re carlo

“LO SCHIAVISMO È UN CAPITOLO DELLA STORIA CHE MI RIEMPIE D’ORRORE” – AD ANTIGUA RE CARLO L’HA BUTTATA IN CACIARA INVECE DI SCUSARSI PER LA TRATTA DI SCHIAVI E HA ESCLUSO OGNI IPOTESI DI RIPARAZIONE: “NON POSSIAMO CAMBIARE L’AZIONE DI CHI CI HA PRECEDUTI. MA LA STORIA CI INSEGNA ANCHE CHE IL MALE NON PUÒ AVERE L’ULTIMA PAROLA” - IL SOVRANO HA COSI' SOTTOLINEATO IL SUO “NON POLITICAL ROLE”, LASCIANDO LA PATATA BOLLENTE AL PREMIER BURNHAM CHE AVEVA APERTO ALLA POSSIBILITÀ DI SCUSARSI FORMALMENTE... – VIDEO

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Estratto dell'articolo di Enrica Roddolo per www.corriere.it

 

re carlo

«Trent’anni fa al mio primo meeting molti degli abitanti oggi del Commonwealth non erano nati. E in quei giorni Internet era così giovane che si chiamava Information Superhighways». Ha esordito così re Carlo nel suo attesissimo discorso al summit del Commonwealth.  [...]

 

Poi Carlo III è arrivato dritto al punto del passato, lo schiavismo. «A tenerci unici è la nostra storia, i successi e le sconfitte - ha detto Carlo -. La prigione del tempo può essere distorsiva. Ma non possiamo cambiare l’azione di chi ci ha preceduti. Però possiamo imparare. Lo schiavismo lancia la sua ombra vergognosa, è un capitolo della storia che mi riempie di orrore e di personale dispiacere. Ma la storia ci insegna anche il male non può essere l’ultima parola».  Non solo ma Carlo III ricorda anche il ruolo della «Royal Navy nel fermare la schiavitù».

 

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«Ho ascoltato, cercato di capire e ho capito che la soluzione è affrontare gli errori del passato con investimento in job e opportunities, e ispirando. Come ogni marinaio non possiamo comandare i venti, tanto meno quelli del passato, ma possiamo scegliere come indirizzare la nostra barca», ha continuato il Re [...]  

 

Il re parla come leader del Commonwealth, il suo discorso è insomma molto più personale, rispetto ai tradizionali discorsi del sovrano concordati normalmente con il numero 10 di Downing Street e il Foreign Office. Davanti a lui capi di Paesi del Commonwealth che vorrebbero scuse, altri che vorrebbero anzi che la Corona non fosse più alla guida del loro Paese.

re carlo bagnato fracico sbraita perche non ha un ombrello 2

 

Altri il passaggio l’hanno già fatto. Ma il Re sceglie la strada anticipata dal Palazzo alla vigilia quando aveva precisato il «non political role» del Re, nell’ambito del Commonwealth. Mettendo l’accento piuttosto sulla capacità di «inspiring and convening, rather than policy making». 

 

Il soft royal power del sovrano, insomma, la sua capacità di ispirare il cambiamento, di ispirare il senso del Commonwealth. [...]

 

Gaston Browne primo ministro di Antigua e Barbuda che ha detto rivolto al re e alla regina: «Siamo profondamente onorati dalla vostra presenza qui, davanti a questa diverse family of nations».

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Davanti al Re i leader di 56 Paesi che si riconoscono nella rete di «Paesi uguali» come amava chiamarli Elisabetta, e che rappresentano 2,7 miliardi di persone, circa un terzo della popolazione mondiale. Nato sulle ceneri dell’Impero britannico. Elisabetta sapeva «psicanalizzare» i leader del mondo. Il marito Filippo la chiamava infatti scherzando la «Commonwealth psycotherapist», la psicoterapeuta del Commonwealth. Ed è proprio nel Commonwealth, la rete di 56 Paesi erede dell’Impero britannico, che l’abilità della regina diplomatico ha espresso le sue doti migliori. 

 

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Una rete che ereditò dal padre Giorgio VI nel 1952 quando contava appena 8 Paesi che aveva voluto visitare con il suo primo tour l’indomani dell’incoronazione. Nel suo lungo regno Elisabetta II ha visitato tutti i Paesi (eccetto Camerun e Ruanda), spesso più di una volta. E nel 2018, davanti ai paesi del Commonwealth riuniti per il summit, aveva caldeggiato la staffetta con il figlio Carlo quando fosse diventato Re. 

 

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«Non ha cambiato il suo discorso dopo l'inversione del governo», era filtrato dal palazzo, ma riconoscerà il suo «sincero dispiacere» per il passato coloniale: «with unflinching honesty, sincere sorrow, and respect for the wider discussions». Al suo fianco la regina Camilla arrivata ieri a dar sostegno al sovrano con il suo sorriso rassicurante.

 

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