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ASCENDENTE...GEMELLI! – DA LONDRA ARRIVA LA STORIA DI UNA DONNA CHE HA FATTO SESSO CON DUE GEMELLI OMOZIGOTI A DISTANZA DI POCHI GIORNI, È RIMASTA INCINTA E ORA È IMPOSSIBILE CAPIRE QUALE DEI DUE SIA IL PADRE: IL TEST DEL DNA NON DISTINGUE TRA I GEMELLI – LA CORTE D’APPELLO LONDINESE HA AMMESSO CHE LA PATERNITÀ È “BINARIA” – PER ORA IL GEMELLO REGISTRATO SUL CERTIFICATO DI NASCITA HA PERSO LA RESPONSABILITÀ GENITORIALE, MA LA VICENDA LEGALE È CONTINUA…
Estratto dell’articolo di Biagio Chiariello per www.fanpage.it
Una donna ha avuto rapporti sessuali con due gemelli identici a distanza di pochi giorni e ora nessuno sa chi sia il vero padre del bambino. O meglio: si sa che è uno dei due, ma non c’è modo di capire quale.
La storia, uscita fuori in un’aula di tribunale a Londra, è surreale e complicata. La madre ([…] è finita in causa con uno dei due gemelli dopo che sull’atto di nascita del piccolo – chiamato solo “child P” – era stato registrato l’altro fratello come padre.
Insieme all’altro gemello, la donna ha deciso di fare ricorso perché entrambi volevano ottenere la responsabilità genitoriale sul bambino. Ma il giudice del tribunale di famiglia ha detto no: il nome sul certificato di nascita non si tocca. Così sono andati alla Corte d’Appello.
[…] i giudici hanno stabilito che, al momento, è letteralmente impossibile sapere con certezza chi dei due sia il padre. I test del DNA tradizionali non riescono a distinguere i due gemelli identici. […]
Il presidente della Corte, Sir Andrew McFarlane, ha spiegato la situazione con parole molto chiare: «La verità, per ora, è che il padre di P è uno dei due gemelli, ma non sappiamo quale. Quando il bambino sarà grande magari la scienza ci darà una risposta definitiva, ma per il momento la sua realtà è binaria: o uno o l’altro»
Il giudice ha però tolto temporaneamente la responsabilità genitoriale al gemello che risulta sul certificato di nascita, in attesa di nuovi approfondimenti. Allo stesso tempo, però, si è rifiutato di dichiarare ufficialmente che quell’uomo non è il padre. "Non aver dimostrato un fatto non significa aver dimostrato il contrario", ha sottolineato.
Secondo quanto ricostruito in aula, entrambi i fratelli avevano avuto rapporti con la donna nello stesso mese del concepimento, a distanza di appena quattro giorni. Per la giudice di primo grado, Madeleine Reardon, le probabilità che fosse l’uno o l’altro erano perfettamente uguali.
Il caso è ancora aperto e continuerà nei prossimi mesi. Nel frattempo, un bambino rischia di crescere con un certificato di nascita che indica come padre una persona che potrebbe non esserlo… […]
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