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LA LUNGA AGONIA DELL’EX ILVA - I LAVORATORI DELLO STABILIMENTO SIDERURGICO DI TARANTO HANNO SFILATO LUNGO LA CITTÀ PUGLIESE DOPO IL LICENZIAMENTO COLLETTIVO DI 2.500 PERSONE DALL’INDOTTO - I SINDACATI AGITANO LO SPETTRO DELLA “BOMBA SOCIALE” E SONO INCAZZATI CON MELONI E URSO: “TUTTO E’ PARTITO DA UN GOVERNO DI INCAPACI CHE HA PROVATO A SISTEMARE L’ILVA MA NON HA AVUTO MAI LE COMPETENZE” - L’INCONTRO DI MERCOLEDÌ A PALAZZO CHIGI… - VIDEO
Estratto dall'articolo di Pierfrancesco Albanese per "la Repubblica"
Sono da poco passate le undici quando il sindaco di Taranto, Piero Bitetti, si affaccia al balcone del Municipio, nel borgo antico cittadino. Più volte apre il palmo della mano predicando calma. Ma le sue parole sono fagocitate dalle urla dei lavoratori: «Fai salire un operaio». E qualcuno grida: «Siete venduti».
[...] Quando gli operai dello stabilimento ex Ilva di Taranto e della costellazione delle ditte dell'indotto si sono ritrovati davanti alla portineria imprese dello stabilimento, per poi sfilare in corteo fino al palazzo di città.
All'origine della mobilitazione c'è la pronuncia con cui i giudici della Corte d'appello di Milano hanno confermato lo stop dell'area a caldo del siderurgico. I lavoratori – almeno un migliaio, secondo stime sindacali – si sono riversati in fabbrica, poi sulla provinciale per Statte, nelle arterie del rione Tamburi e infine davanti alla sede del Municipio. [...]
Mentre uno sparuto gruppo di operai dell'indotto ha bloccato il ponte girevole, uno degli snodi principali del centro città. «Il tempo è scaduto», è il messaggio alle istituzioni. Alle quali i lavoratori chiedono garanzie occupazionali, tutela del reddito e un piano industriale per Taranto. [...]
L'Aigi, l'associazione delle ditte dell'indotto, ha fatto ripartire la procedura di licenziamento collettivo di 2.500 lavoratori annunciata alla vigilia della pronuncia, poi congelata e ora nuovamente azionata a fronte dello stop imposto dalla magistratura. E questo ha contribuito al piano inclinato che ha portato i manifestanti sotto la sede del Comune.
«Tutto è partito da un governo di incapaci che ha provato a sistemare Ilva ma non ha avuto mai le competenze, e ora ci ha portato a sbattere», dice Giuseppe D'Ambrosio, operaio e delegato Fiom-Cgil. [...]
Lo fa anche il sindaco Bitetti, che a margine di un colloquio col sottosegretario Alfredo Mantovano ha confermato ai sindacati l'incontro previsto a Palazzo Chigi per domani. Per il quale ieri ha tardato ad arrivare la convocazione ufficiale, costringendo i sindacalisti a tenere socchiuse le valigie.
«Taranto non può essere lasciata sola e sui lavoratori non possono ricadere le responsabilità», ha incalzato il sindaco dopo il summit improvvisato con la delegazione di operai.
Mentre i sindacati hanno agitato lo spettro della «bomba sociale». Per Francesco Brigati della Fiom Cgil «Palazzo Chigi è un inizio rispetto a quello che dobbiamo ottenere. Se non ci saranno risposte – minaccia - alzeremo il conflitto, andremo a Bari, a Roma, e continueremo a farci sentire».
adolfo urso all assemblea di confindustria foto lapresse
Ex Ilva
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