DAGOREPORT! MARI IN TEMPESTA! CI VOLEVA LO STREGA-GATE CON I PRESUNTI GIUDIZI, POI SMENTITI, SU…
“LO STATO CI DEVE TEMERE” – SETTE ANARCHICI SONO STATI ARRESTATI DALLA DIGOS PER I SABOTAGGI SULLA LINEA DELL’ALTA VELOCITÀ FERROVIARIA DEGLI ULTIMI MESI. UN GRUPPO ACCUSATO DI AVER PIANIFICATO E REALIZZATO AZIONI VIOLENTE CON FINALITÀ DI TERRORISMO – IL NUCLEO PRINCIPALE ERA RADICATO A ROMA MA COLLEGATO AD AMBIENTI DI BOLOGNA, MILANO E NAPOLI – GLI ANARCHICI VOLEVANO PRENDERE DI MIRA LE AZIENDE STRATEGICHE COME LEONARDO ED ENI E I CPR E GLI STUDI DI LA7, RECLUTARE NUOVE LEVE FRA I MANIFESTANTI PRO PAL – LE INTERCETTAZIONI NEL CASALE NEL BOSCO DI VICOVARO, VICINO ROMA, IN CUI SI RIUNIVANO: “DOBBIAMO COSTRINGERE LO STATO A FARE I CONTI CON NOI”, “SE BRUCIA IL MCDONALD’S DOVE CI VANNO TUTTI, A COMINCIARE DAI MARANZA, SE NE PARLA MOLTO DI PIÙ” – TROVATI I “MANUALI” PER COMPIERE ATTENTATI E SABOTAGGI
1. RETATA ANTI ANARCHICI PER I SABOTAGGI AI TRENI "LO STATO DEVE TEMERCI"
Estratto dell’articolo di Irene Famà per “La Stampa”
sabotaggio linea ferroviaria 1
Quel casolare di montagna chiamato "Improbabile Squat", occupato a Vicovaro, comune del Lazio di una manciata di case e poco più di tremila persone, racchiudeva i progetti anarchici della lotta contro lo Stato. Passata e futura.
È lì, racconta l'inchiesta della procura di Roma, che la cellula anarco-insurrezionalista della Capitale guidata da Nico Aurigemma e Micol Marino si confronta sui «programmi operativi», sugli attacchi da portare avanti e su come comunicarli all'esterno.
È sempre lì che viene messo a punto il sabotaggio dello scorso 14 febbraio alla linea dell'alta velocità Roma – Firenze e Roma – Napoli: servizio ferroviario interrotto dalle 4.30 alle 19.20 e 455mila euro di danni. Un'azione tra tante, organizzate in quel casolare, perché con «qualche litro di combustibile tutto è possibile».
sabotaggi alla rete ferroviaria ad alta velocita a roma
E lo «Stato, con noi, deve farci i conti». Le parole chiave? Colpire e piegare le istituzioni. Nove gli arrestati su misura cautelare dagli agenti della Digos di Roma con l'accusa di associazione con finalità di terrorismo o eversione dell'ordine democratico: cinque sono finiti in carcere, quattro ai domiciliari. Diciotto le persone indagate e perquisizioni sono scattate in tutta Italia.
[…]
Dall'11 al 13 luglio 2025 la cellula romana, «gruppo strutturato e solido», si ritrova quasi tutta a Vicovaro, ma il casolare è monitorato dalla Digos già dai mesi precedenti, quando gli investigatori erano sulle tracce di un latitante.
Gli anarchici discutono tra loro su come muoversi e su quali target colpire «per creare un'escalation di violenza capace di condizionare gli organi deputati a decidere sul rinnovo del 41bis» ad Alfredo Cospito, teorico dell'anarchia informale.
L'ala più violenta, che spara, invia plichi esplosivi, piazza bombe. Francesco Benedetti, noto militante, lo dice chiaro: «Qualcosa tocca fa. Costringere un po' lo Stato a fare i conti con noi, a capire che tenere un anarchico in 41bis è comunque avecce rotture de scatole»
il casale di vicovaro dove si riunivano gli anarchici
[…] Numerose le campagne di lotta in corso utili per creare scompiglio e fare «pressione alle istituzioni»: quella contro il regime del carcere duro e non solo. C'è la battaglia antimilitarista, quella contro il governo di Israele, quella contro la speculazione edilizia.
A Vicovaro, a quanto emerge dall'inchiesta della procura di Roma, si discute sui «propositi, maturati nei mesi successivi e sfociati nei sabotaggi» e si ipotizzano workshop su come costruire delle bombe.
Non soltanto i treni, ma anche società attive nel settore della difesa, catene di fast food e cpr nella lista dei possibili obiettivi da colpire. Pure gli studi televisivi De Paolis, dove vengono registrati perlopiù i programmi di La7.
Tra le varie questioni, stando alle quindici ore di conversazioni registrate dagli investigatori e finite negli atti d'indagine, in quel casolare si parla anche «delle linee ferroviarie come obiettivo delle azioni, delle modalità di esecuzione, del tipo di ordigno da utilizzare».
CORTEO DEGLI ANARCHICI PER ALFREDO COSPITO A ROMA
Il termine «sabotaggi» viene ripetuto più volte. E viene condiviso pure un «libricino sui treni», così la cellula romana indica il manuale «ricette - ardenti» del Kommando Angry Birds, gruppo anarco-insurrezionalista tedesco protagonista di numerosi attacchi alle infrastrutture. In quelle pagine ci sono i dettagli «pratici per realizzare ordigni esplosivi, la componentistica da utilizzare e gli accorgimenti da adottare nel confezionamento»
Lo scorso 7 febbraio si registrano tre sabotaggi alla rete dell'Alta Velocità all'altezza di Bologna e Pesaro. Il 14 febbraio, poi, l'attacco alla tratta Roma-Firenze e Roma-Napoli. L'azione scatta in concomitanza delle Olimpiadi di Milano – Cortina «che con i loro fiumi di denaro alimentano la speculazione edilizia.
La contestazione, però, era ben più ampia. C'era «la rabbia per la presenza ai Giochi degli agenti dell'Ice, le squadracce americane anti-immigrati», per le forze dell'ordine in generale e per il 41bis. […]
2. TRENI SABOTATI, ARRESTO PER 7 ANARCHICI “DIAMO FUOCO ANCHE A MCDONALD'S”
Estratto dell’articolo di Rinaldo Frignani per “La Stampa”
sabotaggi alla rete ferroviaria ad alta velocita a roma
[…] Ma il gruppo anarchico puntava a non fermarsi lì, bensì a prendere di mira le aziende strategiche come Leonardo, Eni, Kfc e i Centri di permanenza per il rimpatrio, reclutare nuove leve fra i manifestanti pro Pal, rafforzare le azioni eclatanti sul territorio per contrastare il rinnovo del regime carcerario del 41 bis ad Alfredo Cospito (poi deciso a maggio dal ministero della Giustizia) rivendicare con maggiore evidenza sui social le proprie gesta.
[…] «Se brucia il McDonald’s dove sanno che ci va tutto il quartiere, a cominciare dai maranza. E poi c’è scritto “Free Palestine”, sicuramente si parla molto di più che se zompa una pentola fuori dalla porta del Dap», assicurava Nico Aurigemma, 36 anni, romano, residenza in via Modesta Valenti, quella virtuale usata dai senza tetto, arrestato per «aver costituito e organizzato — questa è l’accusa — una compagine criminale con diramazioni in gruppi affini per compiere atti di violenza con finalità di terrorismo e di eversione dell’ordine democratico e strutturato».
sabotaggio linea ferroviaria 3
Con lui sono finite in carcere altre quattro persone: Micol Marino, 38enne triestina, ritenuta anche lei a capo dell’organizzazione; Stefano Marri, 31enne veneziano (impegnato nelle riprese di fiction sui pirati in Francia e in Sicilia); Francesco Benedetti, ternano di 45; e Arnau Vallet i Casadevall, 30enne spagnolo residente a Roma. Anche lui nel cinema.
Domiciliari invece per Giulia Vidotto, 38enne di Bologna, e Luna Fratini, 34enne di Sambuci (Roma), ora però all’estero. E poi 18 indagati.
[…] Le indagini sono scattate nel luglio 2025 quando seguendo le mosse di Marino — compagna dell’anarchico detenuto Salvatore Vespertino, detto «Ghespe», arrestato in Spagna per un attentato contro la sede fiorentina di CasaPound «Il Bargello» nel 2017 — gli investigatori hanno scoperto un luogo di ritrovo degli anarchici, attenti a vedersi senza telefonini e comunque a parlarsi con sistemi criptati.
corteo di anarchici a torino per alfredo cospito
Era un casale nelle campagne di Vicovaro, vicino Roma, di proprietà della famiglia di Fratini. Hanno piazzato microspie e telecamere che fra l’11 e il 13 luglio hanno registrato ogni istante del vertice nel quale sono state messe a punto le future strategie per colpire lo Stato e le sue infrastrutture, insieme con i metodi per costruire ordigni (con un libricino tedesco del gruppo «Kommando Angry Birds») e piazzarli in sicurezza.
L’obiettivo era anche quello di allargare la collaborazione a gruppi affini sul territorio nazionale. «Con grossa fatica, ma qualcosa bisogna fare, costringere un po’ lo Stato a fare i conti, che tenere un anarchico in 41 bis è comunque aver rotture di scatole!», auspicava Benedetti.
3. IL CASALE NEL BOSCO DI VICOVARO E L'ESCALATION DELLA VIOLENZA
Estratto dell’articolo di Giuliano Foschini per "la Repubblica"
cellula di anarchici a roma - perquisizioni della digos
Uno insegna come costruire un ordigno. Un altro studia come funziona la rete ferroviaria italiana. Quando ieri mattina gli investigatori sono entrati nelle case degli anarchici (arrivando così all'arresto di altre due persone, Andrea Toniolo a Roma e Pietro Rossetti a Bologna) hanno trovato due manuali che raccontano meglio di ogni altro elemento la direzione verso cui il gruppo stava andando secondo la procura di Roma.
[…] Il sabotaggio, secondo l'accusa, non rappresenta il punto di arrivo ma il primo passo. Negli atti firmati dal gip Rosalba Liso ricorre, non a caso, più volte un'espressione: «escalation di violenza». Non contro persone. Ma contro obiettivi capaci di attirare l'attenzione (e dunque infrastrutture strategiche) o di avere una forte capacità evocativa, e quindi le multinazionali delle armi o più in generale i simboli della globalizzazione.
Il primo obiettivo sono state le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. Non è un caso che l'azione del 14 febbraio venga rivendicata con un documento dal titolo «Comunicato di rivendicazione per il sabotaggio della linea ferroviaria contro le Olimpiadi Milano-Cortina 2026».
Nel testo gli autori scrivono: «Fuoco alle Olimpiadi! Oggi non si viaggia». E ancora: «La notte del 13 febbraio in diversi punti e snodi ferroviari abbiamo incendiato e danneggiato i cavi lungo i binari provocando il blocco di diverse linee dell'alta velocità».
Accanto al fronte olimpico c'è poi quello che gli anarchici considerano il tema politico prioritario: Alfredo Cospito, l'anarchico al 41 bis. Durante il raduno del luglio 2025 nel casolare di Vicovaro, si legge negli atti, «dalle 14 di sabato è stato affrontato il tema della mobilitazione in favore di Cospito, concentrando la discussione su quali modalità adottare per rilanciare il fronte di lotta».
[…]
Ma nelle riunioni di Vicovaro il gruppo discute anche di quello che potrebbe venire dopo. Uno dei temi è la Palestina. Per gli investigatori non è un caso: nelle conversazioni viene indicata come una possibile «tematica trainante», cioè una battaglia capace di raccogliere adesioni anche fuori dall'area anarchica.
«Se Israele ha questo e fa questo, studiamo una campagna di azione e poi la mettiamo in pratica, contro questo e questo», dice Micol Marino. Francesco Benedetti risponde: «Ci sono proprio una lista di tutte le ditte che collaborano con loro». Nelle stesse ore compaiono riferimenti a grandi aziende considerate simboli dell'industria militare e tecnologica.
Leonardo è uno dei nomi che ricorrono nelle conversazioni. Così come altre società ritenute dagli indagati parte dell'apparato industriale che sostiene guerre, controllo e sicurezza.
Non manifestazioni o presìdi, dunque. Ma l'individuazione di possibili bersagli da inserire all'interno di una futura campagna di azione È in questo contesto che il gip colloca anche le discussioni sugli esplosivi. Gli indagati parlano di condividere il «know how per la realizzazione artigianale di ordigni esplosivi». Discutono di una «prova pratica».
«Stavamo a dì di fare una prova pratica», dice uno di loro. Poco prima si era parlato di «portare le cosettine» e di reperire il materiale necessario. La Polizia ha però fatto in modo che si fermassero al pensiero.
CORTEO DEGLI ANARCHICI PER ALFREDO COSPITO A ROMA
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