo di piccone al welfare più sontuoso dell’Occidente nonché l’inizio della micidiale «accoglienza diffusa» (anche in Italia, ministro dell’Interno Luciana Lamorgese) le cui conseguenze vengono pagate dagli Stati europei ancora oggi.

 

il consenso elettorale di afd in germania

Quel «Wir shaffen das» (ce la faremo) pronunciato allora da Mutti, se riascoltato sulle macerie economiche di oggi risuona come un’orazione funebre. E se il rintronato Merz è costretto a insistere sulla necessità dei «rimpatri volontari» per contribuire alla ricostruzione della Siria pacificata, lo deve all’errore strategico di colei che adesso è sotto choc.

 

[…]

 

Con una mossa del cavallo degna di un Matteo Renzi, nel frattempo in Sassonia c’è qualcuno che ha preso l’estintore per spegnere il brandmauer: i socialisti. «Parlare con Adf è doveroso» è uscito allo scoperto Markus Bauer, leader locale della Spd. «Quella compagine è stata eletta democraticamente ed è chiaramente il partito più forte, per cui non può essere ignorata o esclusa.

SOSTENITORE DI AFD

 

Non dovremmo definirci in base a barriere invalicabili, ma in base a linee rosse morali». Poiché è assodato che la sinistra (a ogni latitudine) non ne ha, ecco pronta la stampella. Meglio avvertire Elly Schlein e gli eserciti piddini di redazione, oggi frau Weidel è meno nazi di ieri.

alice weidelPOPOLO AFD